7 luglio 2006

Niente inchiesta, «costa troppo»

(fonte: Maurizio Blondet, Effedieffe - 06.07.06)

Tony Blair ha annunciato che non si farà alcuna inchiesta sull'attentato al metrò di Londra del 7 luglio 2005. La scusa: «Costerebbe milioni e milioni di sterline». Blair ha citato gli altissimi costi per l'inchiesta della «domenica di sangue» a Londonderry del 1998, dove 14 attivisti irlandesi furono massacrati da parà britannici durante una marcia pacifica. Nessun colpevole trovato (che disdetta) nonostante, ha detto il portavoce di Downing Street, 400 milioni di sterline spesi. «Con questa cifra si potrebbero pagare 15 mila infermiere, 5 mila medici, 11 mila poliziotti, oppure 13 elicotteri Apaches per le nostre truppe in Iraq e Afgnanistan» (sic. Non c'è dubbio dove andrà la somma risparmiata). La cifra del resto è alquanto improbabile (prima, il costo dell'indagine sulla domenica di sangue era stato valutato ufficialmente a 160 milioni di sterline), e la scusa magrissima, addirittura imbarazzante per Blair. Tutto per rigettare una richiesta di una vera indagine ufficiale, che è avanzata a voce sempre più alta dalle famiglie delle vittime del 7 luglio, e da esponenti della comunità musulmana. Iqbal Sacranie, già segretario del consiglio islamico (è un Lord, membro della camera alta), ha protestato sostenendo che la comunità islamica è sempre più «alienata» da questo rifiuto di indagare su «come, chi e perché» ha fatto l'attentato. Pare, ha detto, che il governo abbia qualcosa da nascondere. E’ il meno che si possa dire. Sembra sempre più certo che Mohammed Siddique Khan, il cosiddetto «capo degli attentatori», il più adulto dei quattro, insegnante modello in una scuola per bambini difficili di Leeds, fosse un informatore del controspionaggio inglese, l’MI5. Lo ha sostenuto alla BBC Charles Shoebridge, già investigatore nella Polizia Metropolitana di Londra, laureato all’Accademia Militare Reale di Sandhurst, ed ora giornalista e scrittore sul tema del terrorismo in Gran Bretagna. Come ripetono varie fonti, l’auto Honda Accord di Khan conteneva microspie, inserite prima degli attentati, con il suo consenso. Come si ricorderà, quel giorno una ditta di cui non si è mai saputo il nome aveva ordinato alla Visor Consultants, una compagnia di sicurezza, di condurre un’esercitazione che simulava un attentato nel metrò nei luoghi e nell’ora dove realmente avvenne. L’ipotesi che prende corpo è che Khan, lungi dall’essere un terrorista fanatico, fosse un patriota britannico caduto in una trappola mentre credeva di fare il suo dovere, probabilmente testando la sicurezza della sotterranea come parte della «esercitazione». O almeno, questo è quello che musulmani e familiari dei morti vorrebbero fosse appurato da un’indagine. Blair ha risposto: «L’inchiesta distrarrebbe la polizia e le forze di sicurezza dall’impegno di parare la minaccia terrorista che continua, e alla fine ci direbbe quel che già sappiamo: che quattro individui sono venuti e hanno commesso l’atto». Anche Bush non ha fatto serie inchieste sull’11 settembre con l’identica scusa: sottrarrebbe energie alle forze antiterrorismo (le cui energie non hanno impedito i mega-attentati), che la minaccia terroristica non è finita anzi «continua»: dev’esserci un apposito formulario dei pretesti, elaborato da apposito ufficio di propaganda. Forse sarebbe ora di aggiornarlo. Soprattutto perché quella in corso è, come dice ufficialmente il Pentagono, «the long war», la guerra lunga per antonomasia. Non si può andare avanti per altri 15 anni di bombardamenti in Iraq, Afghanistan, e presto Siria e Iran (lo vuole Israele, la nota «ditta») ripetendo sempre le stesse scuse. Blair in compenso ha dato risposte brevi manu alle domande dei musulmani. «Non c’era un divieto della CIA su viaggi di Khan in America. Non c’erano apparati nella sua auto prima del 7 luglio. Non c’è stata informazione previa alla polizia di quel che stavano preparando» gli attentatori. «Queste storie sono semplicemente sbagliate». Così si fa nel libero, scientifico, legalistico Occidente: un atto di fede nel capo del governo che risponde al posto dei detectives, circa un evento tragico ed enorme. Tutto denaro risparmiato. Per gli Apaches.

"Il solo fondamento della verità è la possibilità di negarla", Luigi Einaudi

3 commenti:

vincenzo ha detto...

Cazzo, ero convinto che blair avesse un po' più di sale in zucca di bush. Continuiamo a fare propaganda. Ciao a presto

Nicolo' ha detto...

Ciao Vincenzo, lieto del tuo ritorno su questo blog.

A presto,

Nicolò

Anonimo ha detto...

non vuole fare una inchiesta altrimenti si scoprirebbe la verità..

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