29 febbraio 2008

Yes, you can!

[*Adnkronos] Il "Giro dell'Italia nuova" di Walter Veltroni - il tour elettorale che lo portera' a toccare tutte le 110 province italiane in vista delle elezioni politiche - da domani, venerdi' 29 febbraio, a domenica 2 marzo fa tappa in Toscana. Il pullman verde del candidato premier del Partito Democratico tornera' poi anche mercoledi' prossimo per la tappa di Massa. In dettaglio, domani, alle ore 17,30 Veltroni sara' ad Arezzo per un'iniziativa pubblica in piazza San Francesco. Alle 21 si spostera' al Palamensana di Siena. La giornata di sabato 1 marzo inizia in piazza Dante a Grosseto alle 11. Veltroni pranzera' poi a casa di Sandra e Mirko Lami, una famiglia di Piombino - lei impiegata, lui operaio - per spostarsi alle 17.30 a Livorno per incontrare i cittadini sulla terrazza Mascagni.

Ma avvelenatelo, per Giove!

27 febbraio 2008

Global "Freezing"

Il National Climatic Data Center (NCDC) statunitense ha registrato che su Nord America, Siberia, Mongolia and Cina nei mesi di gennaio e febbraio le precipitazioni nevose sono state le più ingenti dal 1966 a questa parte [*1]. Sempre secondo l'NCDC la temperatura media del mese di gennaio è stata di 0,3°F più bassa rispetto alla media registrata nel XX secolo (1901-2000). La Cina sta attraversando l'inverno più rigido dell'ultimo secolo, tant'è che le basse temperature hanno causato blackout e carenza d'acqua in più di 160 paesi e città. Metropoli di 4 milioni di abitanti come Chenzhou, nella provincia di Hunan, sono rimaste senza corrente e acqua per più di una settimana [*2]. Il mercato immobiliare canadese è stato messo in ginocchio dalle tempeste di neve degli ultimi due mesi, che hanno scoraggiato gli acquirenti: nelle prime due settimane di febbraio Toronto ha registrato nevicate per oltre 70 cm, battendo il record di 66 cm risalente al 1950, prima che qualsiasi Protocollo di Kyoto fosse steso e firmato. Anche in Artide, la regione più fredda e che dunque dovrebbe essere più sensibile al surriscaldamento globale, si sta registrando un'insolita controtendenza. La banchisa Artica, che a detta della Commissione Europea si sta sciogliendo "ad un ritmo vertiginoso" [*3], secondo uno studio di Gilles Langis (del Canada Ice Service di Ottawa) è cresciuta dai 10 ai 20 cm rispetto allo scorso anno. É certamente prematuro basarsi su questa singola annata per mettere in discussione l'intero movimento ambientalista (che per la cronaca nel caso della banchisa polare basa le proprie argomentazioni su dati registrati dal 1972 in poi) ma quel che è certo è che questa "inversione di tendenza" non può essere ignorata dagli attivisti e dalle Nazioni Unite. Soprattutto prima che a qualcuno salti in mente di introdurre una tassa globale sulle emissioni di anidride carbonica [*4] che porterebbe nelle casse delle UN un malloppo di 40 miliardi di dollari.

25 febbraio 2008

Il ruolo delle Banche Centrali nella crisi economica

(fonte: blog.mises.org) I politici quotidianamente attribuiscono le più disparate teorie per spiegare le cause delle sventure economiche delle nazioni che governano. La minaccia dell'aumento dei prezzi, conseguenza dell'inflazione (ovvero l'aumento della massa monetaria) è uno dei principali problemi che affliggono i cittadini di ogni nazione. É sufficiente una rapida carrellata dei giornali nostrani per verificare che le cause di questi fenomeni sono spesso dei capri espiatori: talvolta è colpa del passaggio dalla lira all'euro [*1], talvolta dei commercianti cattivi, talvolta dall'aumento del prezzo del pane [*2] o dall'aumento del prezzo della benzina [*3]. Raramente (forse sarebbe più esatto dire mai) si cerca di superare queste motivazioni sbrigative ed errate per affrontare un'analisi approfondita delle cause di questo fenomeno che ha come ovvia conseguenza quella di ridurre il potere d'acquisto del singolo lavoratore, in particolare quello con lo stipendio fisso. Le cause delle crescenti problematiche che affliggono il nostro sistema economico sono da ascriversi alle Banche Centrali e all'essenza stessa del nostro sistema monetario. Le Banche Centrali (non fa differenza che si tratti della Fed statunitense o della BCE) create con lo scopo di garantire la stabilità monetaria e proteggere il potere d'acquisto, almeno a parole, stanno rivelando la loro vera natura. Il monopolio dell'emissione delle banconote, garantito dal governo, permette alle Banche Centrali di controllare completamente l'inflazione e di conseguenza, si impadronisce di un centro di comando vitale per il controllo dell'economia. Il seguente filmato mostra chiaramente quanto sia errato lasciare che il controllo totale della moneta (che non è altro che una merce come un'altra, scelta come mezzo di scambio in virtù della sua commerciabilità) sia nelle mani dello Stato e aspettarsi che lo Stato non usi quel potere a suo vantaggio e a vantaggio di coloro che sostengono i politici che siedono in Parlamento (o al Congresso).

[*Trascrizione in italiano su Luogocomune.net]

Scheda riassuntiva scie chimiche

(fonte: luogocomune.net) Per tutti quelli che vogliono iniziare ad affrontare il problema delle scie chimiche, o desiderano avere uno strumento per non trovarsi impreparati davanti a chi con troppa facilità tende a liquidare il problema con la semplice equazione "sono tutte fantasie", questa scheda rappresenta un riassunto delle tematiche più importanti legate a queste operazioni ed ha la capacità di mostrare un quadro d'insieme che prova l'esistenza di queste anomalie attraverso l'esibizione di molti documenti fondamentali che impediscono di etichettare il tutto come "leggenda metropolitana". L'argomento è ovviamente molto vasto e complesso ma questo è certamente un punto di partenza per chi poi desidererà approfondire uno o più argomenti legati a questa storia. 41 pagine con molte illustrazioni e fotografie che aiutano a capire questo complesso problema.

21 febbraio 2008

Quando la tensione si crea...

