Vista l'allerta maltempo di questi giorni [*1], in cui sono previste o stanno già avvenendo copiose nevicate, colgo l'occasione per proporre questo breve filmato, sperando che il video, confortato dai riscontri empirici che molti potranno direttamente verificare, ponga qualche dubbio sulle certezze recentemente spacciate a mezzo stampa da parte dei soloni di Copenhagen [*2].
13 dicembre 2009
11 dicembre 2009
"Una guerra giusta"
É passata poco più di una settimana dall'ultimo articolo, ma i fatti di questi giorni lo rendono tuttora attuale e in un certo senso profetico [*1]. Il presidente statunitense ha infatti da poco ricevuto l'ambito Nobel per la Pace, seguendo le orme di altri illustri statisti come Al Gore e Kissinger, personaggi che hanno lasciato la propria impronta indelebile (molto probabilmente simile a un'unghia bipartita) nella storia. Il discorso che Obama ha pronunciato [*2] durante l'assegnazione pare un estratto del romanzo orwelliano "1984", ed è facilmente riassumibile utilizzando uno dei tre celebri slogan del Partito: "la guerra è pace". Un motto che, oltre a rappresentare efficacemente il meccanismo psicologico del bispensiero, significa anche che per la nuova età, caratterizzata dagli Stati moderni, la guerra è l'essenza della vita, la condizione necessaria per la loro esistenza e per il manenimento del sistema economico inflazionistico, come lo era la pace nei tempi antichi. La guerra è necessaria ad usare i prodotti della macchina industriale corporativa, che si allatta costantemente dalla mammella dello stato, così da poter tenere in moto gli ingranaggi ma abbassando costantemente il tenore di vita. Una devozione fanatica al partito dominante si trova più facilmente tra coloro che sono materialmente privati. Un esempio ne è lo stesso Obama, che in tempi non sospetti (o meglio, in cui non si volevano ascoltare determinate opinioni) costituiva una speranza per tutto il popolo americano, in ginocchio per la crisi economica.La guerra di cui parla Obama non è esclusivamente contro l'Afghanistan, bensì non è errato considerare anche il Pakistan, poichè le notizie dal fronte ridisegnano i confini del teatro di guerra, che comprende i due stati. A inizio novembre si contavano in totale 45 attacchi missilistici contro il territorio pakistano [*3]. Una guerra tenuta mediaticamente ben nascosta ma che può essere definita tale a tutti gli effetti, visto che vengono impiegati droni [*4] e militari [*5]. Ovviamente come ogni guerra giusta che si rispetti ha anche il suo cospicuo numero di morti fra i civili [*6]. Le 30.000 truppe in Yeswecanistan non sono l'unico motivo di vanto all'interno del Curriculum Vitae del presidente Obama. Giovedì scorso, alla Convention per le armi biologiche, gli States, per bocca del Sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, Ellen Tauscher, non si sono mossi di un centimetro dalle posizioni del vecchio governo Bush (salvo scrivere un discorso dai toni meno duri), rifiutando qualsiasi revisione del protocollo di verifica della Convezione [*7 - *8].
L'unica differenza sensibile per il momento è la reazione della piazza. Le bandiere arcobaleno sono sparite dalla scena.
