31 marzo 2006

Il Padre Fondatore

Questa sera vi voglio raccontare una storia, una bella storia:

Questa storia ha come protagonista un senatore della repubblica, colui che, mosso dai suoi profondi principi di giustizia e di uguaglianza, nel 1993 ha fondato Forza Italia per conto di Berlusconi. Una persona colta, soprattutto sul fatto, come disse Montanelli. Questa persona si chiama Marcello Dell'Utri. Ecco il suo curriculum vitae:

Nel 1967 a Palermo, opera come direttore sportivo, presso l'Athletic Club Bacigalupo; durante questa esperienza, per sua esplicita ammissione, conosce Vittorio Mangano (noto stalliere della villa di Arcore di Berlusconi) e Gaetano Cinà.

Il 7 Luglio 1974 porta nella Villa di Arcore Vittorio Mangano, un giovane mafioso, divenuto successivamente esponente di spicco del clan di Porta Nuova a Palermo. Vittorio Mangano ha in quel periodo già a suo carico 3 arresti e varie denunce e condanne, nonché una diffida risalente al 1967 come "persona pericolosa". Mangano diventa lo stalliere della villa, ma più che occuparsi dei cavalli si occupa del Cavaliere.

Nel 1977 si dimette da Edilnord e viene assunto alla Inim di Rapisarda, che ha relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana. Diventa poi amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che ben presto va in bancarotta fraudolenta.

Nel 1980 la Criminalpol di Milano, nell'ambito di una indagine di droga, intercetta una telefonata tra Mangano e Dell'Utri. In questa telefonata, divenuta celebre, Mangano parla di un "cavallo" e propone a Dell'Utri di entrare nell'affare. Il defunto giudice Borsellino affermò a riguardo in un'intervista: "Si, tra l'altro questa tesi dei cavalli che vogliono dire droga, è una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo per traffico di droga".

Nel 1982 inizia come dirigente la sua attività in Publitalia '80, la società per la raccoltà pubblicitaria della Fininvest. Un anno dopo (1983), nell'ambito di un blitz di arresti compiuti a Milano contro la mafia dei casinò, viene trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo

Nel 1992 (Gennaio-Febbraio) Vincenzo Garraffa, ex sentatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss trapanese Francesco Virga (poi latitante e condannato per omicidio oggi in carcere): "Mi manda Dell'Utri", dice il boss venuto a riscuotere un presunto credito preteso da Dell'Utri in nero. L'episodio, denunciato da Garraffa, è stato accertato dal tribunale di Milano che nel maggio 2004 ha condannato Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione.

Nel 1995 viene arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia.

Nell'Aprile 1995, mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, Dell'Utri diventa deputato di Forza Italia in Parlamento.

Nel 1999 viene condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. Nello stesso anno viene eletto parlamentare europeo e nel 2001 Senatore della Repubblica.

È attualmente sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, reato per il quale ha subito una condanna non definitiva (in primo grado) a 9 anni di reclusione presso il tribunale di Palermo nel 2004. Nel testo che motiva la sentenza si legge: "la pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici".


Per saperne di più:

Consiglio inoltre vivamente di guardare l'intervista a Marco Travaglio su Dell'Utri, Berlusconi e la Mafia. Dura 1,30h ma è estremamente interessante e anche piacevole da guardare.

"Siamo tenuti a essere leali, corretti, fedeli, camerateschi soltanto con coloro che hanno il nostro stesso sangue: e con nessun altro.", Heinrich Himmler (1900 - 1945), ufficiale delle SS naziste

29 marzo 2006

Orrori di traduzione

Corriere della Sera, 9 marzo 2006:
"Ahmadinejad ha avvertito che «il popolo iraniano è disposto a sacrificare la vita per affermare i propri diritti». «La mentalità di sacrificio degli iraniani è la spinta che spiega il potere di resistenza della nazione», ha dichiarato il presidente. Ahmadinejad ha quindi reso noto di aver parlato con il segretario generale dell'Onu Kofi Annan sulla natura e il ruolo degli organismi internazionali e di avergli chiesto «se l'Onu è stata creata per difendere il diritto delle nazioni o per privarle dei loro diritti»."

Questa è una delle ultime dichiarazioni di Ahmadinejad, ma non è mio interesse discutere sulle sue parole. E' utile, per comprendere meglio quello che è il processo di demonizzazione in atto, chiedersi chi abbia tradotto dal persiano all'inglese questo intervento. L'organizzazione no-profit che si occupa della traduzione della quasi totalità delle notizie che arrivano dal mondo arabo (Egitto, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Palestina, Persia, Arabia Saudita e Turchia) è la MEMRI, "The Middle East Media Research Insitute". Le lingue in cui questi testi vengono resi disponibili sono francese, tedesco, inglese, italiano, russo ed ebraico. Il suo sito internet indica che il Memri «lancia un ponte tra Occidente e Medioriente, attraverso le traduzioni dei media arabi, ebraici e farsi, e mediante analisi originali delle tendenze politiche, ideologiche, intellettuali, sociali, culturali e religiose della regione». Inoltre, il Progetto di monitoraggio tv del Memri «copre» le principali reti televisive arabe e iraniane. L'istituto si occupa costantemente della sottotitolazione e della distribuzione di brevi estratti, attentamente selezionati, di quelle televisioni. Li fornisce a titolo gratuito alle reti occidentali e ai vari organi audiovisivi di controllo. Tutta l'operazione consiste nella selezione dei testi e delle sequenze che l'Istituto decide di tradurre. Il Memri tende a presentare come maggioritarie alcune correnti di idee fortemente minoritarie nella stampa e nei media arabi. E così, il lettore che non parla l'arabo e che si accontasse della lettura di queste traduzioni avrebbe l'impressione che i media arabi siano dominati da un gruppo di autori fanatici, antioccidentali, antiamericani e violentemente antisemiti, contro i quali si batterebbero pochi valorosi giornalisti, che il Memri definisce «liberali o progressisti». Per questo, a più riprese, alcuni autori arabi e a volte anche europei hanno bollato il Memri come arma di propaganda al servizio del governo di Tel Aviv, del Likud e dei loro gruppi di pressione. È vero che, quando è stato costituito, su dieci membri del gruppo, tre erano ex funzionari dei servizi israeliani. In particolare il presidente di tale istituto è Yigal Carmon, un colonnello ormai in pensione che faceva parte dell'intelligence militare israeliana, che nella sua carriera ha avuto anche l'onore di dirigere la "Guantanamo d'Israele". Ne consegue quindi che tutte le notizie che ci arrivano dal mondo arabo sono filtrate da un istituto con una forte componente israeliana (di stampo soprattutto militare). E' quindi lecito chiedersi se le difficoltà di integrazione e di comprensione tra la nostra civiltà e quella mediorientale possano anche derivare da un attento e mirato lavoro di traduzione da parte di un'organizzazione che ha tutti gli interessi nel favorire queste incomprensioni.

Per saperne di più:

Coloro che riescono a farti credere delle assurdità, possono farti commettere delle atrocità. - Voltaire

28 marzo 2006

E luce fu...