Pochi giorni fa il premier Zapatero, come riportato nel post "Quando la tensione conviene...", in un fuori onda si è lasciato scappare qualche parola di troppo. Alla fine dell'intervista di Inaki Gabilondo ha infatti detto che è conveniente che ci sia tensione, e che quindi a partire da questo fine settimana avrebbe iniziato a drammatizzare un po'. Ecco che oggi si è verificata una strana coincidenza:

[*rainews24] Il governo spagnolo ha proclamato lo stato di massima allerta antiterrorismo in vista delle elezioni legislative del 9 marzo. Lo ha reso noto il ministero degli Interni. La campagna elettorale inizia ufficialmente alla mezzanotte di oggi. Questo implica la "totale mobilitazione delle forze e dei corpi di sicurezza dello Stato per sorvegliare e proteggere" le sedi dei partiti politici, i luoghi dei comizi elettorali, i grandi centri commerciali, le infrastrutture e i trasporti, nonché gli impianti teatro di eventi sportivi. Il timo re dei servizi di intelligence spagnoli è legato ad attentati dell'ETA anche se nessuno dimentica gli attacchi degli estremisti islamici alle stazioni di Madrid, che alla vigilia del voto del 14 marzo 2004 causarono 191 morti e oltre 1800 feriti.

20 febbraio 2008

88.80.13.160

Internet è uno dei baluardi più solidi a difesa della libertà di informazione, poiché offre la verità a chi vuole vederla e intenderla. In questi giorni è suonato un campanello d'allarme ad avvertirci che questa libertà è minacciata, che sarebbe bene non trascurare. Il sito di controinformazione Wikileaks.org è stato chiuso. La Rete potrebbe quindi perdere uno spazio in venivano pubblicate informazioni proibite (organizzatori dicono di aver raccolto più di 1.2 milioni di documenti scottanti) dietro alle quali si nasconde la politica dei regimi autoritari e le testimonianze che svelano i comportamenti poco etici dei governi democratici e delle corporations (per fare un esempio, tempo fa fu pubblicato il regolamento segreto di Guantanamo). Riporto testualmente un estratto di un articolo di punto-informatico.it, cogliendo l'occasione per esprimere la mia solidarietà ai gestori del sito e a tutta l'utenza.

[PI.it] Da alcune ore la rete è stata privata dell'accesso più semplice ed ovvio a 1,2 milioni di documenti incandescenti. Tanto era il "bottino" accumulato dal 2006 ad oggi dal sito meno politically correct della rete, quel Wikileaks.org divenuto celebre per aver dato voce agli anonimi e svelato misteri talvolta particolarmente imbarazzanti per questo o quel soggetto. Un materiale ora inaccessibile ai più: il motivo è una ordinanza di un giudice californiano che sta indagando su quanto pubblicato sul sito. Chi si recasse in queste ore alla URL del celebre spazio web si troverebbe dinanzi ad una pagina di errore, come se quel sito non fosse mai esistito (e difatti...) . Secondo la decisione di un tribunale della California il provvedimento si è reso necessario per approfondire un caso imbastito da una banca svizzera, del gruppo Julius Baer, che si sarebbe sentita diffamata da documenti che l'accuserebbero di pratiche illegali, riciclaggio di denaro, evasione fiscale e via dicendo. Tutti documenti pubblicati in modo anonimo, com'è nella filosofia e nella struttura di Wikileaks, studiato per proteggere gli autori delle rivelazioni e per consentire a chiunque di raccontare la propria verità pubblicando documenti a propria discrezione.Una scelta, quella californiana, che potrebbe portare alla fine di un esperimento globale che molti già avevano promosso come un essenziale strumento di trasparenza. [...] Questo però non toglie che quello spazio web continui ad essere accessibile: non alla massa degli utenti che conoscono la URL ora indisponibile, ma a coloro che digitano direttamente l'indirizzo IP 88.80.13.160. Il fatto che i documenti siano accessibili in questo modo sta naturalmente spingendo blog e sostenitori a diffondere il verbo anticensura e i numerini magici a più non posso.[...] Ma per i gestori, quanto avvenuto in queste ore potrebbe essere solo l'avvio di un lungo procedimento legale. Il tribunale ha già chiesto a Dynadot di fornire tutti i record ed account amministrativi e qualsiasi altra informazione su wikileaks.org, compresi i contatti, i dati di pagamento e ogni dato, come ad esempio l'indirizzo IP, relativo alle persone "che hanno avuto accesso all'account di quel nome a dominio"

19 febbraio 2008

Ti si pigliat' a' manganellata, eh?

Savignano, scontri fra la Polizia e dei manifestanti

[Consiglio di seguire la discussione "De Gennaro, ovvero la mano armata dello stato"]

18 febbraio 2008

Strage in Illinois: l'ennesima coincidenza

Il 14 febbraio scorso Stephen Kazmierczak, un 27enne, armato con due pistole ed un fucile, ha ucciso sei persone e ne ha ferite 15, durante una lezione in un'aula affollata della Northern Illinois University per poi togliersi la vita. Si trattava di uno studente modello, laureato e che stava seguendo un dottorato all'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign. Qualcosa però aveva cambiato il carattere del giovane: un paio di settimane fa il giovane aveva smesso di prender farmaci e il suo comportamento era diventato instabile, come riporta l'Abc:
behavior had become erratic, according to [NIU campus Police Chief Donald Grady], and it is believed the Kazmierczak had stopped taking his medication. The chief declined to specify the type of medication the gunman was on.
Fattore che lo accomuna agli altri celebri serial killer della Columbine, della Virginia Tech e della Red Lake High School (si legga "Secondo emendamento e psicofarmaci"). La questione non è assolutamente secondaria, in quanto, come riporta la rivista medica PLoS Medicine il legame tra la somministrazione di psicofarmaci e il comportamento violento è piuttosto stretto:
“Recent regulatory warnings about adverse behavioral effects of antidepressants in susceptible individuals have raised the profile of these issues with clinicians, patients, and the public. We review available clinical trial data on paroxetine and sertraline and pharmacovigilance studies of paroxetine and fluoxetine, and outline a series of medico-legal cases involving antidepressants and violence

Dello stesso avviso è il Dr. Peter Breggin, che nella pubblicazione "The Antidepressant Fact Book", afferma che interrompere una cura a base di antidepressivi può essere tanto pericoloso quanto iniziarla, poichè l'assunzione di psicofarmaci comporta reazioni psichiche violente. La carneficina perpetrata da Kazmierczak, oltre ad essere l'ennesimo caso che lega l'assunzione di antidepressivi alle sparatorie universitarie, avviene anche in un momento topico: i giudici di Washington si pronunceranno il mese prossimo su un caso che riguarda la legittimità costituzionale del porto d’armi, un diritto sancito in modo netto dal Secondo emendamento alla Costituzione [*1].