Etichette:
afghanistan,
usa
02 dicembre 2009
La guerra è pace
É un mondo strano quello in cui viviamo. Al limite del paradossale. Un mondo in cui il meccanismo logico dominante pare essere la capacità di sostenere un'idea ed il suo opposto, purchè il Partito dominante non cada mai nell'ortodossia. L'ultimo esempio è quello che riguarda il neo-Nobel per la Pace, Sua Laicità Barack Obama, che si appresta a consegnare un bel regalo di Natale al popolo afghano. Mettendosi nelle vesti di Santa Claus (se lo Stato sta riuscendo gradualmente a sostituire Dio non c'è motivo per cui non possa pensionare anche un pancione dalla barba bianca, possibilmente sostituendolo con il Grinch) Obama si appresta a consegnare "teste di latta", proiettili e bombe, con inciso il suo nome e quello dei contribuenti statunitensi (che verranno ulteriormente tassati), al popolo afghano, entro il 25 dicembre [*1]. Non si disperino però i cittadini americani, perchè il buon Obama ha un regalo anche per loro. In realtà quest'anno è stato di manica larga, poichè è già stato magnanimo nel regalare un pacchetto di stimolo economico di centinaia di miliardi di dollari. Nella terra dei liberi e dei coraggiosi stanno arrivando le festività e buona parte degli americani [*2] si ritrova a raschiare gioiosamente il fondo del barile per permettersi qualche regalo, sperando di riuscire a pagare tutte le rate del mutuo o dell'affitto mentre qualcuno si diverte a giocare coi tassi d'interesse. Sarebbe però una violazione dei diritti d'uguaglianza se i contribuenti non ricevessero lo stesso trattamento degli afghani. Quindi, mentre la Speranza sta svanendo velocemente e il sistema economico sta collassando, pare che il Comandante in Capo stia dando ordini per cautelarsi nel caso in cui la guerra dovesse scoppiare sul suolo americano. Questa volta non si tratterebbe di un attentato talebano (anche perchè da un paio di anni a questa parte essendo i talebani sostanzialmente degli afghani deceduti si tratterebbe di un'opzione difficilmente praticabile a meno che non si voglia scomodare la Umbrella Corporation), bensì di una guerra civile. Riporto qui di seguito la traduzione dell'estratto di un lungo articolo di packalert [*3]:Gli analisti militari russi hanno oggi informato il presidente Putin che il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha dato ordine al comandante del NORTHCOM, il generale Gene Renuart, di iniziare immediantamente ad aumentare gli arruolamenti nell'esercito fino a raggiungere quota di 1 milione di unità entro il 30 gennaio 2010, perchè sono previsti possibili insurrezioni entro la fine dell'inverno.L'annuncio dell'aumento delle truppe in Afghanistan sarebbe quindi solo il primo passo di una strategia militare di gran lunga più vasta. Le tessere del mosaico stanno iniziando a collocarsi ognuna al loro posto, componendo uno scenario infernale già pianificato in predecendenza. Il nuovo ordine mondiale che ne nascerà [*4] sarà qualcosa che molto probabilmente non è mai stato visto in precedenza.
Secondo questi rapporti Obama nelle settimane scorse ha avuto diversi incontri con i suoi consiglieri militari per discutere di come gestire al meglio l'attesa implosione del sistema bancario nazionale e allo stesso tempo mantenere l'egemonia militare nel globo.
Etichette:
usa
Il valore specifico del denaro
Uno degli strumenti indispensabili per poter comprendere le reali cause della crisi economica globale è avere ben chiaro il concetto di moneta. Volendo fornire una definizione la moneta non è altro che un bene, che differisce dagli altri beni poichè è richiesta principalmente come mezzo di scambio. Ma a parte questo ha le stesse identiche caratteristiche di qualsiasi altro bene (esiste in uno stock definito, è soggetta alla legge della domanda e dell'offerta e ha un suo "prezzo". Ad oggi, quelle precedentemente elencate, sono caratteristiche che appartengono al dollaro americano? O forse l'insostenibilità di molte economie odierne nasce proprio dal monopolio pubblico su monete di carta a corso forzoso? Chiarire e apprendere questa semplice lezione è uno dei compiti più importanti per chiunque voglia indagare la realtà economica odierna. Il brano riportato qui di seguito è un estratto de "L'azione Umana" (pagg. 425-427), scaricabile interamente da mises.org [*1] che può chiarire o quantomeno approfondire il concetto di moneta. Sul sito è disponibile anche la versione audio, letta da Jeff Riggenbach (*mp3).
Finchè un bene usato come moneta è valutato e stimato in acconto dei servizi che restituisce per scopi non monetari, non si sollevano problemi che richiedano un trattamento particolare. Il compito della teoria del denaro consiste soltanto nell'occuparsi di quella componente nella valutazione del denaro che è condizionata dalla sua funzione di mezzo di scambio. Nel corso della storia diverse merci sono state impiegate come mezzo di scambio. Una lunga evoluzione ha eliminato la maggior parte di questi beni dalla funzione monetaria. Solo due metalli preziosi, argento e oro, hanno conservato questo utilizzo. Nella seconda parte del XIX secolo sempre più governi hanno deliberatamente perpetrato la demonetizzazione dell'argento.
In tutti questi casi quello che è impegato come denaro è un bene che è utilizzato anche per propositi non monetari. Nel sistema aureo, l'oro è il denaro e il denaro è l'oro. É indifferente che la legge assegni o meno il certificato di valuta legale alle monete d'oro coniate dal governo. Ciò che conta è che queste monete contengano un peso prefissato di oro e ogni quantità di metallo prezioso possa essere trasformata liberamente in monete. Nel sistema aureo il dollaro e la sterlina erano semplicemente nomi che definivano una quantità fissa di oro, compresa tra margini ben definiti che erano delimitati dal governo. Possiamo chiamare questo genere di denaro "moneta merce".