L'illuminazione incide per il 15-20% sulla bolletta dell'elettricità di ogni famiglia. Pochi però sono consapevoli che la spesa può essere facilmente ridotta a un quarto senza cambiare abitudini e a parità di luminosità. Circa una settimana fa ho comprato, alla modica cifra di 6 €, una lampada solare da esterno, completamente autonoma. Il funzionamento è semplice. I lampioncini ricaricano la batteria interna per mezzo della luce solare durante le ore del giorno. Al calare della notte il sensore di luminosità accende automaticamente il lampione senza alcun intervento umano e nessun allaccio alla rete elettrica. Il risparmio in bolletta è assicurato. Inoltre, non essendo i lampioni solari collegati alla rete elettrica consente una massima libertà nella loro disposizione ed evita qualsiasi spesa di installazione e di manutenzione. E' infatti sufficiente piantarli al terreno per avere immediatamente un giardino notturno illuminato a costo zero in bolletta. L'alimentazione è fornita da un pannello monocristallino (2 batterie NiCd 550mA 1,2V incluse). Il tempo di illuminazione è elevato: 19 ore con pile completamente ricaricate. Per chi dovesse essere interessato ad un acquisto on-line consiglio il sito ilportaledelsole.it. E' ovvio che scegliendo questo tipo di soluzione si otterrebbe un enorme risparmio rispetto all'acquisto di una lampadina ad incandescenza e un lampione "tradizionale". Sempre in merito al risparmio energetico è interessante il discorso relativo alle lampade a fluorescenza, che nonostante un costo iniziale più alto possono arrivare a far risparmiare all'utente fino al 73% della spesa per l'illuminazione.


O.T.: Scrive oggi il corriere.it: "Per i giudici della Seconda Corte d'Appello di Milano vi fu un «passaggio quasi diretto» di 500 milioni «da un conto Fininvest a un conto del giudice Squillante tramite transito per il conto «Mercier» dell'avvocato Previti». Lo scrivono i giudici nelle 580 pagine di motivazioni della sentenza con la quale è stata confermata la condanna di Cesare Previti a 5 anni nell'ambito del processo Sme-Ariosto. Inoltre la gravità dei fatti - secondo i giudici della Corte d'Appello - impedisce le attenuanti."

27 marzo 2006

La dinastia che controlla il mondo

(fonte: nwo.it)

"La nostra politica è quella di fomentarele guerre, ma dirigendo Conferenze diPace, in modo che nessuna delle partiin conflitto possa ottenere guadagniterritoriali.Le guerre devono essere dirette inmodo tale che le Nazioni, coinvoltein entrambi gli schieramenti,sprofondino sempre di più nel lorodebito e, quindi, sempre di piùsotto il nostro potere." [Amschel Mayer Rothschild, 1773]

Le origini di questa casa finanziaria risalgono alla Germania del 1743, nella città di Francoforte, quando, cinquant'anni dopo la nascita della banca d'Inghilterra, un orafo ebreo di nome Amschel Moses Mayer inaugurò un locale per il conio di monete, collocando sull'entrata un'insegna rappresentante un'aquila romana su uno scudo rosso; il negozio divenne noto come la Ditta dello Scudo Rosso o, in lingua tedesca, Rothschild. Quando il figlio di Mayer, ereditò la conduzione dell'azienda, decise di cambiare il nome appunto in Rothschild, dando così origine alla dinastia; egli imparò ben presto che prestare denaro a governi e monarchi era assai più vantaggioso che farlo nei confronti di singoli privati, in quanto non solo i prestiti erano di maggiore entità, ma venivano anche assicurati dalle tasse delle varie nazioni. Mayer Rothschild aveva cinque figli che addestrò alle segrete tecniche di creazione e manipolazione del denaro e che inviò nelle principali capitali europee per aprire filiali della banca di famiglia; stabilì inoltre che uno dei figli di ogni generazione avrebbe diretto gli affari della casa (escluse le donne). E i conti li sapevano fare molto bene! Conti che dirottavano sempre più verso operazioni finanziarie speculative su titoli britannici ed esteri, cambi valute, metalli pregiati ecc. Ecco qualche esempio:-
  • Il Duca di Wellington non avrebbe potuto pagare il suo esercito nella battaglia di Waterloo senza il portafogli dei Rothschild la cui banca, dopo la vittoria, si aggiudicò il contratto per il pagamento dei tributi agli alleati europei.
  • Anche la Francia ricorse ai Rothschild per rimpinguare le casse nazionali svuotate dall'estenuante guerra Franco-Prussiana, e il principe di Metternich a Vienna stipulava, sempre con la banca Rothschild, contratti di prestito per finanziare il debito estero.

E grazie ad una immissione di un grosso quantitativo di oro, nel 1826, riuscirono a scongiurare una grave crisi di liquidità della Banca d'Inghilterra, che aveva piegato le gambe del governo britannico. Il loro potere economico aumentava col passare degli anni e delle generazioni che si susseguirono nella dinastia. Così li vediamo finanziare la rete ferroviaria in Francia, Italia, Austria, per il canale di Suez, permisero l'acquisto di terreni minerari in Spagna, Sudamerica, Sudafrica, e Africa Occidentale. L'oro era così importante per i Rothschild che dal 1919 fino ai nostri giorni la banca ha ospitato e presieduto, due volte al giorno, il fixing mondiale del prezzo dell'oro. Ripetiamo: erano i Rotschild a stabilire il prezzo mondiale dell'oro. Narra la leggenda che una banca della famiglia abbia addirittura finanziato John D. Rockefeller per la sua monopolizzazione della raffinazione del petrolio che portò alla fondazione della Standard Oil. Dopo la prima guerra mondiale il denaro Rothschild finanziò la ricostruzione post-bellica in Francia, Germania, Cecoslovacchia ed Ungheria. Certo che per un banchiere la guerra è una ghiotta opportunità di investimenti, di prestiti, di ricostruzioni….insomma di profitto. E a questo punto si insinua legittimo un dubbio: E’ possibile che banchieri senza scrupoli fomentino, a proprio piacimento, le guerre, magari finanziando entrambe le fazioni, innescando poi la miccia, e fornendo infine i soldi per la ricostruzione? Scatenare una guerra non è così difficile, dopotutto: una volta fornite le armi ad entrambe le parti, basta trovare una motivazione qualunque - religione, petrolio o terrorismo, c’è da scegliere – per scatenarle l’una contro l’altra. E oggi? Come è messa questa "famigliola"? Se dunque le guerre si creano per un profitto (è un'offesa all'intelligenza non riconoscerlo), prendiamo un attimo in considerazione questa lotta per il dominio globale scatenata dall'America nella cui agenda militare lanciata alla fine della Guerra Fredda sono entrate le guerre all'Afghanistan e all'Iraq. Ma è stato ed è un periodo contraddistinto anche da operazioni di Intelligence all'interno dell'ex Unione Sovietica , strumentali per scatenare guerre civili in diverse ex repubbliche, comprese la Cecenia , la Georgia e l'Arzebaijan : lo scopo è sempre lo stesso e cioè la prospettiva di rendere sicuro il controllo delle pipeline del petrolio e del gas. Queste operazioni militari sono condotte in stretto coordinamento con le riforme del "libero mercato" imposte sotto la tutela dell' FMI in Europa Orientale, nell'ex Unione Sovietica e nei Balcani, devono destabilizzare le economie nazionali e permettere alle economie occidentali di acquisire la proprietà ed il controllo dell'ex blocco orientale. Questo processo è alla base delle fusioni e scalate strategiche nelle industrie petrolifere e del gas ex sovietiche da parte di potenti multinazionali occidentali, attraverso manipolazione e corruzione politica. È impensabile che la famiglia Rothschild, la famiglia più potente del mondo, sia estranea a questa ricolonizzazione americana volta ad oriente. La stampa e i media non si occupano mai di loro, e la cosa è quanto meno bizzarra: possibile che a nessuno interessi sapere nulla della famiglia più potente del mondo? Dobbiamo essere maliziosi a forza, e dire che la stampa NON può occuparsi di loro? Oggi per avere notizie dei Rothschild basta aprire un giornale finanziario, e se si legge che la multinazionale X si è unita con la transnazionale Y, sicuramente lo ha fatto sotto l'insegna dello scudo rosso. Sono fusioni il cui unico scopo infatti è la creazione di megacorporazioni, amministrate da pochissimi, e composte da migliaia di holding e affiliate. Sono operazioni però che necessitano di molti soldi, liquidi e disponibili, e chi, se non grossi banchieri, ha accesso a tali risorse? Queste sono solo alcune delle piu note società mondiali controllate dal rosso scudo di Amshel Mayer: De Beers, diamanti. Enron, fallita di recente. Telecom, France Telecom, Deutch Telekom, Alcatel, Eircom, Mannesmann, AT&T, BBC. E poi Petro China, Petro Bras, Canal+ , Vivendi, Aventis, Uniliver, Royal Canin, Pfaff, Deutch Post……..e tante altre. In Italia abbiamo Tiscali, Seat Pagine Gialle, Eni, Rai, Banca di Roma, Banco di Napoli, BNL, Banca Intesa, Bipop-Carive, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca , Finmeccanica……. e la lista è appena iniziata. Qualche autore ha pubblicato affermazioni assai inquietanti su questa dinastia di banchieri, tanto quanto è inquietante il fatto che tutti i maggiori media evitino accuratamente di trattare trame ed intrecci economici che sono sotto gli occhi di tutti – o almeno di chi vuole vedere. Forse non siamo davanti ad una cospirazione globalizzata alla Orwell, ma possiamo almeno farci sorgere il dubbio che una potente famiglia che finanziava le guerre, senza badare ad una fazione piuttosto che ad un'altra, che finanziava le ricostruzioni post-belliche, che finanziava Governi e governanti, Sovrani e regnanti, non lo faccia ancora oggi? Scrisse Frederic Morton : "I Rothschild hanno conquistato il mondo in modo più completo, più astuto e molto più durevole di quanto non abbiano fatto in precedenza tutti i Cesari". Tra queste riflessioni ce n'è una che è prepotente e drammatica: se negli ultimi 200 anni c'è un solo potere in Europa ed è quello dei Rothschild …se non c'è stata guerra che non sia stata finanziata dalle sue banche, se non c'è governo europeo che non abbia avuto a che fare col denaro dello scudo rosso….allora chi ha finanziato l'Olocausto? Oppure..chi non lo ha impedito? Come mai i Rothschild non hanno subito persecuzioni naziste pur essendo risaputo che dietro il cognome tedesco c'era una famiglia ebrea? Hanno solo potuto e saputo comperare la loro libertà, o risultano nella lista dei grandi industriali che hanno finanziato il nazismo? Se vi sembra fantapolitica, allora almeno considerate le motivazioni per le quali i governi di tutte le maggiori nazioni mondiali abbiano e continuino a promulgare leggi bancarie che consentono agli istituti di credito di prestare almeno dieci volte tanto la somma che hanno in deposito. In pratica le banche possono creare denaro dal nulla, ogni qualvolta lo vogliono.. E che i Governi mondiali facciano leggi ad hoc è sintomatico: chi governa davvero il mondo sono loro, i banchieri. Ho sentito dire che dalle guerre nessuno trae guadagno, ma questo non è vero. I banchieri ci guadagnano di continuo, a breve termine. Prestano denaro che non esiste per finanziare entrambe le parti e realizzano profitti enormi sugli interessi. Poi, quando i due o più paesi si sono devastati l'un l'altro, con l'aiuto del denaro fornito dalle banche, quelle stesse banche prestano loro ancora più soldi che non esistono per ricostruire le loro nazioni e le infrastrutture distrutte . Questo produce ancora più profitti per le banche e, attraverso Il debito, fornisce loro il controllo di quei paesi e dei loro popoli. E se gli imperi americani di J.P. Morgan, e di Rockfeller a detta di qualche storico, sono stati originati dall'impero Rothschild, e se accettiamo la teoria, non poi così tanto improbabile, che pochi potenti multinazionali governino il mondo e tirino le fila di nazioni e governi, quale vero potere ha la casa dello scudo rosso?