15 febbraio 2008

Quando la tensione conviene...


Lunedi' il premier spagnolo Zapatero al termine di una lunga intervista televisiva su Canale Quattro, documentata dal video di cui sopra, alla domanda confidenziale del giornalista Inaki Gabilondo che gli chiedeva come andavano i sondaggi, il premier ha risposto: "Bene, senza problemi, ma credo ci convenga che ci sia tensione". Il giornalista, nella sua veste di valido contraddittorio, ha risposto: "Conviene moltissimo", e il premier ha proseguito rincarando la dose: "Comincerò, a partire da questo fine settimana, a drammatizzare un po'. Ci conviene molto. Se no, la gente...".

La gente che farebbe? Smetterebbe di avere paura? Smetterebbe di sostenere l'uno o l'altro politico, stringendosi spaventata al proprio leader poichè l'avversario, in un teatro in cui ciascuno recita la sua parte, è una minaccia per la democrazia?

La paura, conseguenza naturale della tensione che Zapatero auspica, insidia la volontà e il potere di decisione degli esseri umani. La paura offusca tutto ciò che è buono e decente e ci impedisce di vedere tutto il male che è commesso a nostro nome. Il terrore "a comando", associato al tentativo di drammatizzare ogni situazione, può quindi essere sapientemente manovrato per tenere costantemente sulla corda l'intera nazione, che accetta l'abbandono di tutti i suoi diritti costituzionali in cambio di una falsa "sicurezza".

13 febbraio 2008

Processi "inappuntabili"


Il 18 dicembre 2007 l'assemblea generale dell'ONU, tra abbracci e felicitazioni, approvava la moratoria sulla pena di morte. L'11 febbraio 2008 il Pentagono chiede la pena capitale per i sei presunti leaders di Al-Qaeda accusati di essere fra i responsabili dell'attentato alle Twin Towers, dopo averli sottoposti ad estenuanti interrogatori con tanto di "waterboarding" (annegamento simulato), una tortura proibita dalla Convenzione di Ginevra. La grande battaglia per la pena di morte si è quindi già miseramente infranta sugli scogli della sovranità degli Stati Nazionali. Una richiesta di condanna che precede addirittura l'inizio del processo, udienze preliminari comprese, cosa che non avviene in una normale democrazia. Altrettanto lacunosa è la definizione dello status di tali soggetti: se fossero prigionieri ne conseguirebbe che, essendo - a detta dello stesso Bush - terminata la guerra, dovrebbero essere riconsegnati al loro paese. Inoltre incriminazioni apriranno la strada a processi di fronte alle "commissioni militari" create ad hoc dal Pentagono dopo l'11 settembre e per ora mai entrate in azione, in un processo che userà prove ottenute con modalità non pubbliche e quindi presumibilmente anche sotto tortura. Quel che è certo è che, processo o meno la sentenza è già stata emessa, in primis perchè servono agnelli da sacrificare sull'altare della patria, un capro espiatorio per gli attentati di 7 anni fa, e soprattutto perchè dopo che gli imputati sono stati detenuti (nel segretissimo Camp 7) per sette anni, e nelle condizioni disumane che sono note, una loro scarcerazioni potrebbe comportare delle ripercussioni negative sull'opinione pubblica. In chiusura, interessante far notare l'opinione di uno dei candidati alla Casa Bianca, quello dell'"Yes, we can cange", che a quanto pare, almeno su queste posizioni, pare essere piuttosto in linea con George Bush:
[*AGI] Obama Barack e' favorevole alla pena di morte per i terroristi che dovessero esser giudicati colpevoli per l'11 settembre, ma chiede che i procedimenti davanti alle Commissioni militari di Guantanamo siano "inappuntabili". "Naturalmente dobbiamo assicurarci che gli organizzatori e gli esecutori di quegli attentati siano portati davanti alla giustizia, e la pena di morte e' appropriata per chiunque abbia commesso crimini cosi' odiosi", ha affermato il senatore dell'Illinois commentando la richiesta del Pentagono per la condanna a morte di sei detenuti di Guantanamo. Quei processi, ha pero' avvertito Obama, "dovranno essere inappuntabili". Di qui la richiesta che a giudicare i terroristi non siano le controverse Commissioni militari di Guantanamo: "Quei processi sono troppo importanti per tenerli in un difettoso sistema di Commissioni militari che non e' riuscito a condannare nessuno per l'11 settembre che e' stato oggetto di svariati ricorsi". [...]

12 febbraio 2008

Kosovo: Mission Accomplished!

Possiamo finalmente gustare i frutti della pulizia etnica della popolazione Serba di religione cristiana in Kosovo (si legga il mio vecchio articolo "Istigazione al genocidio"):

[*reuters] Il premier del Kosovo Hashim Thaci ha annunciato oggi che circa 100 paesi sono pronti a riconoscere l'indipendenza della provincia serba non appena sarà dichiarata. "Circa 100 paesi ci hanno confermato che sono pronti a riconoscere l'indipendenza dal Kosovo non appena sarà sancita. Avremo un riconoscimento massiccio e potente", ha detto durante una conferenza stampa. Thaci ha parlato dopo il suo solito meeting settimanale con Joachim Ruecker, a capo della missione Onu in Kosovo che amministra il territorio da quando la Nato nel 1999 ha espulso le forze serbe. Thaci non ha nominato direttamente i paesi né specificato quando ha in progetto di dichiarare l'indipendenza. A Belgrado il ministro per il Kosovo Slobodan Samardzic ha detto che una dichiarazione potrebbe arrivare addirittura il prossimo weekend. "Il governo ha informazioni sempre più rilevanti secondo cui Thaci dichiarerà illegalmente l'indipendenza unilaterale domenica 17 febbraio", ha detto Samardzic. La data è la più chiacchierata in Kosovo ma non è stata confermata. Gli Usa e la maggior parte dei 27 membri Ue appoggiano l'autodeterminazione del Kosovo e della sua maggioranza albanese del 90%. Ma la Russia, alleata della Serbia contro la secessione, ha bloccato la risoluzione d'indipendenza al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