Un secondo genere di denaro è la "moneta credito". Questo genere di moneta si è sviluppata con l'uso dei sostituti monetari. Era abitudine usare crediti, pagabili a richiesta e assolutamente sicuri, come sostituti della somma di denaro che si dava a credito. Il mercato non ha cessato di usare questi crediti nel momento in cui il loro immediato rimborso è stato sospeso e in tal modo i dubbi sulla loro sicurezza e sulla solvibilità del creditore sono aumentati. Finchè questi crediti sono stati crediti maturati quotidianamente nei confronti di un debitore dall'indiscutibile solvibilità e potevano essere riscossi senza preavviso e senza spese, il loro valore di scambio era lo stesso del valore stampato; era questa perfetta equivalenza ad assegnargli la definizione di sostituto monetario.
Una volta che il rimborso è stato sospeso, la data di scadenza procrastinata ad un giorno non definito, e conseguentemente dopo che i dubbi riguardanti la solvibilità del creditore o almeno la sua volontà di pagare sono emersi, hanno perso almeno una parte del valore che precedentemente gli era attribuito. Adesso erano semplici crediti, che non fruttavano interesse, verso un creditore discutibile e una data di scadenza indefinita. Ma essendo usati come mezzi di scambio, il loro valore di scambio non era crollato al livello in cui sarebbe finito se fossero stati considerati semplici crediti. Si può onestamente ritenere che questa moneta credito potrebbe venire utilizzata come mezzo di scambio anche se perdesse la caratteristica di essere un credito nei confronti di una banca o di una cassa, in questo modo diverrebbe "moneta legale". La moneta legale è uno strumento di pagamento che consiste in semplici gettoni che non possono essere impiegati per nessuno scopo industriale nè portano con sè un credito nei confronti di qualcuno.
Non è compito catallattico ma della storia economica investigare se sono apparsi, nel passato, modelli di moneta legale o se tutti i tipi di denaro che non fossero moneta merce erano moneta credito. L'unica cosa che deve determinare la catallassi è se la possibilità dell'esistenza della moneta legale può essere ammessa. Ciò che è importante ricordare è che con ogni tipo di moneta, la demonetizzazione - ovvero l'abbandono del suo uso come mezzo di scambio - deve seguire ad un serio crollo del suo valore di scambio. Ci sono esempi di moneta credito e moneta legale che sono incarnati nelle monete metalliche. Questo genere di monete sono coniate sull'argento, il nickel o il rame. Se questi tipi di moneta legale vengono demonetizzati, conservano ancora il loro valore di scambio in quanto pezzi di metallo. Ma è solo una piccola compensazione per il possessore. Non ha importanza pratica.
Accumulare capitali richiede sacrifici. Fintanto che un individuo tiene il denaro nelle sue tasche o nel suo conto in banca, dimentica l'istantanea acquisizione di beni che potrebbe consumare con quel denaro o il suo impiego per la produzione di beni. Nell'economia di mercato questi sacrifici possono essere precisamente determinati dal calcolo economico. Equivalgono all'ammontare dell'interesse iniziale che avrebbe guadagnato investendo la somma. Il fatto che un individuo tenga questo mancato guadagno in conto è prova che egli preferisca i vantaggi del risparmio di denaro agli svantaggi nella rendita dell'interesse. É possibile elencare i vantaggi che le persone si aspettano dal tenere una definita quantità di capitale. Ma è deludente accettare che un'analisi di queste motivazioni ci fornirebbe una teoria della determinazione del potere d'acquisto che potrebbe fare a meno della nozione di riserva di capitale.
Gli svantaggi e gli svantaggi che nascono dalle riserve di denaro non sono fattori oggettivi che possono influenzare direttamente le dimensioni delle stesse. Sono misurati da ogni individuo e confrontati l'uno con l'altro. Il risultato è un giudizio soggettivo, influenzato dalla personalità del singolo. Differenti persone e le stesse persone in tempi diversi valutano gli stessi fatti oggettivi in modi diversi. Proprio come la conoscenza dello stato di salute e della condizione fisica di un uomo non ci dicono quanto sia disposto a spendere per il cibo e per un certo potere nutritivo, allo stesso modo la conoscenza della situazione materiale di un individuo non ci mette nella condizione di fare osservazioni precise sulle dimensioni della sua riserva di capitale.