26 marzo 2006

Il Funerale Censurato


Il testo della lettera di Slobodan Miloscevic, dell'8 Marzo 2006, scritta a mano e diretta al Ministero degli affari esteri russo per chiedere un interventoin suo aiuto, è stato tradotto in inglese dal suo avvocato Zdenko Tomanovic (testo inglese)

Al Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa.

Cari Signori e Signore ,
è con il mio riconoscimento per la solidarietà e la comprensione che mi avete mostrato nell’accettare di prestarmi le cure mediche a me necesarie, e nell’aver dato garanzie per me, che vorrei informarvi circa quanto segue. Penso che l’insistenza con cui mi è stato negato il trattamento in Russia, è motivata in primo luogo dalla paura che tramite analisi molto precise si sarebbe scoperto che stanno prendendo misure attive e ostinate per distruggere la mia salute, durante le cure che non possono essere nascoste agli esperti russi. Vi dimostrerò in ordine le mie documentazioni, presentando un semplice esempio che troverete in allegato. Questo documento, che ho ricevuto il 7 Marzo, mostra che il 12 gennaio (cioè due mesi fa ), e stata rilevata una sostanza estremamente forte nel mio sangue, che è usata, come essi stessi dicono, per il trattamento della tuberculosi e della lebbra, anche se io non ho mai usato nessun tipo di antibiotico durante questi 5 anni che sto nelle loro carceri. Durante questo lungo periodo, non ho avuto nessun tipo di malattia contagiosa (a parte l’influenza). Per cui il fatto che ai dottori sono serviti 2 mesi per analizzarmi, non può avere altra spiegazione che io stia subendo delle manipolazioni. Comunque, chi ha immesso nel mio corpo una sostanza contro la lebbra, sicuramente sta curando anche la mia malattia; e questi ha un interesse a farmi tacere per il fatto che ho difeso il mio paese in tempo di guerra. Cari Sirs, è risaputo che i medici Russi, sono rinomati come i migliori medici nel mondo, dunque giungo alla conclusione, nella mia mente, che un controllo delle cure per i miei problemi vascolari è inevitabile e urgente. Io so benissimo che questo è vero, proprio per il malore che sento. Vi indirizzo tale lettera in attesa che mi aiuterete, difendendo la mia salute dalle attività criminali di questa istituzione, che lavora sotto il segno delle N.U. , e che mi sarà permesso al più presto possibile avere un trattamento adeguato nei vostri ospedali, perché ho una completa fiducia nei vostri medici, e nella Russia.
Sinceramente vostro.


Slobodan Milosevic


Cliacca qui per vedere tutte le foto del funerale censurato

P.S.: il 23 febbraio si è chiuso un altro saccheggio di Banca Intesa, che porta a casa il 45,93 % del capitale sociale di UPI Banka di Sarajevo, che con la quota del 35,03% detenuta in precedenza, sale all'80,96%, per un investimento che vale 196 milioni di euro, in attivo, e un utile netto di circa 2 milioni di euro.

24 marzo 2006

Grandi Manovre

Il 17 marzo 2006 il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu rilasciava la seguente dichiarazione, pubblicata sul Corriere della Sera: «Si è trattato di una pura coincidenza, casuale, non c'è nessun altro timore. A Milano c'è stato un sistema sostitutivo che è scattato automaticamente ma il problema si è risolto in sette minuti, a Roma si è posto rimedio in tempi un pò più lunghi ma si è trattato solo di una coincidenza casuale». Sembra davvero molto strano che due radar vadano in tilt a distanza di pochi giorni. E che il giorno seguente la Fnsi proclami uno sciopero generale dei quotidiani, agenzie e siti web. A questo punto mi chiedo, chi c'era in volo nello spazio aereo italiano durante il blackout dei radar? Bisognerebbe andare ad indagare dove sia in questo momento la flotta della marina americana e inglese, dove sono le portaerei. I buchi nel traffico aereo di venerdì causati proprio dallo stand-by dei dei radar di controllo di Fiumicino e Malpensa, nascondono probabilmente il trasferimento di aerei nelle basi italiane con il relativo arsenale missilistico, in una campagna militare che è iniziata mesi fa attraverso i media e costruita ad hoc per esser presa per vera. Si è instillato poco alla volta il timore e poi l’avversione per l’Iran e per le sue recenti operazioni con l’uranio. Mentre poca o nulla attenzione tali media a grossa diffusione hanno prestato al fatto che da gennaio 2006 l’Iran vende il petrolio in euro, e non più in dollari. Un processo che si è già visto per la guerra in Afghanistan e in Iraq.