11 febbraio 2008

Il consiglio

In un'intervista a bloomberg, Barton Biggs, ex capo delle strategie globali della Morgan Stanley, ha dispensato un insolito consiglio appannaggio dei soli ascoltatori facoltosi. In sintesi li ha invitati ad assicurarsi nei confronti delle guerre e dei disastri futuri "acquistando una fattoria o un ranch e rifornendola di semi, fertilizzanti, cibo in scatola, medicine, vestiti e tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza (pistole comprese)". In realtà queste perle sono lautamente dispensate nell'ultimo libro di Biggs, intitolato "Wealth, War and Wisdom" [*1], in cui l'investitore di Wall Street traccia un parallelo tra la situazione economica durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale e quello che potrebbe accadere in un prossimo futuro. In sostanza il messaggio di Biggs è quello di ascoltare i mercati, analizzare la storia e prepararsi al peggio. Per quanto superficialmente possa risultare la previsione di un paranoico (che però ci ha già "azzeccato" con la bolla speculativa dell'Hi Tech), i fatti sembrano dar ragione a Biggs. Infatti ci sono sempre più persone ricche che si spingono fuori dalle città [*2], trasformando zone rurali in quartieri residenziali. In realtà la previsione di Biggs può meglio essere interpretata come un investimento alla luce della nuova crisi su scala globale che sta emergendo: quella del cibo. Come avevo riportato in un vecchio post intitolato "Peak Food" (in cui avevo anche ironicamente consigliato di coltivarsi un orto), i recenti aumenti dei generi di prima necessità non si fermeranno, ma al contrario saranno sempre maggiori, per via dell'aumento della domanda delle economie emergenti dei paesi asiatici e dell'industria dei bio-carburanti. Un allarme lanciato già da diversi esperti; sia economicsti come Donald Coxe che dagli agricoltori stessi, come riporta un'intervista [*3] a John Gossop, in cui si prevede una crisi alimentare attorno all'anno 2025. Già oggi, come riporta la Canada's National Farmers Union il mondo consuma più cibo di quanto ne viene prodotto [*4], tanto che le riserve di grano sono al livello più basso da 30 anni a questa parte. Fenomeno causato anche dai giganteschi investimenti nell'industria dei bio-carburanti [*5]. Un business tanto redditizio (grazie e soprattutto ai sussidi, che non sono altro che tasse del contribuente destinate a particolari investimenti) che nel 2006, le fattorie dedicate alle coltivazioni per bio-carburanti sono aumentate del 48% con la conversione di fatto delle aziende agricole USA in fabbriche di bio-carburanti. Evitando accuratamente il solito autodafè fatto di mea culpa, sarebbe forse ora di mettere in discussione l'operato di tutte quelle istituzioni a cui il cittadino ha delegato il compito di gestire le politiche agricole (partendo dai Ministeri e arrivando fino alla FAO), visto che alla luce dei fatti precedentemente elencati il quadro di queste scelte è a dir poco fallimentare (a partire dalle sovvenzioni pubbliche all'industria dell'etanolo) e l'invasiva pianificazione statale in materia agricola ed energetica ha prodotto solo disastri. Zimbabwe docet [*6].


"Come schiavi lavorarono gli animali per tutto quell'intero anno. Ma nel loro lavoro erano felici: non si lamentavano né di sforzi né di sacrifici, ben sapendo che quanto facevano era fatto a loro beneficio e a beneficio di quelli della loro specie che sarebbero venuti dopo di loro, e non per l'uomo infingardo e ladro. Durante la primavera e l'estate lavorarono sessanta ore la settimana, e in agosto Napoleon annunciò che ci sarebbe stato lavoro anche nel pomeriggio della domenica. Questo lavoro sarebbe stato assolutamente volontario; chi se ne fosse astenuto però avrebbe avuta ridotta di metà la sua razione. [...] Nel giorno stabilito per il banchetto un furgone da droghiere venne da Willingdon alla fattoria a consegnare una grande cassa. Quella notte si udirono fragorosi canti, seguiti da un frastuono come di violento litigio che terminò verso le undici con un tremendo frantumar di vetri. Nessuno si mosse nella casa colonica prima del mezzogiorno dell'indomani, e corse voce che, non si sa come, i porci avevano guadagnato danaro bastante all'acquisto di un'altra cassa di whiskey.", La fattoria degli animali - George Orwell

8 febbraio 2008

Camp 7

Da qualche parte, fra le colline di cactus della Baia di Guantanamo e separata dal resto delle celle dove centinaia di sospetti terroristi legati ad Al Qaeda, c'è una prigione tanto "top secret" che persino la sua posizione è un'informazione riservata. Per la prima volta l'ammiraglio Mark Buzby, in un'intervista all'Associated Press, ha confermato l'esistenza, senza fornire ulteriori dettagli, del misterioso Camp 7 [*1]. La prigione "top secret" sarebbe riservata agli indiziati membri di primo piano di Al Qaeda (si parla dei 15 sospetti terroristi più pericolosi), tenuti in isolamento per evitare qualsiasi possibilità di ritorsione ed influenza sugli altri prigionieri. Finora i giornalisti (senza poter parlare con i presunti terroristi), e la Croce Rossa (che però non può divulgare i dettagli di queste visite) hanno avuto accesso alle installazioni di Camp Echo e dei Camp dall'1 al 6. Il colonnello Bruce Vargo è il responsabile dei sei campi di Guantanamo ma non del settimo. Il carcere risulta diviso in diversi campi, e la segretezza è la prassi: la base è stata aperta nel 2002, ma solo a partire dal 2006 sono stati resi noti i primi nomi dei detenuti grazie alla richiesta presentata dall'Associated Press in base al Freedom of Information Act. Al contrario di Camp 7 non si sa nulla, o almeno non si sapeva nulla fino a quando, nel dicembre scorso è stato nominato [*2] da Majid Khan, il detenuto numero 10020, che è sospettato di aver pianificato un attacco a delle stazioni del gas statunitensi. Dettagli non se ne conoscono, al legale di Khan, Gitanjali Gutierrez, è stato proibito di divulgare qualsiasi informazione a riguardo, e anche i referti degli incontri fra i due sono stati classificati "top secret" dal governo. Il responsabile degli interrogatori a Guantanamo, Paul Rester, ha affermato di aver interrogato uno dei detenuti di Camp 7 e che gli altri potrebbero essere ascoltati, a seconda delle richieste dell'intelligence. Rimangono comunque del tutto vaghe e sommarie le informazioni su questa installazione (ad alcuni potrebbe anche sorgere spontaneo un parallelo storico con strutture di una sessantina di anni fa); questa segretezza è stata motivata dal colonnello Vargo anche per il timore di un attacco di al Qaeda in stile 9/11. Insomma una base militare che ha paura di un attacco kamikaze di un boeing. Di fatto il "mistero" intorno alla base statunitense su territorio cubano, al di là delle ultime rivelazioni date con il contagocce, persiste.