Etichette:
economia
01 dicembre 2009
Gold for bread
“Il lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine siamo tutti morti.” - John Maynar KeynesSembra che la follia tra gli economisti non diminuisca. L'Università di Harvard sta competendo con Princeton nel creare la ricetta economica più sconsiderata. É interessante leggere le proposte di Greg Mankiw (consigliere capo per l'economia dell'amministrazione di George W. Bush) e Kenneth Rogoff, che per anni ha rivestito un ruolo importante all'interno dell'IMF, che nella primavera scorsa proponevano la loro personale cura per l'economia statunitense [*1]. Gli economisti sembravano apprezzare ciò che accade oggi in Zimbabwe, proponendo la stessa politica monetaria anche per gli Stati Uniti: più inflazione. Leggiamo assieme:
Quello di cui ha bisogno l'economia statunitense è una buona dose della sana vecchia inflazione.Un rimedio che è peggio del problema stesso. I professori stanno infatti proponendo risolvere il problema del debito con la svalutazione della moneta. Una soluzione contraria a qualsiasi logica di mercato, ma perfettamente coerenti con le attuali politiche di socialismo corporativo [*2], in cui i governi parlano di ‘free trade’ e di ‘free banking’ e poi corrono a salvare con denaro pubblico le grandi banche e aziende a rischio di fallimento. Nell’attuale situazione i governi, fedeli al Keynesismo, non possono fare altro che continuare a stampare denaro. E la conseguenza sarà l’iper-inflazione, nonostante i tassi d’interesse a breve termine siano quasi a zero. Quando siamo di fronte ad una crisi e il governo reagisce con un “pacchetto di stimoli“ [*3], esso rappresenta puro consumo di risparmio che impoverirà così la struttura produttiva. Ma se la la Banca Centrale segue la splendida idea di ridurre i tassi d’interesse espandendo il credito, crea un potere d’acquisto illusorio che contribuisce al consumo di capitale. La scelta di continuare ad alimentare il consumismo, fenomeno che diversamente da quello che molti possono pensare è di matrice statale, nasce dall'illusione che si possa creare ricchezza dal nulla; che senza fatica possiamo prosperare tutti (o meglio possono prosperare molti alle spalle di tutti) e che il conto, se ritardiamo, alla fine non dovrà pagarlo nessuno. Alla fine però, checchè ne dica Keynes, nel lungo periodo qualcuno questo conto dovrà pure pagarlo.
Questo è quello ciò che affermano Greg Mankiw, ex consigliere della Casa Bianca, e Kenneth Rogoff, ex direttore dell'International Monetary Found. Loro sostengono che sciogliendo le redini all'inflazione sarebbe più facile per i governi e per i consumatori indebitati pagare i propri debiti. Questa scelta potrebbe anche aiutare l'economia incoraggiando gli americani a spendere subito piuttosto che quando i prezzi cresceranno.
"Sostengo una politica economica caratterizzata da un'inflazione al 6% per almeno un paio d'anni", afferma Rogoff, che oggi è professore alla Università di Harvard.
I risultati drammatici di una politica inflazionistica senza freni possono essere facilmente verificati osservando la situazione in cui versa lo Zimbabwe, dove il governo Mugabe ha iperinflazionato la moneta distruggendone il valore. La conseguenza è stata che tutti si sono sbarazzati dei dollari in loro possesso per passare a dei beni reali [*Gold for bread in Zimbabwe - *3].
Etichette:
economia
30 novembre 2009
27 novembre 2009
L'etica della libertà e il cambiamento climatico
Nonostante le recenti brutte storie di dati manipolati, propaganda venduta per verità scientifica e tentativi di censura dei non allineati, pare che i governi non siano minimamente intenzionati a fare marcia indietro nella lotta al global warming, ma anzi stanno scendendo in campo i più importanti leaders mondiali [*1 - *2] per delineare una strategia d'azione che ha come scopo ultimo quello di toglierci anche l'ultima libertà che ci è rimasta: quella di respirare. Nonostante la scienza sia meno solida e i fautori della certezza siano stati smascherati, la politica ormai forte delle continue richieste di un popolo indottrinato, non fa un passo indietro. Qui di seguito un articolo di Francisco Capella per mises.org, che partendo da un bel parallelo con il saggio filosofico e economico di Murray Rothbard, l'Etica della Libertà, mette in discussione l'azione di contrasto globale nei confronti del cambiamento climatico. Buona lettura.La libertà di un individuo di comportarsi secondo la propria volontà implica parallelamente che le aggressioni contro gli altri siano eticamente inaccettabili. Un'aggressione illegittima consiste anche in qualsiasi interferenza fisica causata da una persona sulla proprietà di un altro. Un possibile e problematico caso può essere l'alterazione delle condizioni ambientali in un ipotetico contesto di cambiamento climatico, che potrebbe avere effetti positivi o negativi in funzione delle valutazioni soggettive e delle particolari circostanze per gli esseri viventi. Se il cambiamento climatico è considerato un problema, non significa automaticamente che debba essere fermato o contrastato a qualsiasi costo: gli umani sono particolarmente bravi ad adattarsi e le azioni dei governi solitamente portano più danni che benefici.