"Che altri popoli vivano nel benessere o che crepino di fame mi interessa solo nella misura in cui abbiamo bisogno di loro come schiavi al servizio della nostra cultura." - Heinrich Himmler (1900 - 1945), ufficiale delle SS naziste

23 marzo 2006

Deregulation ambientale

(fonte: Reuters)

oggi il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli ha presentanto la "Relazione sullo stato dell'ambiente 2005", aprendo la sua conferenza con la seguente dichiarazione: "Le decisioni che abbiamo preso, le normative che abbiamo fatto approvare, questo ci ha consentito di migliorare notevolmente lo stato di salute dell'ambiente in Italia". Ecco un breve riassunto del suo intervento. Matteoli ha fornito alcuni dati incoraggianti: le emissioni delle industrie sono diminuite del 23%, sono in crescita le energie rinnovabili con gli impianti eolici passati dai 107 del 2003 ai 120 dell'anno seguente, è aumentato - anche se di poco - l'impiego dei mezzi pubblici nelle città negli ultimi cinque anni, sono in costruzione 121 chilometri di metropolitane in dieci città, e il 93% delle auto diesel in circolazione è in regola con gli standard europei. Nonostante negli ultimi 15 anni gli indicatori ambientali siano in costante miglioramento, un nodo cruciale resta "il gap delle infrastrutture che ha effetti negativi sull'economia e sull'ambiente", ha sottolineato il ministro nell'intervento di questa mattina a Villa Madama. Per fare un esempio, "la discarica continua a rappresentare un problema serio nel nostro Paese", mentre la raccolta differenziata ha raggiunto gli obiettivi prefissati solo al Nord. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, tra il 1990 e il 2004 in Italia sono aumentate dell'11,6%, in linea con i maggiori Paesi europei (almeno in qualcosa stiamo al passo con l'Europa, no?!) che dimostrano difficoltà a rispettare l'obiettivo di Kyoto. Ma il "disaccoppiamento" tra emissioni e Pil negli ultimi dieci anni, ha sottolineato Matteoli, dimostra "l'elevata efficienza energetica e la bassa intensità di carbonio dell'economia italiana". Un contributo importante potrebbe venire dall'ampliamento della rete ferroviaria: nonostante la diminuzione delle emissioni nazionali, infatti, il settore dei trasporti è ancora responsabile del 61%.

Parallelamente, il WWF, ha presentato in un libro il bilancio del lavoro del Governo, una “controriforma” che ha fatto perdere all’Italia il concetto costituzionale di ambiente come bene primario e valore trasversale”. Non si tratta di una valutazione fatta da ‘estremisti’, come spesso il mondo ambientalista viene giudicato. L’analisi è stata condotta dallo staff tecnico-legislativo di 17 persone del WWF e curata da Gaetano Benedetto, Segretario aggiunto del WWF Italia. Uno degli aspetti più dannosi, che non riguarda solo la difesa dell’ambiente “tout-court”, ma soprattutto la tutela della salute dei cittadini, è il fatto che per effetto di questa “controriforma” ambientale decine di milioni di tonnellate di rifiuti industriali potenzialmente scompariranno da ogni controllo favorendo il traffico delle eco-mafie. Il dato più macroscopico è quello di una sommatoria di ricadute sull’ambiente analoghe a questa: oltre ad una deregulation sui rifiuti la XIV° legislatura ha reso più difficili le bonifiche, ha innalzato i limiti di inquinamento delle acque, ha previsto deroghe alla VIA per molte infrastrutture, ha ristretto il campo di applicazione del danno ambientale. Tutto questo si aggrava considerando un contesto “esterno” di ambiente già stressato e per molti versi compromesso. Sulla gestione del territorio, ad esempio, i condoni edilizi e le sanatorie paesaggistiche hanno già impedito di reprimere gli abusi commessi, le nuove concessioni demaniali occuperanno ulteriormente le già martoriate coste, la scomparsa delle scadenze dei piani paesaggistici e la sottrazione dei poteri sostitutivi dello Stato renderà difficilissima l’introduzione di elementi di tutela anche per i nostri territori più delicati. Ed ancora decine di opere pubbliche la dalla dubbia utilità, che consumano territorio senza neppure avere una Valutazione di impatto ambientale ordinaria. Nel campo dell’energia manca una programmazione: si discute di carbone, di rigassificatori, di biomassa, etc. senza che nessuno stabilisca il quanto e il dove, e senza un piano energetico nazionale di riferimento.

Per saperne di più:

21 marzo 2006

Chi ha deciso le sorti del mondo?

(fonte: «The Empire Burlesque»)

Con una decisione amministrativa clandestina, il voto del 2008 in California (e dunque negli Usa) è stato deciso il mese scorso. Vincerà Bush, con un broglio già pronto. Non ha importanza chi sarà a correre per i Democratici - Hillary Clinton, Barack Obama, John Edwards, George Clooney o Gesù Cristo vestito da Zio Sam - perché questo non farà un'unghia di differenza.

Tre settimane or sono, un oscuro funzionario repubblicano dello stato di California, non eletto ma nominato dal partito, ha deciso il futuro del mondo. Questo futuro sarà - almeno per i prossimi 6-7 anni a venire - un crescente incubo di guerra, corruzione, repressione, dissesti, atrocità e terrore. E questo perché il leale apparatchik, con un tratto di penna, ha garantito la permanenza al potere della fazione militarista di George W. Bush nel 2008 e oltre. Una delle poche certezze nelle moderne faccende di politica interna statunitensi è che nessun candidato democratico può sperare di vincere la corsa alla Casa bianca senza vincere in California. Grazie al sistema da asilo infantile dei Collegi Elettorali messo in piedi dagli Oligarchi Fondatori per tener lontana la gente di bassi natali dal votare direttamente per il presidente, la grossa sporta di voti elettorali della California è decisiva per i Democratici per superare la moltitudine di piccoli e spopolati stati che votano sempre con sicurezza per i Repubblicani. Mettere in saccoccia la California non garantisce ovviamente la vittoria democratica; ma senza la California, i conteggi elettorali mozzafiato delle taroccate elezioni del 2000 e del 2004 non sarebbero stati neanche necessari. E dunque: la decisione del segretario di stato della California Bruce McPherson, presa in segreto e all'improvviso, di passar sopra le obiezioni avanzate dai suoi stessi esperti e di certificare come valide per uso ufficiale in tutto lo stato delle «macchine per votare» Diebold - completamente aperte all'intervento di hackers e prodotte da un'azienda privata politicamente schierata - significa molto semplicemente che per le presidenziali del 2008 l'imbroglio è già fatto.