7 febbraio 2008

"Sotto Silenzio"

(fonte: lettera 22 - 5 febbraio 2008)




Sette vittime civili, forse meno, forse di più. Forse della stessa famiglia e tra questi bambini e donne. Forse la moglie di Mullah Abdul Mannan, un capo talebano che però sarebbe scampato al raid aereo di domenica appoggiato da truppe di terra, dicono le agenzie. Le conferme ufficiali latitano come sempre in questi casi: il comando Nato non dà notizie certe e quello americano sta, come sempre, “verificando” . Ma sulla strage pesa anche un altro giallo. All'operativo, nel distretto di Bakwa, provincia di Farah (zona controllata dai nostri militari, ndr), avrebbero partecipato militari italiani. Notizia subito smentita dalla Difesa e dal Comando Nato di Herat, a guida italiana. Secondo le ricostruzioni l'operazione avrebbe utilizzato truppe di terra, sia della Nato che dell'esercito nazionale, e l'aviazione. Il governatore di Bakwa ha detto, riporta l'agenzia France Press, che due donne e tre bambini sarebbero tra i civili uccisi e che un solo talebano sarebbe rimasto sul terreno. Un uomo invitato in una casa locale (di cui era, secondo altre fonti, proprietario) dove poi sarebbero morte nove persone tra cui appunto donne e bambini. Ma il governatore di Farah Ghulam Mohaidun Balouch fa un conto diverso: parla di oltre dieci morti, la maggior parte dei quali talebani. Conferma la morte della “moglie di uno dei comandanti e del figlio”. E' Balouch a parlare della presenza degli italiani [*1]. Il balletto di cifre e la confusione su chi ha davvero partecipato alla missione non è una novità: è un rituale tipico quando sono coinvolti i civili, argomento sempre più sensibile in Afghanistan quando si ripetono gli “effetti collaterali” dei bombardamenti o di azioni che coinvolgono civili e che avrebbero, sempre domenica, fatto altre vittime anche a Lashkar Gah (secondo Afghanistan NGO Safety Office, organismo che monitora la sicurezza per le organizzazioni non governative, sono 1.977 i civili uccisi nel 2007 e di questi quasi 240 hanno perso la vita per i raid). Roma nega però che nostre unità abbiano partecipato ad alcuna operazione svoltasi a Bakwa. E la reazione è immediata e piccata appena la notizia degli italiani veicolata dalla France Press viene rilanciata da PeaceReporter. Del resto l'agenzia venti giorni fa ha messo nero su bianco un dossier che cita almeno una dozzina di “operazioni di guerra” cui avrebbero partecipato militari italiani. Il dossier non ha fatto molta strada ma è stato confermato da tutt'altra fonte, certo non tacciabile di simpatie “pacifiste”: si tratta del libro di Gianandrea Gaiani, “Iraq-Afghanistan, guerre di pace italiane”, fresco di stampa. Secondo Gaiani “...forze speciali italiane avrebbero affiancato in più occasioni i colleghi britannici, olandesi, canadesi e americani nel sud afgano”. E d'altro canto, in una nostra recente visita ad Herat, apprendemmo non senza stupore che, nonostante ufficialmente l'aeroporto fosse stato oggetto di lanci di razzi una sola volta, fonti locali ci confermavano che “la sirena suona tutte le sere” e che i lanci erano tutt'altro che sporadici. Guerra nascosta su cui in Italia è polemica. “Non posso non biasimare il comportamento di chi per motivi ideologi o partitici gioca con tanta leggerezza con la credibilità dei militari italiani» dice il sottosegretario Lorenzo Forcieri. Ma «troppe smentite – osserva la senatrice di Sinistra Democratica Silvana Pisa - equivalgono a confermare un quadro poco chiaro e i limiti della nostra missione». Fuoco alle polveri dunque mentre domani si inizia a discutere del rifinanziamento delle missioni all'estero sulle quali, pensando all'Afghanistan, Tana de Zulueta (verdi) e Severino Galante (Pdci) chiedono «un voto separato».

La situazione del nostro contingente in Afghanistan, fotografata lucidamente dalla rivista Limes

6 febbraio 2008

Owning the Weather


[*ADN] Almeno 26 persone sono morte per una serie di tornado che hanno colpito il sud degli Stati Uniti nel 'super tuesday', il giorno più importante per le primarie della corsa alle elezioni presidenziali. Tennessee, Arkansas, Kentucky e Mississippi sono stati maggiormente colpiti. Una valutazione più chiara delle vittime e dei danni sarà possibile soltanto nella mattinata (ora americana). In Tennessee dove un tornado ha colpito la città di Memphis e la contea di Nashville, le vittime sono state 12. Il bilancio si è aggravato anche in Arkansas con 11 morti, oltre alle tre persone che hanno perso la vita in una casa mobile in Kentucky. I due rivali democratici Hillary Clinton e Barack Obama hanno offerto le loro condoglianze alle vittime nei loro comizi rispettivamente a New York e Chicago.
Da diverso tempo è disponibile online un video ispirato ad un documento intitolato "Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025" [*pdf], un elaborato di alcuni alti ufficiali delle forze armate americane, che prova la volontà dell'esercito di disporre di una "globale, precisa, immediata, robusta, sistematica capacità di effettuare modificazioni climatiche, che darebbero modo ai comandanti in capo dell'aviazione di moltiplicare le forze per raggiungere gli obiettivi militari" (pag. 3). Si tratta di un ottimo punto di partenza per chi vuole approfondire l'argomento del "controllo climatico":




Caraibi, Africa Occidentale, Grenada, Haiti, Rapubblica Dominicana, Jamaica, Cuba, Florida, Alabama, Georgia, Mississippi. Tutte zone che negli ultimi anni sono state devastate da uragani e tempeste tropicali. Uno studio del 2003, della World Meteorological Organization (WMO) attribuisce le colpe di questi eventi catastrofici, senza allegare un'approfondita analisi, al global warming:

"These record extreme events [high temperatures, low temperatures and high rainfall amounts and droughts] all go into calculating the monthly and annual averages which, for temperatures, have been gradually increasing over the past 100 years", (CNN, July 3, 2003)

Senza entrare nel merito del dibattito sul global warming è bene cercare eventuali concause che hano portato a queste insolite e devastanti piaghe metereologiche.