- Libertà, proprietà e aggressione
Libertà non significa assoluta mancanza di restrizioni: la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro; la mia proprietà è finita ed è limitata alla proprietà degli altri. I diritti di libertà e proprietà sono equivalenti all'assioma di non aggressione: l'utilizzo della forza non è legittimo, la forza può essere usata solo per difesa e per giustizia. L'aggressione, l'invasione della proprietà altrui senza il consenso, è vietata. L'aggressore deve riparare i danni fatti e risarcire la vittima. Un'aggressione non è solamente intesa nel senso stretto di violenza di una persona contro un'altra e contro la sua proprietà (omicidio, furto, rapimento,...). L'aggressione in senso astratto comprende qualsiasi cosa sia sufficientemente intensa e nociva, causata da una persona o dai suoi possedimenti sulla proprietà altrui. Essere il padrone di qualcosa non è sempre un bene; esiste infatti anche un lato negativo. Il proprietario è responsabile anche dei danni che le sue proprietà possono causare ad altri (volontari o involontari, noti o ignoti, previsti o imprevisti). Tutte le azioni implicano la produzione di residui indesiderati o scarti di cui si deve prendere cura il proprietario affinchè non danneggino gli altri. Tutte le cose che appartengono alla realtà sono interconnesse dalle forze fondamentali, così che un cambiamento può causare effetti grandi o piccoli, Le regole etiche si riferiscono però solo ai cambiamenti e agli effetti causati dall'uomo e che possono danneggiare gli altri o creare conflitti. Queste interazioni possono coinvolgere la materia (solido, liquido, gas; macroscopiche o microscopiche particelle), l'energia (calore, onde elettromagnetiche, onde di pressione) o alterazione delle condizioni dell'ambiente naturale (luminosità, pressione, temperatura, vento, umidità). Gli effetti possono essere forti o deboli, concentrati o diffusi, diretti o indiretti, locali o globali, frequenti o sporadici, cumulativi o non cumulativi, istantanei o ritardati, temporanei o permanenti.
Per via delle limitazioni della mente umana, la realtà è spesso studiata in un modo semplificato, come se fosse lineare e semplice; ma la realtà è una rete complessa di entità e relazioni. Una causa può avere diversi effetti su individui diversi, talvolta positivi o talvolta negativi. Un effetto può avere cause molteplici, naturali o artificiali, da una persona a molte che fanno la stessa cosa (come respirare) o aspetti complementari (come la produzione e l'utilizzo delle automobili o la produzione e il consumo di energia). In sistemi caotici e non lineari, piccole cause possono avere effetti giganteschi e viceversa. Per poter essere qualificati come aggressioni, gli eventi reali devono essere fisicamente riconoscibili, pricologicamente percettibili e pertinenti per le preferenze dell'individuo. Sono le valutazioni umane che percepiscono le situazioni come opportunità o minacce, benefici o danni. Ed è la possibile incompatibilità tra le preferenze individuali soggettive che origina conflitti: ciò che a qualcuno piace, a qualcun altro potrebbe non piacere. Il contenuto specifico della nozione di aggressione è aperto e discutibile, non è un concetto facilmente circoscrivibile, ma arbitrario. Non può essere determinato usando esclusivamente la ragione pura, dipende dalle abitudini, dalle tradizioni, dalle consuetudini. Criteri oggettivi possono essere utilizzati per determinare se un'azione può essere considerata un'aggressione o no: intensità, immediatezza, estensione, durata.