Non ha importanza chi sarà a correre per i Democratici - Hillary Clinton, Barack Obama, John Edwards, George Clooney o Gesù Cristo vestito da Zio Sam - perché questo non farà un'unghia di differenza. La California è già perduta, la presidenza è già perduta, i Bushisti sono già in sella. I giochi sono fatti. Dopo che le macchine di Diebold avevano fallito miseramente in una serie di test l'anno scorso - scrive il giornalista investigativo Brad Friedman - questo McPherson aveva pensato di tenere in sospeso la loro certificazione fin quando una commissione di esperti, da lui stesso scelti uno per uno, non avesse esaminato ben bene il sistema prima di dirgli addio. La commissione ha consegnato il suo parere conclusivo il mese scorso e i risultati sono impressionanti, molto al di là dei peggiori timori del più ardito «teorico della cospirazione». La commissione in sostanza ha trovato che le macchine Diebold sono letteralmente crivellate di curiose anomalie, «buchi» strutturali che in pratica «lasciano il completo controllo del sistema» a eventuali hackers, che dall'esterno potrebbero «cambiare i totali dei voti, modificare i rapporti, cambiare i nomi dei candidati, cambiare la competizione che si sta votando». E non basta: quel che è più importante, per fare il loro lavoro sporco gli hackers non avrebbero bisogno di conoscere password o chiavi crittografiche, o di avere accesso ad altre parti del sistema», come ha riportato all'epoca il Los Angeles Times. «Elettori, candidati e osservatori delle elezioni non saprebbero di esser stati imbrogliati». Si potrebbe immaginare a fatica un mezzo più perfetto per truccare un'elezione. E la faccenda non richiederebbe nient'altro che un pugno di fedeli zeloti high-tech, non una larga e facilmente scopribile cospirazione. Naturalmente, dopo una simile, rovente condanna, questo McPherson ha fatto quello che avrebbe fatto ogni funzionario cui è stata affidata la responsabilità di garantire la serietà e la credibilità delle elezioni nel suo stato: ha approvato lo scalcagnato sistema alla luce della luna, nelle ultime ore di un venerdì prima di un weekend festivo, senza nessuna discussione pubblica - addirittura senza aspettare i risultati di controllo federale in corso sui codici infestati di «cimici» delle macchine Diebold. E adesso questi aggeggi - i cui cronici «guasti» hanno fatto da protagonisti in numerose elezioni contestate degli ultimi anni e nelle vittorie - miracolo dell'ultima ora di candidati repubblicani in giro per il paese - avranno il controllo della pentola d'oro elettorale californiana.

Un buon esempio di come questo controllo effettivamente funziona può essere visto nel caso dell'Alaska. Lì, il partito democratico dello stato ha cercato lungamente di ottenere una verifica di alcuni dei risultati del 2004 «contati» dalle macchine Diebold, che avevano presentato una serie di strane anomalie - tra cui l'omaggio a George Bush di centomila voti extra che erano poi risultati inesistenti. Dapprima, dei funzionari dello stato avevano bloccato la richiesta perché questo tipo di informazioni - il conteggio dei voti di un'elezione pubblica - era un «segreto aziendale » che apparteneva esclusivamente alla Diebold. Poi decisero che i risultati potevano in effetti essere verificati - ma solo a condizione che alla Diebold e ai funzionari repubblicani fosse consentito di «mettere le mani nei dati» prima di lasciarli verificare.

Alla fine, persino questa sporchissima trasparenza è apparsa eccessiva per gli sgranocchiatori di schede bushisti: il mese scorso, i funzionari dell'amministrazione dell'Alaska ci hanno ripensato e hanno improvvisamente dichiarato che verificare i risultati avrebbe posto un terribile ma non precisato «rischio per la sicurezza» dello stato. Teocrazia totalitaria. Le votazioni in America sono sempre più controllate da un piccolo numero di corporations legate tra loro: Diebold, Es&S, Sequoia, tutte aziende che hanno strettissimi legami politici e finanziari con la fazione di Bush - e con altre forze oscure allo stesso tempo. Diebold e Es&S sono state entrambe finanziate dal tycoon Howard Ahmanson, che è stato anche uno dei principali fondatori del movimento cristiano «Dominionista» - un organismo che reclama apertamente una teocrazia totalitaria per l'America, con tanto di pena di morte per gli omosessuali, riduzione in schiavitù dei debitori insolventi, lapidazione per i peccatori e privazione della cittadinanza per i non credenti.

Come riferisce Max Blumenthal, questi estremisti sono stati accolti con entusiasmo come parte integrante della «base» bushista fatta di evangelici politicizzati, i cui quadri hanno silenziosamente riempito i posti di governo negli ultimi cinque anni. E da parte sua Sequoia - le cui macchine contavoti hanno prodotto qualcosa come 100.000 «errori» in una sola contea della Florida nelle elezioni del 2004, secondo una recente verifica - è un'azienda di proprietà di una consociata del gruppo Carlyle, la holding finanziaria i cui traffici di insider e profitti di guerra hanno portato milioni di dollari di guadagno alla famiglia Bush. E così dunque le elezioni del 2008 saranno condotte in larga misura attraverso macchine per votare totalmente aperte, programmate da partigiani dichiarati e da finanziatori di una gang spietata che ha già commesso provati brogli elettorali su larga scala per costruire le risicate «vittorie» nel 2000 e nel 2004.

E allora non ha importanza chi gareggia; non conta chi vota; non interessa quanto profondamente impopolare sia diventata la fazione di Bush con il disastro omicida dei suoi programmi militar-aziendali. Il «consenso dei governati» sarà annegato comunque nel fiume di denaro che ha comprato il processo elettorale della nazione.

Chris Floyd, Giornalista americano.

18 marzo 2006

Undicesima giornata della memoria

Il 21 marzo, a Torino, si svolgerà l'undicesima Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie. La manifestazione è promossa da “Libera” e da "Avviso Pubblico - Enti locali per la formazione civile contro le mafie". È un evento molto importante che coniuga la memoria e l'impegno: la memoria per non dimenticare … l’impegno per testimoniare e cambiare, per manifestare la nostra solidarietà e per costruire legalità e partecipazione in modo da far terra bruciata intorno alle mafie. Nel corso di tutta la giornata i nomi delle vittime delle mafie (semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, etc.) verranno letti ininterrottamente per non dimenticare mai, per solidarietà e vicinanza con i parenti delle vittime e per confermare, ancora una volta, con maggior forza il NO a tutte le mafie.(Ringrazio "Bad Religion" per la segnalazione)

Clicca qui per il Programma indicativo (ancora in via di definizione)

"Ma la mafia era, ed è, altra cosa: un "sistema" che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel "vuoto" dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma "dentro" lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta." L. Sciascia - Postfazione a "Il Giorno della Civetta"

16 marzo 2006

In secondo piano


(fonte: corriere.it)

In questi giorni gli italiani sono impegnati a sancire quale sia il vincitore di un inutile duello. Una contesa dialettica tra l'Italia del 1996 e quella del 2001 a cui però è mancata è l'Italia del 2006. In questo marasma mediatico una notizia è passata inosservata e silenziosa è scivolata via. A tre giorni dal terzo anniversario dell'inizio della guerra in Iraq, gli Stati Uniti hanno lanciato la maggiore offensiva aerea dalla fine dei principali combattimenti nell'aprile 2003. Secondo una nota del comando Usa a Bahdad, giovedì è stato lanciato un attacco contro la guerriglia tramite una serie di raid aerei nella zona di Samarra, un centinaio di km a nord della capitale. Vi partecipano oltre 50 velivoli, 1.500 soldati americani e iracheni e circa 200 veicoli tattici. Il comando Usa afferma che l'offensiva è destinata a durare diversi giorni. Per dare un'idea sulle dimensioni di questa operazione militare, la Legione Condor, impiegata durante la Guerra civile spagnola in supporto alle forze nazionaliste di Francisco Franco poteva contare su 100 velivoli e 5000 uomini. L'intervento di questa unità aerea (a dispetto di una posizione ufficiale di non intervento) fu giustificata da Adolf Hitler come parte della lotta contro il... bolscevismo.

Il video dell'offensiva aerea.

14 marzo 2006

Divide et Impera

(fonte: wikipedia)

Ieri ho parlato di leggi "ad personam", in relazione a questo aspetto ho deciso di fare un salto nel passato, più precisamente nel periodo 1996-2001. Il punti principali del programma sulla giustizia con cui L'Ulivo si era presentato alle elezioni del 1996, prevedevano:
  • norme per sveltire i processi e renderli più efficienti norme anticorruzione per rafforzare la lotta a fenomeni come quello di Tangentopoli (in particolare nella tesi 20)
  • norme per riequilibrare il potere dell'accusa e della difesa e renderle totalmente indipendenti dal potere politico

Il ministro della giustizia, sin dal governo di Prodi, fu l'avvocato Giovanni Maria Flick. Il ministro Flick non riuscì però a realizzare il suo programma, ostacolato da molti dei responsabili giustizia dei partiti dell'Ulivo, tra cui: Pietro Folena, Cesare Salvi, Antonio Soda, Luigi Pellegrino (per il Pds), Giuseppe Gargani, Michele Pinto (Ppi), Luigi Manconi, Paolo Cento, Marco Boato (Verdi). Tuttavia, le riforme giudiziarie che vennero poi portate avanti in parlamento da L'Ulivo durante la legislatura rispecchiarono per la maggior gran parte quelle del programma del Polo, scritto da Cesare Previti mentre era indagato assieme a Silvio Berlusconi, ed erano di segno opposto rispetto quelle scritte da Flick. Tra le proposte di riforma, quelle che vennero approvate passarono con con maggioranze del 90-95%, dovute ad accordi tra Polo e Ulivo.

L'elenco delle riforme giudiziare è disponibile qui. La bibliografia di wikipedia si riferisce soprattutto a Marco Travaglio, allievo dello stimato Montanelli. A mio parere non è un caso che nessun esponente dell'Unione abbia parlato della vittoria del processo del sopracitato giornalista nei confronti di Dorian Gray.

13 marzo 2006

Legge ad "Armam"

(fonte: espressonline.it)

Pistole della nostra polizia. Rivendute all'Iraq. E trovate anche in mano alla guerriglia. E ora una legge rischia di bloccare l'inchiesta

Ci voleva un premier come Silvio Berlusconi per mettere in mano al tedoforo, al posto della fiaccola, una bella pistola fumante. Una Beretta calibro nove, per l'esattezza. È accaduto l'8 febbraio, quando nel decreto per le Olimpiadi, approvato dalla maggioranza a colpi di fiducia, è spuntato un articolo che non riguarda le gare di sci, quelle di bob o la sicurezza dei Giochi, ma la compravendita delle armi da guerra. Due righe in tutto con cui il governo permette ai fabbricanti di mitragliatrici e fucili anche "la riparazione delle armi prodotte" e "le attività commerciali connesse". Nove parole dietro le quali si nasconde l'ennesima legge ad personam, anzi ad armam. Una legge che salva le pistole di un caro amico e sostenitore del leader di Forza Italia, Ugo Gussalli Beretta, patron dell'omonima industria di Gardone Val Trompia, e soprattutto tenta di mettere la sordina a uno scandalo con pochi precedenti: la svendita da parte del Viminale di migliaia di pistole della Polizia che oggi sparano in Iraq non solo in mano alle forze dell'ordine locali, ma anche in quelle degli amici di Al Zarqawi.

Per leggere l'intera vicenda clicca qui.

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12 marzo 2006

Mala tempora e mala television

(fonte: espressonline.it, "2006 fuga dalla tivù" - di Denise Pardo)

Mala tempora e mala television. Alla Rai, capace di trascinare nel baratro degli ascolti persino il gioiello della stagione tv e del pubblico Amarcord, cioè Sanremo, ridotto quest'anno al peggior festival della nostra vita. A Mediaset, capace di far balzare in testa all'Everest del trash, il totem del pubblico giovane e scafato, cioè il 'Grande Fratello', reality principe, quest'anno arrivato al massimo della sua espressione artistica con l'uso da parte delle signore concorrenti dello spazzolino da denti come misuratore di peniche lunghezze. Una mala television così incapace (o volontariamente distratta?) dal non intuire l'impatto e i risultati di ascolto di un evento sano, non corrotto ed esteticamente perfetto come le Olimpiadi, salito a vertiginosi picchi di share con il pattinaggio su ghiaccio. A dimostrazione che il talento e l'impegno pagano. Anche in termini di spot. Di male in peggio. Cinque anni di mal governo, cinque anni di mala television. Che ha spazzato via, da viale Mazzini come da Cologno Monzese, un'intera generazione di professionisti della tv, cacciati dall'azienda o rinchiusi in cantina ad ammuffire. Da Carlo Freccero a Paolo Francia, a Giovanni Minoli visibile solo all'ora delle streghe, in Rai. Da Giorgio Gori a Roberto Giovalli, sotto il segno del Biscione. Sostituiti da una pletora di uomini del Cavaliere, Fabrizio Del Noce, capo di Rai Uno in testa, e di Piersilvio Berlusconi, delfino del Cavaliere, perfettamente indottrinati e integrati nel disegno di non disturbare il manovratore ovvero il perfetto inciucio rappresentato dal duopolio. La Rai non deve infastidire Mediaset: episodi esemplari Paolo Bonolis, record di share del Sanremo 2005 e di 'Affari tuoi', passato a un programma in seconda serata a Canale 5; la scomparsa da Raiuno di 'Novantesimo minuto' con oltre il 30 per cento di share per fare spazio all'interno di 'Buona domenica' a 'Serie A' al 21,39 circa. Soprattutto, Mediaset deve macinare soldi, senza sperimentare, ma spremendo al massimo tutti i vecchi format scelti e individuati proprio dai dirigenti fatti fuori. In barba alla qualità, all'innovazione, al servizio pubblico. Cieca come la fortuna, la mala television generalista degli anni berlusconiani sbaglia le previsioni commerciali: alla Rai pubblicità sottovalutata per Torino 2006, pubblicità sopravalutata per Sanremo 2006. Toppa le scelte artistiche: un comico come Giorgio Panariello riciclato a conduttore, una brava e bella figliola come Alessia Marcuzzi che arranca e confonde nel momento di maggior suspense del reality di Canale 5, le mefitiche nomination. Mentre gli ascolti di anno in anno si contraggono di poco, ma senza pietà, il terzo litigante gode. L'avvento del satellite diventa il rifugio della lenta e inesorabile frana di un pubblico ricco, per lo più colto e appettibile da un punto di vista pubblicitario. In cinque anni la tv generalista ha perso un milione e 375 mila spettatori. Nel giorno medio è andata indietro di oltre 5 punti. Nella prima serata segna meno 4,80. Più o meno, gli share guadagnati dalle reti satellitari. Il tutto in nome di una rappresentazione televisiva di cui ogni tanto si crede di aver visto e toccato il fondo. E che invece continua a scavare in basso un tunnel a due corsie. Una più inquietante dell'altra. Da una parte, una brutta televisione che priva degli strumenti per guardare al futuro, pesca nel passato. è tornato come salvatore della patria a viale Mazzini il baldanzoso Pippo Baudo, grande presentatore della terza età, testimonial del fulgore democristiano della Rai che fu, il quale ogni domenica sfida l'altrettanto giovanile Maurizio Costanzo, e lo batte. Ha guadagnato il settimo piano di viale Mazzini un altro templare della nostalgica tv dorotea: Alfredo Meocci, direttore generale dimezzato e in bilico tra compatibilità e incompatibilità, supremo disinnescatore, maestro dell'arte democristiana dell'immobilità. Indimenticabile la puntata di 'Porta a Porta' condotta dal 'giovane' anchorman Bruno Vespa, radici dorotee anche lui, in omaggio all'ottantenne Mike Bongiorno in preda a deliziosa lacrimazione, corteggiato da Meocci che lo pregava: "Torna a casa Mike, torna in Rai". Lo stesso Mike, chiamato per uno spot a rianimare Sanremo, dove fra gli ospiti sul palco faceva la sua arzilla comparsa il novantenne Arnoldo Foà che con ironia commentava: "Siete ridotti proprio male se avete chiamato me".Una tv vecchia, in bianco e nero, perfetta per i formidabili anni Ottanta del Caf, da una parte. Dall'altra, una tv 'de paura', dove l'interpretazione dei linguaggi e dei modelli comportamentali acchiappagiovani passa attraverso il reality nelle sue infinite declinazioni sempre più spinto, sempre più trans "Nel superamento di limiti considerati fino a un attimo prima invalicabili, in una corsa che non può eludere gli interrogativi sulla qualità del prodotto televisivo", come scrive nel libro 'Un programma di' Paolo Taggi, critico e saggista, professore alla Cattolica di Milano. Se il 'Grande Fratello' prima edizione ha fatto scandalo per due concorrenti finiti nello stesso letto, l'urlo di Fefé, uno dei protagonisti dell'edizione 2006 ("È di du'palmi"), dando interessanti notizie sulla lunghezza del suo genitale, non fa sobbalzare nessuno. Se Bonolis faceva arricciare il naso quando si faceva toccare il sedere per portare fortuna alle eccitate casalinghe chiamate a giocare, cosa dire oggi del Pupo Style, suo successore ad 'Affari tuoi', che si adegua al tono dei talk show televisivi urlando come un ossesso, saltando per blandire la buona sorte con le mani contratte nell'amato gesto italico delle 'cuorna'? E come commentare i pasti prescelti per gli sciagurati volontari della 'Talpa' o 'La Fattoria' a base di fango e vermi o lo sfruttamento dei litigi tra gentiluomini come Al Bano e Enzo Paolo Turchi e l'annuncio della separazione in diretta tra Al Bano e Loredano Lecciso, tutte star dell''Isola dei famosi'? Mala television generalista, dura a morire. Ma facile da indebolire a poco a poco , inesorabilmente.

Per saperne di più:

10 marzo 2006

Bolkestein: il punto della situazione

(fonte: resistenze.org)

La direttiva Bolkestein, simbolo dell’apertura dello spazio Europeo ai cataclismi della globalizzazione, è ritornata. Visto che i fautori del Trattato Costituzionale Europeo si erano impegnati ad abbandonarla per rassicurare l’opinione pubblica, allora la direttiva è stata in definitiva modificata ed adottata. In modo massiccio, i deputati europei si sono dichiarati soddisfatti del nuovo testo, che è stato presentato come un compromesso equilibrato. Esperto riconosciuto di diritto europeo, Raoul-Marc Jennar analizza in questo documento la nuova direttiva Bolkestein. Secondo lui, la logica del testo non è stata modificata e gli emendamenti non hanno fatto che aggiungere una insicurezza giuridica ad una insicurezza sociale.

La proposizione della direttiva europea sui servizi mira ad instaurare la “libertà di impresa e di circolazione dei servizi”, in maniera tale che si crei un mercato unico nel settore dei servizi previsto dai Trattati di Roma (1957), ma mai veramente messo in atto fino ad ora. Per arrivarci, due sono le strade possibili : sia armonizzando le legislazioni nel settore dei servizi, sottoposte alle leggi della concorrenza, (cosa che fa supporre vengano identificate quelle che non lo sono), sia de-regolando ed instaurando il principio del paese di origine (PPO), un concetto concepito da Jacques Delors (Libro Bianco, 1985), ma contrario all’articolo 50 del Trattato di riferimento. Il PPO è stato trasposto nel diritto comunitario, conseguenza di una interpretazione dell’Atto unico europeo (1986) consolidata nella giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee. È quest’ultima via che è stata imboccata dalla Commissione europea, dopo avere ricevuto il via libera dei governi degli Stati membri.

Clicca qui per leggere quelli che sono stati gli emendamenti modificati rispetto al progetto iniziale.

"Sotto i larghi rami del castagno.T'ho venduto e mi hai venduto: Là giaccion loro, qui giacciamo noi. Sotto i larghi rami del castagno.", La canzone del castagno - G. Orwell

9 marzo 2006

PowerSwitch!

Le famiglie italiane sono responsabili annualmente di oltre il 30% dei consumi energetici totali e producono il 27% circa delle emissioni nazionali di gas serra (18% per usi negli edifici, 9% per usi di trasporto). Ogni italiano con i propri comportamenti quotidiani emette ben 21 kg di anidride carbonica al giorno, e per questo è indispensabile la partecipazione di tutti alla risoluzione di questo grande problema. In relazione ai miei post sul risparmio energetico segnalo un'interessante campagna lanciata dal WWF: la Campagna Powerswitch. Questa iniziativa promuove una "Nuova Rivoluzione Industriale" e dice SI ad una scelta nuova, ad una Nuova Energia: più pulita, più rinnovabile e più coraggiosa. Un'energia indispensabile per il futuro di noi tutti. La Campagna prevede diverse iniziative, a partire da idee e suggerimenti per uno stile di vita "energetico" ma efficiente. E' possibile anche firmare la petizione per chiedere al prossimo governo di presentare all'Unione Europea un efficace piano di riduzione delle emissioni di CO2. La vostra adesione alla campagna è importante: per il clima, per il pianeta e per la nostra salute. Inoltre si puà sostenere attivamente questa iniziativa scaricando il manifesto che sponsorizza questa nuova "Rivoluzione Industriale" e il dossier su Kyoto. E per chi volesse anche divertirsi un po' è presente anche un giochino virtuale in cui si deve spegnere più centrali a carbone possibili.

"Oh, migliore dei mondi possibili, dove sei adesso?", Voltaire

7 marzo 2006

Il Circo dei Senatori

(fonte: corriere.it)

I giochi sono fatti: i partiti hanno rotto gli indugi e messo nero su bianco i nomi dei candidati che si contenderanno i seggi di Camera e Senato alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile prossimi. Le sorprese non mancano: tra queste spicca Pippo Franco capolista al Senato per la lista Dc-Psi, Cirami e Taormina esclusi (dalle liste rispettivamente di Udc e Fi) e due ritiri dell'ultima ora: quelli di Antonio Russo (Forza Italia) e Massimo Grillo (Udc). [...] In Forza Italia negli ultimi giorni ha tenuto banco anche il caso Formigoni: il presidente della giunta regionale lombarda sarà capolista al Senato ma comunque vadano le elezioni non lascerà il Pirellone per dar vita ad una carriera romana. [...] Si aggiunge alla schiera di personaggi dello spettacolo in corsa: da Rita Pavone (candidata al Senato nella lista «Per l'Italia nel mondo con Tremaglia») alla soubrette televisiva Mara Carfagna, candidata nelle liste di Forza Italia nella circoscrizione Campania 2 alla Camera, con ottime chance di essere eletta a Montecitorio: occupa infatti il quarto posto in lista. Confermata anche la candidatura del produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori, capolista alla Camera nella circoscrizione Lazio 1 per la Lega Nord. [...] Tra gli ex campioni sportivi arruolati dal Polo oltre a Manuela Di Centa (secondo posto nella lista di Fi per la Camera in Friuli), c'è l'ex velocista Marisa Masullo, al quinto posto nella lista per il Senato di An in Lombardia. [...]
Perché insomma, le liste sono piene di parenti, soprattutto donne. Ciò dovrebbe rassicurare chi teme che la famiglia in Italia sia un istituto in crisi. Invece regge e si rinnova. In Sicilia son candidate le figlie femmine di due parlamentari storici di An, Enzo e Orazio: Maria Novella Trantino e Carmencita Santagati. Nelle famiglie imprenditoriali una volta si facevano eleggere i fratelli cadetti, ora si candidano le figlie brillanti come Maria Paola Merloni (elettrodomestici, Margherita). Nel vecchio Pci marito e moglie non potevano essere parlamentari contemporaneamente; ora Anna Serafini in Fassino ridiventerà deputata; ed è in lista Anna Maria Carloni, capa di Emily-Napoli, coniugata Bassolino.
Non più Desperate Political Wives, vivaddio; e niente tristezze per la prima moglie di Paolo Berlusconi, Mariella Bocciardo, candidata in Lombardia. Stessa lista e posto in alto per Stefania Craxi, Lady Vendetta Filiale in lite col fratello Bobo. D'altra parte: da sempre in politica ci sono figli d'arte, ora anche figlie e mogli. E poi: il nuovo sistema ha prodotto sciatterie bipartisan nella scelta dei candidati; e tentazioni. È il proporzionale a liste bloccate, bellezza (non imparentata) e non c'è niente che tu possa farci.

"Il termine senatore (dal latino senex, vecchio) indicava nell'antica Roma i membri del Senato, che era appunto l'assemblea dei più anziani e saggi cittadini", Wikipedia

6 marzo 2006

Mercenari azzurri

Ho steso una breve panoramica su quello che è il ruolo di alcuni nostri connazionali in Iraq e delle compagnie di "sicurezza" italiane.

La Presidium International Corporation è una società operante nei settori della sicurezza, della difesa, della protezione del business e della gestione delle crisi in aree a medio e alto rischio. La piccola compagnia che si propone principalmente nei campi della consulenza e dell'addestramento, è stata fondata da Salvatore Stefio, e pur avendo la sede legale nelle Seychelles, ha sempre affermato di possedere in Italia una base operativa a Olbia e una sede a Roma (guardare per credere il sito www.presidium.net). Questo tipo di attività di sicurezza (le PMF) in Italia è ancora allo stato embrionale. Il 13 aprile 2004, 4 connazionali, in Iraq per un non meglio precisato incarico, sono stati sequestrati mentre cercavano di raggiungere Amman via terra. I nomi di questi 4 napoleone nostrani sono : Fabrizio Quattrocchi, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino. La verità è sin dall'inizio sepolta da errori e informazioni parziali. Le stesse autorità italiane, con le loro fottute unità di crisi, mostrano la loro totale impreparazione sbagliando addirittura a determinare l'appartenenza aziendale (fonte: Lo strano mistero delle Dts, dalla Virginia al Nevada, in l'Unità, 14/4/2004). Qualsiasi tentativo di approfondire la vicenda è stravolto dall'assassinio di Quattrocchi, che fra tutti poteva vantare la maggiore esperienza nel paese mediorientale, e forse per questo è stato scelto come vittima (L. Cremonesi, Ecco il porto d'armi di quattrocchi, Corriere della sera, 2/7/2004). Non è però chiaro il ruolo che Quattrocchi aveva in Iraq, ma è certo che dal 2003 fosse il "braccio destro" di Paolo Simeone (amministratore della DTS LLC). E' stato Simeone a inviare Quattrocchi in Iraq e a inserirlo nella rete di contatti raccolti dalla sua società (creata in fretta e furia viste le lucrose possibilità aperte dal dopoguerra irakeno). Simeone in precedenza svolgeva il ruolo di sminatore per Intersos. Il centro operativo di DTS LLC è all'Hotel Babel di Baghdad, dove Simeone con Valeria Castellani (ex volontaria non stipendiata per alcune associazioni umanitarie) cercano di far decollare la loro piccola società. La società aveva già ottenuto qualche piccolo lavoro qualificato (la protezione di un diplomatico italiano, Marco Osio) l'avevano ottenuto, ma le difficoltà nascevano soprattutto dal punto di vista logistico, ovvero alloggi e equipaggiamenti. Per sopperire a queste mancanze e apertasi la possibilità di un importante contratto (con l'inglese Edinburgh Risk) parte un'attività di reclutamento centrata soprattutto nella città di genova e con l'aiuto della IBSA di Roberto Gobbi (m. bocci, d.carlucci, "dovevo essere anche io su quella jeep - così sono scampato al sequestro" in la Repubblica, 7/5/2004). Tra queste reclute ci sono anche i sopracitati ostaggi che tra di loro hanno in comune qualche esperienza nell'esercito, passione per le arti marziali e armi, qualche lavoretto da Bodyguard di personaggi famosi. Non a caso lo stesso Stefio verificherà la scarsa preparazione di Agliana e Cupertino dopo nemmeno una settimana di permanenza a Baghdad, nonostante sia stato lui stesso a consigliarli. ( M.Immarsio, mandati allo sbaraglio, Corriere della Sera, 15/4/2004). Sottolineo che il numero dei nostri connazionali registrati ufficialmente presso l'ambiasciata italiana a Baghdad non arriva alla decina, è quindi impossibile che le nostre autorità fossero al corrente della loro presenza, o quantomeno improbabile. Probabilmente la grande corsa all'oro irakena ha dato alla testa, e più o meno tutti, senza la necessaria preparazione hanno cercato di saltare sul carro passando da una discoteca alle strade di baghdad.

Per saperne di più:

3 marzo 2006

Bocciate in ecologia le grandi compagnie elettriche. Lo denuncia il rapporto WWF "Ranking Power" presentato lo scorso Novembre in tutto il mondo in occasione del lancio della Campagna Internazionale "Power Switch - Dal carbone all'energia pulita". Pur essendo responsabili del 37% delle emissioni di anidride carbonica di origine antropica, le grandi compagnie elettriche analizzate non investono abbastanza per ridurre le emissioni di gas serra attraverso le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica, disattendendo gli impegni del Protocollo di Kyoto. Da 0 a 10, i due terzi delle 72 aziende esaminate (Paesi OCSE più Russia, responsabili del 65% delle emissioni) hanno ricevuto un punteggio inferiore a 1 e più del 90% di esse un punteggio inferiore a 3. La migliore valutazione è stata assegnata alla spagnola Iberdrola, mentre le aziende peggiori come performance ambientali sono quelle statunitensi. Appena un quinto delle compagnie analizzate presentano una quota di energia rinnovabile maggiore del 2%. L'Italia, con ENEL, ha totalizzato un punteggio di 0,9, che la pone in 29° posizione su 72 totali, e quattordicesima sulle 21 aziende europee esaminate. Altro che blocchi del traffico...

Leggi la sintesi del documento in italiano(pdf)>>

"L'uomo è l'unico animale la cui esistenza è un problema che deve risolvere.", Erich Fromm

1 marzo 2006

Business elettorale

(fonte: disinformazione.it)

In vista della campagna elettorale, i partiti hanno messo da parte per un attimo dissapori e divergenze e, insieme e velocemente, hanno approvato, nel mese di aprile, una norma ad hoc che ha ridotto al 4% l'Iva sulle spese sostenute nel periodo pre-elezioni: un bello sconto rispetto al canonico 20%. L'agevolazione è passata quasi inosservata, trattandosi di un breve comma all'art. 7 nella Legge 80 dell'8/04/2004. Comma che modifica una legge di 11 anni fa e ne allarga la portata: se allora lo sconto sull'Imposta sul valore aggiunto valeva soltanto per il materiale tipografico attinente le campagne elettorali, ora l'Iva al 4% si estende a carta, inchiostro, acquisto di spazi di affissione, di comunicazione politica radio-tv, di messaggi elettorali su quotidiani e periodici, all'affitto di locali e agli allestimenti e i servizi connessi alle manifestazioni. Si è valutato che l'onere derivante da questa piccola modifica normativa, corrisponde a circa 14 milioni di euro. Anche perché, come specificato dopo dall'Agenzia delle Entrate, tale agevolazione «non è limitata a uno specifico evento elettorale, ma assume portata tale, da riferirsi alla generalità delle competizioni elettorali». Il provvedimento, però, potrebbe trovare contraria Bruxelles. «L'agevolazione Iva...» cita la Rivista della Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze, legata al ministero dell'Economia « ...appare difficilmente compatibile con il quadro normativo comunitario di riferimento». In attesa che la Commissione Europea verifichi la conformità della norma alle disposizioni comunitarie, la campagna elettorale è andata avanti e le richieste di rimborso pure. Poi, se modifiche ci saranno, si faranno.

Per saperne di più:

"Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici.", Aldous Huxley in un discorso tenuto nel 1961 alla California Medical School di San Francisco