La guerra metereologica

Nonostante Bush venga spesso messo sotto accusa dagli ambientalisi per non aver firmato il protocollo di Kyoto, la questione della guerra metereologica, ovvero di una possibile manipolazione del tempo per fini militari, non viene mai menzionata dagli stessi, anche se negli ultimi anni ingenti somme di denaro (ovviamente pubblico) sono state stanziate dal Ministero della Difesa per queste sperimentazioni:

Weather modification will become a part of domestic and international security and could be done unilaterally... It could have offensive and defensive applications and even be used for deterrence purposes. The ability to generate precipitation, fog, and storms on earth or to modify space weather, ... and the production of artificial weather all are a part of an integrated set of technologies which can provide substantial increase in US, or degraded capability in an adversary, to achieve global awareness, reach, and power. (US Air Force - Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report)

Ne consegue che, se questo genere di tecnologie vengono sviluppate e comportino grandi investimenti del denaro versato dal taxpayer, sarebbe quantomeno dovuto pubblicare e rendere noti i risultati dei test e delle sperimentazioni, come avviene per qualsiasi arma convenzionale. Al contrario questo argomento è un tabù, anche per i più ferventi ambientalisti. Ironicamente il Pentagono ha da tempo sposato la causa del global warming, con tanto di studi dedicati alle conseguenze del fenomeno [*1], ma nemmeno una parola è riservata al programma di modificazione climatica denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program), che vede collaborare da tempo a Gokona (Alaska) la Marina e l'Esercito.

Il programma HAARP

Il 15 gennaio 2003, il sito della «Prava» ha ospitato un inquietante articolo, scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, in cui si esprime preoccupazione per gli esperimenti condotti dai tecnici americani in Alaska, dove dal 1994 si sta portando avanti il programma HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, cioè «programma di ricerca attiva aurorale con alta frequenza» sotto l'egida dell'SDI (US Strategic Defense Initiative). La Russia aveva dato l’allarme l’8 agosto 2002, quando ben 90 parlamentari della Duma di Mosca avevano firmato un appello indirizzato all’ONU in cui si chiedeva la messa al bando di questi esperimenti elettromagnetici. Un mese più tardi erano saliti a 220 i deputati russi a favore dell’appello. Semplificando si tratta di una selva di enormi antenne eretta nel bel mezzo della foresta boreale nordamericana. Ma qual'è lo scopo di queste installazioni? La risposta ce la fornisce il sito stesso del programma di ricerca:

"[HAARP will be used] to induce a small, localized change in ionospheric temperature so that resulting physical reactions can be studied by other instruments located either at or close to the HAARP site". (HAARP website)

Diversi esperti del settore, fra cui la dottoressa Rosalie Bertell e il fisico Richard Williams ritengono che le conseguenze di questi esperimenti potrebbero essere devastanti:

"HAARP constitutes "an irresponsible act of global vandalism." He and others fear a secret second stage where HAARP would "beam much more energy into the ionosphere. That could produce a severe disruption of the upper atmosphere at one location that may produce effects that spread rapidly around the Earth for years.", Scott Gilbert, Environmental Warfare and US Foreign Policy: The Ultimate Weapon of Mass Destruction

Lo scienziato Paul Schaefer del Kansas City attribuisce molti dei disastri naturali, degli ultimi anni proprio alle warfare elettroniche: "Si potrebbe comparare lo stato energetico anormale della Terra e della sua atmosfera ad una batteria di una macchina che è stata sovraccaricata.. come se l'energia tentasse di trovare un posto dove scaricarsi". Il progetto Haarp va avanti dai primi anni del '90, ed ha visto partecipare alla sua realizzazione diverse aziende, fra cui la APTI che aveva sviluppato brevetti per un sistema wireless per inviare potenza elettrica in grado di confondere e distruggere i sistemi sofisticati di guida dei missili e degli aerei e più in generale far cadere tutte le comunicazioni via mare, aria e terra [*2]. In seguito lo sviluppo di questi progetti fu affidato alla E-Systems [*3]:

"[E-Systems] is one of the biggest intelligence contractors in the world, doing work for the CIA, defense intelligence organizations, and others. US$1.8 billion of their annual sales are to these organizations, with $800 million for black projects-projects so secret that even the United States Congress isn't told how the money is being spent [*4]." - "The company has outfitted such military projects as the Doomsday Plan (the system that allows the President to manage a nuclear war) and Operation Desert Storm. [*5]"

Altri contratti milionari (che superano i 50 milioni di dollari), durante l'amministrazione Bush (2003), sono stati siglati con aziende come la British Aerospace Systems (BAES), la DRS Technologies, Inc [*6] e la Phazar Corp [*7], incrementando la potenza dell'impianto grazie all'installazione di nuove antenne e di trasmettitori ad alta frequenza per una capacità totale di 3.6 mega-watt (Business Wire, 10 June 2004). Questo stadio avanzato di sviluppo corrisponde a quello che l'Air Force definisce "Owning the weather" nel documento di cui sopra:

"US aerospace forces [will] 'own the weather' by capitalizing on emerging technologies and focusing development of those technologies to war-fighting applications... From enhancing friendly operations or disrupting those of the enemy via small-scale tailoring of natural weather patterns to complete dominance of global communications and counterspace control, weather-modification offers the war fighter a wide-range of possible options to defeat or coerce an adversary... In the United States, weather-modification will likely become a part of national security policy with both domestic and international applications. Our government will pursue such a policy, depending on its interests, at various levels.", US Air Force, emphasis added. Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report

I disastri climatici occidentali vengono costantemente documentati, ma al contrario ciò che avviene nel resto del globo viene spesso minimizzato o addirittura non è nemmeno riportato nelle cronache. É il caso delle frequenti inondazioni che a partire dalla metà degli anni '90 hanno messo in ginocchio la Corea del Nord [*8], devastandone l'agricoltura, fenomeni del tutto opposti a quelli avvenuti anche a Cuba, colpita dalla siccità [*9]. Anche Iran, Siria e Afghanistan negli ultimi anni hanno sofferto una siccità senza precedenti (in particolare l'Afghanistan ha patito 4 anni di siccità prima dell'invasione statunitense del 2001 [*10 - *11 - *12]). Se le cause di questi fenomeni atmosferici sono ancora da accertare (non ci sono prove dell'utilizzo di queste tecnologie contro i cosiddetti "stati canaglia") quel che è certo è che questo progetto è pienamente operativo, come pianificato dalle Forze Armate ed è certamente un enorme buco nero in cui vengono investite grandi quantità di denaro pubblico.