Un'etica della libertà funzionale necessita l'inclusione di pricipi di responsabilità e regole per la legittima difesa. I tradizionali principi di giustizia mettono l'onere della prova dell'aggressione sull'accusatore, che devono provare ragionevolmente la colpevolezza dell'accusato. Non è l'accusato che deve provare la propria innocenza (se fosse così ogni persona dovrebbe dare prova di innocenza per ogni singola azione della propria vita, perchè potrebbe essere accusato in ogni momento). La legittima difesa può essere invocata dal destinatario degli effetti di un'azione se c'è un chiaro, repentino e manifestato pericolo,e non solo se qualcuno non può dare prova assoluta che non ci sia. La difesa diventa illegittima (ovvero si trasforma in un'aggressione) se non può essere provato che ci sia un danno tangibile.
Il principio di precauzione proposto da molti ambientalisti richiede che chi intraprende un'attività provi che sia del tutto inoffensiva e che il governo non ha bisogno di dimostrare che arrechi alcun danno per poterla fermare. Provare che qualcosa sia assolutamente innocuo è impossibile, poichè l'apprendimento è caratterizzato anche da esperimenti e errori. Un principio del genere paralizzerebbe l'innovazione. L'acquisizione di conoscenze è dispendiosa. La nozione di aggressione si basa sulle conseguenze o i risultati di un'azione (i reali effetti) e non sulle intenzioni o la conoscenza di chi agisce. Moralmente si tende a giustificare o sminuire le responsabilità se non c'è intenzionalità o se i danni sono imprevisti o effetti secondari: questo perchè le opinioni morali si sono evolute come istinti genetici nel passato, quando i nostri antenati avevano meno cosnapevolezza delle proprie azioni. Ma con il progresso tecnologico è fondamentale pretendere un uso consapevole dei propri mezzi, avvertendo le persone che la loro ignoranza o la loro mancanza di lungimiranza non sarà un alibi per i danni che causeranno. Questo tipo di regola incentiva coloro che considerano tutte le possibili conseguenze delle loro azioni, e non si limitano a valutare il raggiungimento degli obiettivi prefissi, poichè verranno giudicati in funzione dei reali effetti delle loro azioni.
I diritti di proprietà funzionano molto bene quando la realtà è facilmente analizzabile e gli effetti delle azioni sono diretti, locali, concentrati e agiscono principalmente sul proprietario e sualtri vicini facilmente identificabili. Ma gli elementi della realtà sono spesso interconnessi in modi difficili da riconoscere. Oggetti solidi e macroscopici tendono a stare fermi nella loro posizione, ma i fluidi (i liquidi e specialmente i gas) tendono a muoversi; i fotoni e l'energia termica tendono a fluire. Questi fattori si spargono e attraversano i confini legati finchè non vengono fermati da una barriera fisica.
Le esternalità sono effetti di un azione di un attore sulla proprietà altrui. Possono essere positive (come i regali, non vietati e nemmeno obbligatori) o negative. Un'aggressione è un'esternalità negativa. Esternalità diffuse e negative sono problematiche e difficili da regolare. Molte vittime potrebbero soffrire un piccolo fastidio o smarrimento da certe azioni: può sembrare ridicolo considerare illegittime delle azioni che producono effetti così trascurabili e sarebbe davvero dispendioso se ogni vittima chiedesse di fermare o compensare questo genere di azioni. Le esternalità possono diventare rilevanti per via degli effetti cumulativi e persistenti di piccole azioni compiute da molti agenti. In un'aggressione chiara è possibile e relativamente semplice determinare chi sia il colpevole e quindi chi debba risarcire la vittima. Nel caso delle esternalità diffuse può essere davvero complicato riconoscere e collegare i colpevoli, le azioni, gli effetti e chi ne fa le spese.
Poichè un'aggressione implica un danno, si può ingenuamente ritenere che si debba dare una definizione piuttosto allargata della nozione, in modo tale che molti danni siano evitati. Ma accettando che un'azione sia un'aggressione e proibendola si potrebbero avere conseguenze più dannose che tollerandola. Più aumenta il numero di azioni che sono considerate aggressioni illegittime, più spesso l'uso della forza è tollerato. Il costo del sistema necessario a riconoscere e punire gli aggressori e risarcire le vittime potrebbe superare i benefici che porta. Potrebbe essere più conveniente imparare a convivere con una realtà in continuo cambiamento, adattandosi, che cercare di arrestare queste modificazioni. Specialmente perchè gli umani sono propensi all'adattamento, per mezzo di cui hanno colonizzato gran parte del pianeta, in condizioni climatiche molto diverse tra loro. Automaticamente lasciare allo Stato la responsabilità di trattare diverse esternalità negative può essere un grande errore. Lo Stato è il monopolio dell'autorità e della violenza ed è spesso illegittimo (dittatori o anche leader democratici), molto inefficiente e spesso corrotto (mancanza di motivazioni o incentivi). Quello che spesso è chiamato fallimento del mercato è spesso solo il risultato di un'inadeguata determinazione del concetto di diritto di proprietà. Il mecato non è mai perfetto perchè gli esseri umani sono limitati nelle loro abilità e capacità; proporre che lo Stato risolva problemi che gli individui non sanno risolvere liberamente significa dimenticare che lo Stato stesso è composto da individui, e forse non i migliori su piazza (i burocrati non sono angeli disinteressati e i peggiori potrebbero raggiugnere le leve del comando).
- Cambiamento climatico
L'anidride carbonica è un gas serra risultato della respirazione e della combustione di fonti energetiche fossili. Etichettarlo come un contaminante è un abuso del linguaggio, dato che è necessario alla fotosintesi e non è certo tossico. Alcune attività umane, come la coltura degli alberi, tolgono anidride carbonica dall'atmosfera. É estremamente difficile dimostrare la connessione specifica tra le emissioni umane di anidride carbonica, i cambiamenti climatici locali e i loro effetti particolari. Il cambiamento climatico, che si tratti di riscaldamento o raffreddamento globale, ha molte cause ed effetti possibili, e le valutazioni degli effetti possono essere differenti a seconda delle zone del pianeta. Le regioni fredde possono benedire un riscaldamento e biasimare un raffreddamento e viceversa per le zone a temperatura più elevata. Gli allarmisti del cambiamento climatico sembrano tanti reazionari del clima che non accettano alcun cambiamento.
Non esiste un clima ottimo, e in conflitti per la determinazione del clima possono crescere in maniera direttamente proporzionale al controllo che si raggiunge dello stesso. Anche se gli uomini si sono adattati a questo clima non significa che non possano fare altrettanto con climi diversi, se le differenze non sono eccessive. Il cambiamento climatico può sembrare repentino se rapportato ad una scala dei tempi geologici, ma è lento rispetto all'uomo, tanto da permettere un adattamento e una pianificazione per il futuro. Le politiche di mitigazione del cambiamento climatico hanno certamente altissimi costi nel presente [*3] e garantiscono benefici impercettibili per il futuro. I poveri di oggi si stanno sacrificando per aiutare i ricchi di domani.
La temperatura non è l'unico fenomeno associato al cambiamento climatico ed è possibile che non sia il più rilevante per il benessere degli umani, poichè gli essere umani vivono in un ampio range di temperature. Il livello del mare, le precipitazioni e le calamità atmosferiche sono più importanti. Il livello del mare può crescere lentamente per via del riscaldamento globale, ma il processo è davvero lento, tanto che potrebbero essere preparate delle protezioni e ammortizzate economicamente se necessario; la libertà di movimento può consentire alle persone di trasferirsi in terre più ospitali. Le precipitazioni dovrebbero aumentare con il riscaldamento globale, sebbene la loro distribuzione potrebbe cambiare. La dipendenza di calamità atmosferiche dal riscaldamento globale è complessa e poco conosciuta. Per quasi tutti i problemi connessi al riscaldamento globale, l'influenza del clima sull'uomo è poco rilevante rispetto a tutti gli altri fattori che possono essere facilmente ed efficientemente affrontati. Gli allarmisti sembrano ignorare soluzioni semplici per i problemi che sollevano.
Gli uomini sono proattivi (ovvero in grado di reagire agli eventi in modo consapevole e responsabile non lasciandosi condizionare dalle proprie impulsive remore psicologiche e dalle circostanze ambientali esterne, ndt) non si sottomettono passivamente all'influenza della natura e contrastare il cambiamento climatico non è quindi l'opzione migliore. L'acqua corrente è un problema dove non ci sono diritti di proprietà, un mercato e dei prezzi. Le malattie tropicali dipendono dalle condizioni socioeconomiche. Le nazioni sottosviluppate sono povere soprattutto per via dell'inadeguatezza delle loro istituzioni sociali, non per il cambiamento climatico. Le ondate di caldo possono essere affrontante con l'utilizzo dell'aria condizionata (e il riscaldamento globale ridurrebbe le morti associate al freddo). L'estinzione degli esseri viventi è dovuta alla distruzione degli habitat o alle invasioni dell'uomo (o alla loro uccisione diretta nella caccia e nella pesca). I catastrofisti del cambiamento climatico sembra che si dimentichino altre più importanti e urgenti questioni che riguardano l'allocazione di risorse scarse richieste per mitigare il cambiamento climatico. É assurdo ritenere il riscaldamento globale il problema primario da affrontare per l'umanità quando c'è guerra, fame, malattia e povertà in buona parte del globo.
Per molti politici e per gli ambientalisti radicali il cambiamento climatico è il problema principale per la civiltà umana e pretendono di parlare in nome di tutta l'umanità. Ma tutti i problemi sembrano estremi per loro, poichè non hanno alcuna nozione dei costi opportunità. Il loro linguaggio morale impone doveri ai cittadini che sembrano ricevere ordini su quello che devono fare e quello che devono evitare senza alcuna spiegazione. I Governi sono ritenuti necessari affinchè proteggano i loro cittadini dalle aggressioni, ma loro sono degli incompetenti nello svolgere questo compito, poichè spesso compiono aggressioni istituzionali proibendo azioni completamente pacifiche e volontarie; e ora con il cambiamento climatico ritengono che il riscaldamento globale antropogenico sia un'azione illegittima.
Alcuni sostenitori radicali dell'AGW provano persino a censurare e criminalizzare il dissenso degli scettici, dei "negazionisti" o di coloro che minimizzano [*4]. Ma il pensiero e la parola, anche se sbagliati o falsi, non costituiscono mai un crimine reale. Ci possono essere anche gruppi di pressione che da ambo le parti sostengono le scelte governative a loro più congeniali: non solo le compagnie petrolifere o nucleari, ma anche le aziende che si occupano di rinnovabili [*5]. Mentre la corrente principale riguardante il cambiamento climatico potrebbe anche avere ragione, la loro ignoranza riguardante l'economia, la politica e la legge è gigantesca. La cosa più importante per un essere umano sono i suoi stessi simili e non l'ambiente. Gli uomini possono essere estremamente dannosi quando sono politicamente organizzati e ispirati dal collettivismo.
I possibili danni del cambiamento climatico devono essere rapportati ai possibili danni dell'intervento della burocrazia governativa e dell'oppressione politica. Forse l'intero allarmismo per il riscaldamento globale è solo una scusa per estendere il potere statale e per distrarre da altri problemi. Le istituzioni sociali sono la cosa più importante e ad oggi stanno seguendo la strada sbagliata: un grande miglioramento è possibile e la libertà è la risposta.
Francisco Capella si è laureato in Fisica e ha seguito studi post-laurea in astrofisica, intelligenza artificiale e ingegneria della conoscenza. Ha una laurea magistrale in economia austriaca presso l'Università Rey Juan Carlos di Madrid. É un menbro fondatore dell'Istituto Juan de Mariana e dirige il dipartimento di scienze ed etica. Segui il suo blog e contattalo via mail. Oppure leggi i suoi articoli nell'archivio di mises.org.
Etichette:
global warming
26 novembre 2009
Hope is fading fast
11 gennaio 2009: Il Presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama diffonde nuovi dettagli del pacchetto di stimoli all'economia che intende varare non appena entrato in carica. Alza il tiro, portando ad un numero compreso tra i 3 e i 4 milioni l'obiettivo per la creazione di nuovi posti di lavoro entro il 2010.
24 novembre 2009, 10 mesi dopo [*cnbc]: mentre gli esperti dibattono sulla velocità della ripresa economica statunitense, un'ombra scusa si staglia all'orizzonte, ma è spesso trascurata: circa un americano su 5 è senza lavoro o sottoccupato. Il degli americani 17,5% è senza lavoro o sottoccupato. Il dato di disoccupazione chiamato U6 [*1] ha raggiunto il valore più alto dal '94, ovvero da quando sono disponibili statistiche ufficiali sul lavoro. Molti negli Stati Uniti fanno attenzione solo al dato U3 (che ad oggi è al valore più alto dal 1983, attestandosi attorno al 10,2%), che tiene conto solo di coloro che sono ancora in cerca di un'occupazione. Mentre, a differenza dell'U6, non tiene conto dei disoccupati che hanno smesso di cercare un lavoro, di coloro che lavorano part-time ma sono alla ricerca di un tempo pieno o chi è sottoccupato.
Iscriviti a:
Post (Atom)