Una spiegazione al contribuente è quantomeno dovuta.

ZBlogAwards 2008

Un sentito ringraziamento a chi ha votato questo blog negli ZBlogAwards del 2008...

... e onore ai vincitori ;)

5 febbraio 2008

La minaccia antisemita

Da qualche parte c'è qualcuno che ce l'ha parecchio con Israele (e forse anche con gli Ebrei), altrimenti non si spiegherebbe l'appello al boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, in cui Israele è stato invitato come ospite d'onore. Anzi, reinvitato, visto che l'ospite d'onore di questa edizione, come provato da un *documento ufficiale siglato dal segretario generale della Fiera del Libro Picchioni nel gennaio del 2007 questa manifestazione doveva essere dedicata all'Egitto. In seguito si è cambiata opinione e scelto di celebrare Israele, poiché quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario della creazione di questo Stato. Da questa scelta è nato un movimento, avviato da partiti politici, personalità e associazioni che militano per i diritti dei palestinesi, che chiede di cambiare l’invitato d’onore della Fiera, poiché, ai loro occhi, è indecente celebrare uno Stato – facendone un « invitato d’onore » - quando il suo governo non rispetta minimamente i diritti umani e umilia quotidianamente il popolo palestinese. Davanti al rifiuto dei responsabili della Fiera di Torino, il movimento ha invitato gli scrittori e il pubblico a boicottarla. Per quanto non condivida assolutamente questa scelta bisogna prendere atto del fatto che si tratta chiaramente di una critica alla scelta dell’Invitato d’onore, che non preclude assolutamente agli autori israeliani di esprimersi o anche di dibattere con loro. Rifiutare di celebrare Israele e la sua politica di oppressione non ha niente a che vedere con l’antisemitismo, come asserito dal consigliere dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Victor Magiar [*1], o il diniego della libertà di espressione. Anche perchè a condividere questo boicottaggio ci sono autori israeliani come Aaron Shabtaï che ha dichiarato [*2] di voler boicottare a titolo personale "sia la Fiera del Libro di Torino, che il Salon du Livre di Parigi che si terrà a Marzo, non unendosi alla delegazione del suo Paese". Nonostante queste premesse il fatto è stato completamente distorto, tanto che lo stesso Fassino in una lettera al Corriere della Sera scrive: "quell’odioso boicottaggio oggi è rivolto contro Israele, simbolo di un’identità che — proprio attraverso il Libro—è riuscita a sopravvivere a secolari discriminazioni, persecuzioni e pogrom e perfino all’immane tragedia dell’olocausto", quasi a suscitare una reazione pavloviana nel lettore e resuscitare fantasmi di tragedie tanto lontane nel tempo le cui vittime sono diventate una giustificazione per gli aguzzini di oggi.

4 febbraio 2008

Eppur li votano...

... e si ostinano a chiamarlo il "meno peggio". Forse perchè al "peggio" non c'è limite.


[*Rainews24] "Il centrodestra dice andiamo a votare e poi facciamo la grande coalizione. Perché, invece, non la facciamo ora con un governo presieduto da Marini che scriva le regole del gioco. Avrebbe senso fare un'intesa adesso". Lo ha detto il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni. "Questo è un momento in cui si misura il senso di responsabilità e bisogna far prevalere l'interesse del paese su quelli di parte".

Un video a corredo:



1 febbraio 2008

Engineering Evolution

Entro cinque anni la scienza potrebbe essere in grado di rendere superfluo il ruolo dei maschi nel processo riproduttivo. Scienziati britannici hanno infatti annunciato di aver messo a punto una tecnica per 'trasformare' le cellule del midollo osseo della donna in spermatozoi, con il risultato di 'tagliare fuori' l'uomo dal processo del concepimento [*1]. Si tratta di una tecnica, allo studio presso l’università di Newcastle upon Tyne, Gran Bretagna e il professor Karim Nayernia, secondo quanto riporta il settimanale New Scientist [*2], avrebbe già fatto richiesta alle autorità competenti e sarebbe in grado di iniziare gli esperimenti entro due mesi. Gli scienziati affermano che questa tecnica ha però una controindicazione: un eventuale utilizzo dello sperma prodotto da donne permetterebbe la nascita solo di femmine, poiché allo sperma femminile mancherebbe il cromosoma Y che è un “copyright” esclusivamente maschile. Oltre alle riserve a livello etico che questa scoperta può portare, sorge il dubbio che queste genere di ricerce scientifiche siano frutto di convinzioni eugenetiche che hanno origini lontane ma che sono rimaste ben radicate nei centri di potere nel corso degli anni. Un ulteriore tassello del puzzle (ne avevo già parlato qui e qui) della riduzione della popolazione e soprattutto del controllo delle nascite. Sebbene l'olocausto nazista, con Joseph Mengele (o forse -per i paraguaiani - dovrei dire Kurt Negele) sia stato un cattivo sponsor per i divulgatori delle teorie eugenetiche, il movimento si sta rafforzando e sta riemergendo sotto le mentite spoglie delle teorie del controllo della popolazione e dell'ambientalismo radicale. Webster Tarpley e Anton Chaitkin nel libro "George Bush: The Unauthorized Biography" documentano come sia avvenuta questa trasformazione [*3]:
“The population control or zero population growth movement, which grew rapidly in the late 1960s thanks to free media exposure and foundation grants for a stream of pseudoscientific propaganda about the alleged 'population bomb' and the 'limits to growth,' was a continuation of the old prewar, protofascist eugenics movement, which had been forced to go into temporary eclipse when the world recoiled in horror at the atrocities committed by the Nazis in the name of eugenics. By mid-1960s, the same old crackpot eugenicists had resurrected themselves as the population-control and environmentalist movement. Planned Parenthood was a perfect example of the transmogrification. Now, instead of demanding the sterilization of the inferior races, the newly packaged eugenicists talked about the population bomb, giving the poor 'equal access' to birth control, and 'freedom of choice'.” (Tarpley & Chaitkin, p. 203, 1992)

L'araba fenice è quindi risorta dalle sue ceneri grazie a organizzazioni come Planned Parenthood, che portano il vessillo dell'eugenetica nell'era post-WWII. Un'associazione fondata da Margaret Sanger, un'attivista, sostenitrice di diverse politiche di intervento sociale, fra cui quella del controllo delle nascite, col fine di creare una "razza di purosangue". Il manifesto da lei scritto "The pivot of civilization" ("Il fulcro della civiltà"), descrive accuratamente la missione di Planned Parenthood e delle organizzazioni ad esso affiliate. In questo trattato vengono rivelate le vere motivazioni che sostengono il controllo delle nascite:
Birth Control, which has been criticized as negative and destructive, is really the greatest and most truly eugenic method, and its adoption as part of the program of Eugenics would immediately give a concrete and realistic power to that science… as the most constructive and necessary of the means to racial health.” (p. 189, 1922) [...] “The emergency problem of segregation and sterilization must be faced immediately. Every feeble-minded girl or woman of the hereditary type, especially of the moron class, should be segregated during the reproductive period.... we prefer the policy of immediate sterilization, of making sure that parenthood is absolutely prohibited to the feeble-minded.” (pp. 101 - 102, 1922)

E ancora, oltre a suggerire la segregazione e la sterilizzazione dello zoccolo "debole" (a suo dire) della popolazione, Margaret Sanger, in un numero di della Birth Control Rewiew, afferma che negli Stati Uniti è necessaria la costruzione di un sistema di Gulag per l'internamento dei ritardati mentali:
“To apply a stern and rigid policy of sterilization and segregation to that grade of population whose progeny is already tainted... to apportion farm lands and homesteads for these segregated persons where they would be taught to work under competent instructors for the period of their entire lives…. ” ("Plan of Peace," Birth Control Review, pp. 107-8, 1932)

Una proposta folle che però ricorda molto il programma nazista di eugenetica denominato "Aktion T4", che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche. A far compagnia alle posizioni di Margaret Sanger, all'interno di Planned Parenthood ci sono anche personalità di spicco come il dottor Lothrop Stoddard (fervido sostenitore del nazismo e della superiorità bianca) e la stessa rivista Birth Control ha spesso pubblicato articoli di esponenti del mondo nazista, come il Ernst Rudin, il responsabile della campagna di sterilizzazione hitleriana. Ma secondo i parametri di giudizio di Margaret Sanger, quanti "ritardati mentali" sarebbero stati segregati e sterilizzati? Dopo aver esaminato le statistiche dell'esercito la Sanger ha concluso che:
“...nearly half - 47.3 per cent - of the population had the mentality of twelve-year-old children or less - in other words that they are morons.” (Sanger, The Pivot of Civilization, p. 263, 1922)

Una percentuale altissima della popolazione sarebbe stata quindi coinvolta in questo piano e erano stati individuati solo 13,500,000 individui "intelligenti" e a cui sarebbe quindi stata concessa la possibilità di procreare. In sostanza l'olocausto della Sanger avrebbe fatto sembrare cosa da nulla la Soluzione Finale tedesca. Per quanto allarmanti tutte queste dichiarazioni finchè non godono di supporto politico rimangono esclusivamente elugubrazioni di una folle scritte su carta stampata. In realtà Planned Parenthood ha un ruolo importante e influisce attivamente nello scenario politico americano. Basti pensare che l'attuale presidente è Cecile Richards [*4], figlia della defunta governatrice del Texas, Ann Richards, ma soprattutto è un'organizzazione che influenza il pensiero conservatore. Lo stesso Presidente George Bush Sr. ha spesso affermato il suo pieno sostegno all'associazione:
“Although Planned Parenthood was forced, during the fascist era and immediately thereafter, to tone down Sanger's racist rhetoric from 'race betterment' to 'family planning' for the benefit of the poor and racial minorities, the organization's basic goal of curbing the population growth rate among 'undesirables' never really changed. Bush publicly asserted that he agreed '1,000 percent' with Planned Parenthood. (Tarpley & Chaitkin, p. 195, 1992)

Una realtà che quindi non è autoreferenziale e isolata, bensì si confronta costantemente con una cospicua parte del mondo politico, influenzandone le scelte. Allo stesso modo altre associazioni come la World Transhumanist Association e la Center for Genetics and Society sono in contatto con le comunità scientifiche degli States e partecipano costantemente ai dibattiti universitari:
“Last June at Yale University, the World Transhumanist Association held its first national conference. The Transhumanists have chapters in more than 20 countries and advocate the breeding of 'genetically enriched' forms of 'post-human' beings. Other advocates of the new techno-eugenics, such as Princeton University professor Lee Silver, predict that by the end of this century, 'All aspects of the economy, the media, the entertainment industry, and the knowledge industry [will be] controlled by members of the GenRich class... Naturals [will] work as low-paid service providers or as laborers...'” (Hayes, 2004)

In definitiva, alla luce della presenza di diverse organizzazioni (una rapida ricerca mostrerà come in realtà sia molto più numerose rispetto a quelle di cui sopra) all'interno di tutti i rami della società, e soprattutto in contatto con le realtà esecutive e dedite alla ricerca scientifica del paese del paese, sorge il dubbio che molte delle scelte prese in nome del progresso scientifico, siano in realtà punti di un'agenda accuratamente programmata e finalizzata alla "costruzione" di un'elite, in un processo programmato a tavolino. In un passato, non poi così lontano, la classe dominante controllava gli individui attraverso le credenze religiose e la cieca fede in Dio. Nel nuovo secolo pare che la stessa operazione sia stata resa possibile dal rinnovamento del meccanismo di controllo, non più basato sul misticismo, ma su una dittatura "pseudo-scientifica". La realizzazione di una realtà molto simile a quella raccontata da Aldous Huxley (fratello del meno noto al pubblico Julian Huxley, presidente dell'Unesco e fondatore della British Eugenics Society) nel suo libro "Brave New World", ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico. Un mondo in cui i cittadini sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta, sotto il costante controllo di ingegneri genetici.

Nelle puntate precedenti: