16 marzo 2012

Kony 2012: Propaganda Statale per una Nuova Generazione

In risposta ad un potere statale sempre più coercitivo e asfissiante, si verificano spesso manifestazioni ed iniziative la cui paternità è spesso attribuita al popolo. Tale requisito viene sempre visto come dimostrazione della genuinità delle stesse, come se tutto ciò che si muovesse partendo dal basso fosse giusto e nobile. Questa tendenza è accolta con grande interesse e grande speranza, poiché per molti ogni iniziativa, se partita dal basso, costituisse la certezza di costruire un mondo migliore. Un recente esempio di questo genere di iniziative è KONY 2012, un documentario che nell'arco di pochi giorni ha avuto 53 milioni di visualizzazioni che sono scaturite in innumerevoli adesioni all'iniziativa, anche e soprattutto attraverso i social media. Talvolta dietro questo genere di propaganda non è detto che vi siano delle genuine intenzioni pacifiste, bensì un elaborato tentativo di manipolare le coscienze attraverso gli strumenti più avanzati e contemporaneamente più fruibili che il progresso tecnologico ci offre. L'articolo che segue, pubblicato in lingua inglese su TheVC, mostra come in realtà questo movimento abbia radici elitarie e scopi tutt'altro che nobili. La lettura è molto interessante, perché fornisce interessanti spunti e punti di vista su quello che è il modus operandi più recente della propaganda di guerra. La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni... e solitamente è anche percorsa da fiumi di oro nero.


Lo scalpore virale creato da KONY 2012 ha creato una consapevolezza globale verso il criminale di guerra africano Joseph Kony. Dietro questa lodevole causa si trova comunque un elaborato piano che viene presentato nel video attraverso un metodo molto manipolatorio. Si osserverà il piano dietro KONY 2012 e come esso ricorra alla psicologia inversa non solo per giustificare un'operazione militare in Africa, bensì per farla chiedere alle persone stesse. 


KONY 2012 è un contagioso scalpore che si è propagato per il mondo intero in meno di 24 ore. L'argomento principale si focalizza sul leader dei ribelli africani Joseph Kony, suoi suoi crimini di guerra e sul "movimento" che mira a fermarlo. Innumerevoli celebrità hanno sostenuto il movimento, i notiziari lo hanno sostenuto e i social media stanno amplificandone il messaggio. Mentre il problema della guerriglia e i bambini soldati hanno afflitto l'Africa per decenni, e molto documentari sull'argomento sono già stati prodotti, questo particolare video di 29 minuti ha ottenuto un supporto e un'esposizione di massa. KONY 2012 è meno di un documentario di quanto sia un efficiente spot, fatto su misura per la generazione di facebook, utilizzando tecniche di marketing per colpire il bersaglio. Le giovani persone amano i "movimenti clandestini" e vogliono credere di poter cambiare il mondo. KONY 2012 fa leva su queste esigenze per realizzare qualcosa che non è assolutamente "alla moda" o "underground": un'operazione militare in Uganda. Non solo questo, ma invita i partecipanti al movimento ad ordinare cose, ad indossare braccialetti che sono associati ad un profilo online e a registrare le loro azioni nei social media. Questo rende KONY 2012 il primo movimento creato artificialmente che sia completamente tracciabile, monitorabile e quantificabile da chi lo ha generato. In altre parole, ciò che sembra essere un movimento "nato dalle persone" è in realtà un nuovo modo per le elites di portare avanti il loro piano

Un esperimento di Propaganda

Il video comincia con un interessante affermazione: "I prossimi 27 minuti sono un esperimento. Ma per farlo funzionare dovete prestare attenzione". É un esperimento poiché testa un nuovo, pionieristico modo per far accettare un piano alla generazione di Facebook. Nel passato, quando il governo aveva bisogno di giustificare l'invasione di un paese, il Presidente si sedeva di fronte a una telecamera e elencava al pubblico le ragioni per cui fosse necessario dichiarare guerra in una determinata area del mondo. Nel caso di KONY, il piano militare è mascherato da attivismo popolare, in cui l'intervento militare dell'esercito statunitense in Uganda verrebbe percepito come una "vittoria delle persone", ribaltando effettivamente il modello comunicativo.

Verso la fine del video, un immagine è mostrata spiegando come le decisione (e i messaggi) partono dal vertice della piramide (l'elite) e sono comunicati alle masse attraverso i mass media


Per via dell'avvento dei social media, il diagramma qui sopra è diventato meno efficiente per diffondere un messaggio fra le giovani generazioni. Non si tratta più della CNN che trasmette il Presidente che parla alla nazione, riguarda i "likes" alle pagine di Facebook e i video virali di Youtube. Questi sono i canali che ora trasmettono le informazioni. Studiando costantemente, analizzando e cercando il modo più efficace per persuadere l'opinione pubblica, KONY 2012 sembra essere il tentativo di testare l'efficacia di una campagna "virale" di propaganda. Creando questo "movimento" e convincendo le persone a chiedere al governo statunitense di intervenire in Africa, i cervelli dietro questa campagna tentano l'impossibile: ribaltare il modello di propaganda allo scopo di farlo nascere dalle persone. Facendo questo, il piano dell'elite non è solo accettato dalle masse, ma è percepito come una vittoria degli stessi.

"Viviamo in un nuovo mondo", in effetti. Il logo di KONY 2012 rappresenta perfettamente come un video virale e i social media possano ribaltare il modello di propaganda. Non fatevi comunque ingannare. Il potere non è ancora nelle mani della base della piramide... ma molto lontano. Riguarda tutto le apparenze.

Quando è stata dichiarata guerra all'Iraq, una grande parte di giovani americani si è opposta a questa scelta. Come mai adesso stanno pregando il governo affinché mandi le sue truppe in Africa? Un video semplice, concepito per la generazione di Facebook ha creato l'imbroglio. Come per molte campagne che vogliono giustificare una guerra, il primo scopo è quello di identificare un cattivo ragazzo.

Identificare il cattivo ragazzo

Associando Kony con Bin Laden e Hitler in questo poster, KONY 2012 promuove la guerra.


Non ho assolutamente intenzione di difendere Joseph Kony o affermare che egli non sia cattivo. Egli, come molte altre fazioni di guerriglieri in tutta l'Africa, ha commesso atrocità deplorevoli. Comunque, il problema dei bambini soldato esiste da decenni e ci sono letteralmente centinaia di Joseph Kony in tutto il continente africano. In alcuni casi, alcuni di questi eserciti sono finanziati dai paesi occidentali. Se volessimo arrivare veramente alle radici del problema, scopriremmo che l'Africa è stata dilaniata dal problema delle fazioni in guerra e dai guerriglieri ribelli da quando le forze occidentali hanno "liberato" le loro colonie e hanno diviso il continente secondo i loro interessi. Infatti, piuttosto che disegnare i confini di ogni paese secondo la locazione geografica dei gruppi etnici e delle tribù che ci vivevano, i paesi sono stati creati secondo i bisogni economici delle forze colonizzatrici come la Gran Bretagna, la Francia e gli altri. Il risultato è un gruppo di paesi artificiali in cui ognuno contiene diverse tribù, gruppi etnici, lingue e religioni. Quando un gruppo prende il potere, gli altri vengono repressi, scelta che porta a violenza e ribellione. Aggiungete a questo un'estrema povertà per via delle risorse che vengono drenate dall'Africa dai paesi Occidentali e avrete terreno fertile per signori della guerra senza pietà. Fino a quando questi problemi rimarranno, i Joseph Kony continueranno a nascere in Africa. 


Ma il video non menziona nessuno di questi aspetti. Si limita a dire che arrestare Kony "renderebbe il mondo un posto migliore". KONY 2012 si limita a trovare un cattivo ragazzo, "renderlo famoso" e ottenere che la gente chieda la sua morte per mano delle forze armate statunitensi. Trovare le reali cause del problema nel terzo mondo non è mai stato nel Piano. Ma trovare un "cattivo ragazzo" per giustificare un'azione militare è sempre stato parte dello stesso. Se nel caso di Saddam Hussein, i "fatti" (che sono stati poi svelati come falsi) sono stati forniti per giustificare l'invasione dell'Iraq, una tecnica diversa viene usata con Kony, una che nasce dalla pubblicità.


Ogni specialista di marketing vi dirà che "I fatti non vendono, le emozioni si". La prima parte di KONY 2012 si rivolge esclusivamente alle emozioni. Si limita a far apprezzare il regista, attraverso immagini forti di bambini africani che soffrono in miseria. In seguito il punto di svolta: Joseph Kony è la causa di tutto questo. Non secoli di sfruttamento e devastazione dalle forze occidentali in Africa che hanno portato al caos, all'ingiustizia e alla povertà. No, è colpa di Kony. Quel bastardo. George Clooney è davvero arrabbiato con lui in questo momento. Ha persino twittato a riguardo.


Un'altra strategia di marketing è di fare appello al minimo comune denominatore. In altre parole, per mandare un messaggio ci si deve rivolgere al pubblico come se fosse composto da bambini. KONY 2012 fa esattamente questo semplificando in maniera ridicola il problema e spiegandolo a un bambino, che rappresenta il pubblico. Non ci sorprende comunque se è questo il modo in cui le masse vengono trattate da chi sta più in alto.

Ecco cosa sottintende la scena: "Guarda, idiota, persino questo bambino ci arriva. Quindi dovresti farcela anche tu."


Una volta che il pubblico è emotivamente provato, viene trattato come un bambino e il problema gli viene presentato come se si fosse all'asilo, il tavolo è pronto per il vero scopo del video: definire il piano.

Definire il Piano

KONY 2012 è un movimento supportato da alcune delle più potenti enti al mondo e ha scopi precisi. Come afferma l'introduzione del documentario, è un esperimento. É l'opportunità di creare un movimento che sia completamente tracciabile, quantificabile e gestibile attraverso i social media, il cui culmine sarà un intervento militare dell'Esercito degli Stati Uniti in Uganda. Portare avanti questa mission non solo sarà percepita come una vittoria, ma riporterà la fiducia dei giovani nella democrazia. Quello che i membri di questo movimento potrebbero non comprendere è che stanno aiutando l'avanzamento del piano dell'elite verso un nuovo Ordine Mondiale. 

Questo poster riassume precisamente come lavorano gli Illuminati. I partiti politici sono irrilevanti se ebtrambi lavorano per la stessa Agenda.


La seconda parte del documentario lascia il piano emozionale e descrive al pubblico cosa ci si aspetta da loro. Le truppe dell'esercito statunitense sono già in Uganda, ma, secondo il film Kony "ha cambiato le sue tattiche"... Dannato Kony, tu e le tue astute tattiche. Apparentemente, i satelliti ad alta tecnologia, i droni e tutti i tipi di radar non sono abbastanza per prendere questo tizio. No, per prenderlo, un complicato piano, compreso l'acquisto di un "Action Kit" e la registrazione di un braccialetto con un ID su un sito web sono necessari. Ciò ha senso.

Coloro che vogliono "fermare Kony" devono indossare un braccialetto che riporta un codice unico che deve essere registrato su un sito. Ovviamente è necessario inserire informazioni personali.

Una volta che il braccialetto viene registrato, i membri possono collegarsi con il loro account di facebook, che manterrà traccia di tutte le azioni collegate a KONY. Il risultato finale è che ogni singolo membro di KONY 2012 sarà noto, identificato e facilmente tracciato - con informazioni aggiornate costantemente. Tutti questi dati verranno ovviamente registrati, controllati e immagazzinati. Inoltre i membri devono anche contribuire con "pochi dollari al mese" alla TRI, un'organizzazione il cui scopo ultimo è l'intervento militare americano in Uganda.

Il logo della TRI è un simbolo della pace capovolto. Nel simbolismo, un segno ribaltato significa l'opposto rispetto all'originale. In altre parole, la TRI è la guerra. La pace non comprende "equipaggiare" e "allenare" forze governative per combattere fazioni ribelli. Come scritto nel romanzo 1984, La guerra è pace, la libertà è schiavitù e l'ignoranza è forza.


Per supportare la causa e renderla popolare un gruppo di artisti e politici sono stati elencati, compresi Lady Gaga, Jay-Z, Rihanna, Oprah, George Clooney, Bono, etc. Mentre alcuni di loro potrebbero essere genuinamente preoccupati dei problemi in Africa, molti di loro sono delle pedine per promuovere questo piano.

Vedo il guerrafondaio George W. Bush qui? Il ragazzo che ha mentito al paese intero per attaccare l'Iraq per il suo petrolio e per i suoi affari? Hmm. Strano.


Dopo aver passato celebrità e emozioni, il risultato finale di questa campagna è semplice e immerso nella real politik: dal crollo della superpotenza rivale sovietica, le forze occidentali hanno cercato di controllare e far crollare i poteri regionali in tutto il mondo, principalmente nel terzo mondo. Uganda fa parte di questo piano. Come lo spettro di Bin Laden è stato usato per invadere l'Afghanistan, Kony viene usato per entrare in Uganda.

Il video mostra chiaramente quale sia lo scopo di questo "movimento": Truppe statunitensi che prendono il posto dell'esercito ugandese, nello stesso modo in cui è successo in Iraq, Libia e altri paesi negli ultimi anni.

In Conclusione

KONY 2012 è una campagna intelligentemente orchestrata per colpire i giovani di oggi, i futuri cittadini del mondo. Usando tecniche di ultima generazione e nuove tecnologie, la campagna è un primo tentativo di "ribaltare la propaganda", in cui l'agenda sembra essere scritta dalle persone. Usando le emozioni, i pensieri irrazionali e spiegazioni superficiali, KONY 2012 cerca di ingannare le persone ben intenzionate, che vogliono portare un cambiamento positivo nel mondo, ma che invece alimentano una gigantesca macchina di guerra. KONY 2012 sta cercando di cancellare la pratica dei bambini soldato o sta tentando di creare un nuovo tipo di bambini soldato?


15 marzo 2012

Il grafico europeo più spaventoso

Ieri in Italia il Minsitro alle Lacrime di Coccodrillo ha proposto che il lavoratore privato e quello pubblico senza contratto a tempo indeterminato possano contare su un assegno di disoccupazione di mille euro al mese per un periodo che va dai 12 ai 15 mesi a seconda dell'età. Inutile dire che una proposta del genere sia inconcepibile in un paese che ha una spesa pubblica fuori controllo e che è in recessione. L'aspetto meno confortane è però la filosofia che sta alla base di questo genere di proposte, che come le recenti e future bastonate fiscali, pretendono di risolvere problemi economici attraverso un ulteriore drenaggio di ricchezza dalle attività produttive e funzionanti (ovvero quelle che possono permettersi ancora di pagare le tasse) verso quelle attività che per motivi burocratici o peggio fiscali non fanno altro che disperdere ulteriori risorse (ovvero le aziende sull'orlo del fallimento o stritolate dai tentacoli del fisco). Invece di sancire il fallimento del modello sociale europeo, del welfare concesso arbitrariamente dallo Stato, con l'aumento dell'IVA si è arrivati a obbligare tutti gli italiani, dai più ricchi ai più poveri, un quarto del loro stipendio in tasse, che sommato alle altre tasse porta ogni italiano a lavorare sei ore su otto per l'apparato pubblico. Se nel settore privato i momenti di crisi si fronteggiano riducendo le spese e aumentando le ore di lavoro (burocrazia permettendo), i nostri tecnici ragionano diversamente sfornando a raffica leggi che aumenteranno, almeno nelle intenzioni, i ricavi, ovvero le tasse. Il grande motore economico europeo è ormai grippato, ma gli ingegneri sociali continuano a sottrarre olio dai piccoli propulsori privati per versarlo senza ritegno sui propri pistoni, incoscienti delle conseguenze ulteriori di questo comportamento. Se avete ancora qualche dubbio riguardo il fallimento del welfare europeo ecco le ultime buone novelle da zerohedge:


[*zh] L'ultima volta che abbiamo disegnato il grafico della disoccupazione giovanile nell'articolo che è stato chiamato "Il grafico europeo più spaventoso" eravamo sorpresi di constatare che la Spagna fosse messa addirittura peggio rispetto alla Grecia, il cui tasso di disoccupazione giovanile a quel tempo fosse migliore solmanete se comparato a quello degli... Stati Uniti. Fortunatamente seguendo l'ultimo aggiornamento economico della Grecia, è sicuro affermare che le cose sono tornate alla normalità, poiché il tasso di disoccupazione giovanile greco è il secondo in Europa, dopo quello spagnolo, a superare il 50%. In altre parole, il grafico europeo più spaventoso è diventato persino più spaventoso.


Quindi mentre l'economia greca è a brandelli, e va verso un altro ribasso del prodotto interno lordo e un collasso del settore finanziario, il suo tessuto sociale ha cominciato a crollare, considerato che il numero delle persone disoccupate fra gli 11 milioni di abitanti è del 41% più alto rispetto a un anno fa. Da Athens News:
Il tasso medio di disoccupazione del 2001 è saltato al 17,3% dal 12,5 dell'anno precedente, secondo i dati [...] I giovani sono stati particolarmente colpiti. Per la prima volta, più persone tra i 15 e i 24 anni sono senza lavoro rispetto a quelle che ne hanno uno. La disoccupazione in questa fascia d'età è aumentata fino al 51,1 per cento, il doppio rispetto a tre anni fa. I tagli ai bilanci imposi dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale imposti come condizioni per risolvere i problemi debitori del paese hanno causato un'ondata di bancarotte e fallimenti di aziende.
Quando i greci si chiederanno se ne è valsa la pena di distruggere completamente e assolutamente la loro società, solo per fingere che valga la pena di vivere come una colonia dell'Unione Europea, specialmente ora che i fondi pensione sono stati vaporizzati?

14 marzo 2012

L'Inflazione è l'aumento generale dei prezzi?

C'è una quasi completa unanimità tra gli economisti e i vari cronisti riguardo il fatto che l'inflazione consista in un generale aumento dei prezzi dei beni e dei servizi. Partendo da ciò è assodato che qualsiasi cosa che contribuisca all'aumento dei prezzi metta in moto l'inflazione. Una caduta della disoccupazione o una crescita nell'attività economica è visto come un potenziale innesco inflazionistico. Altri inneschi, come l'aumento nel prezzo dei beni o nei salari dei lavoratori, sono osservati allo stesso modo come potenziali minacce. Se l'inflazione consiste nel semplice aumento nei prezzi come voluto dal pensiero popolare, perché quindi è vista come una brutta notizia? Che genere di danni causa?


Gli economisti mainstream sostengono che l'inflazione causi speculazioni, che generano sprechi. L'inflazione, si sostiene, consuma anche i reali guadagni dei pensionati e dei dipendenti con un basso stipendio e causa una cattiva allocazione delle risorse. L'inflazione, si argomenta, mina anche la reale crescita economica. Perché un aumento generale dei prezzi colpisce solo alcuni gruppi di persone e non gli altri? In che modo l'inflazione porta alla cattiva allocazione delle risorse? Perché un aumento generale dei prezzi indebolirebbe la reale crescita economica? Se l'inflazione è innescata da diversi fattori come la disoccupazione o l'attività economica è certamente solo un sintomo e quindi non causa niente in quanto tale. Per scoprire cosa sia realmente l'inflazione dobbiamo stabilire la sua definizione. Ora, per stabilire la definizione di inflazione, dobbiamo stabilire come questo fenomeno è emerso. Dobbiamo tornare alle sue origini storiche.

L'Essenza dell'Inflazione

L'inflazione si è originata quando il regnante di una nazione, come un re, forza i suoi cittadini a consegnargli le loro monete in oro grazie al pretesto che una nuova moneta d'oro avrebbe rimpiazzato quella esistente. Durante il processo, il re falsificherebbe il contenuto delle monete d'oro mescolandolo con qualche altro metallo per poi restituirli le monete d'oro diluito ai cittadini. A proposito di ciò Rothbard ha scritto:
Tipicamente, la zecca fondeva e coniava nuovamente tutte le monete del regno, restituendo ai soggetti lo stesso numero di "pound" o di "marchi", ma con un peso più leggero. Le once d'oro e d'argento rimanenti venivano intascate dal Re e usate per pagare le sue spese.
Per via della diluizione delle monete d'oro, il regnante poteva ora coniare un maggior numero di monete e intascare a suo uso le monete extra che venivano coniate. Ciò che veniva presentato come una moneta di oro puro era in realtà una moneta di oro diluito. L'aumento nel numero di monete causato dalla diluizione delle monete d'oro è tutto ciò che riguarda l'inflazione. Come risultato dell'aumento del numero di monete mascherate da valuta in oro puro, i prezzi in termini di monete ora aumenteranno (più monete vengono scambiate per un determinato numero di beni). Si noti che ciò che abbiamo è un'inflazione di monete, ovvero un'espansione di monete. Come risultato di questo processo, il regnante può intraprendere uno scambio fra niente e qualcosa (egli può dirottare risorse dalle tasche dei cittadini alle sue). Si noti anche che l'aumento dei prezzi in termini di moneta deriva dall'inflazione delle stesse. Si osservi comunque che è l'aumento di monete causato dalla diluizione che permette il trasferimento di risorse verso il re e non l'aumento dei prezzi in quanto tale.


Nel gold standard, la tecnica di abusare del mezzo di scambio è diventata molto più avanzata attraverso l'emissione di carta moneta non coperta dall'oro. L'inflazione significa quindi un aumento del numero di ricevute per l'oro per via delle ricevute che non sono sostenute dall'oro ma comunque mascherate come le vere corrispondenti del vero denaro. Il proprietario delle ricevute non supportate può ora intraprendere scambi di niente in cambio di qualcosa. Come risultato dell'aumento del numero delle ricevute (inflazione delle ricevute) si verifica ora un aumento dei prezzi. Si osservi che l'aumento dei prezzi si sviluppa per via dell'aumento delle ricevute cartacee che non sono supportate dall'oro. Inoltre, ciò che abbiamo è una situazione in cui la distribuzione delle ricevute cartacee non supportate trasferiscono beni reali senza che essi contribuiscano alla reale produzione di beni. Nel mondo moderno, il denaro vero non è più oro ma denaro cartaceo; l'inflazione in questo caso consiste nell'aumento della quantità di denaro cartaceo.


Si osservi che non affermiamo, come fanno i monetaristi, che l'aumento nell'offerta di denaro causi l'inflazione. Ciò che affermiamo è che l'inflazione è l'aumento nell'offerta di denaro. Si noti che l'aumento nell'offerta di denaro muove una serie di scambi di niente in cambio di qualcosa. Essi trasferiscono i finanziamenti reali da chi crea ricchezza verso chi possiede il denaro appena creato. Questo è ciò che causa la cattiva allocazione delle risorse, non l'aumento dei prezzi in quanto tale. Le entrate reali dei creatori di ricchezza crollano, non per via dell'aumento generale dei prezzi, ma per via degli aumenti nell'offerta di denaro. Quando il denaro si espande, vale a dire, creato dal nulla, i proprietari del denaro appena creato può trasferire i beni verso di loro senza che diano alcun contributo alla produzione di beni. Come risultato, i creatori di ricchezza che hanno contribuito alla produzione di beni scoprono che il potere d'acquisto del loro denaro è crollato, poiché sono rimasti meno beni lasciati in riserva ed essi non possono esercitare completamente loro pretese sui beni finiti, poiché questi beni non si trovano più lì.


Una volta che i produttori di ricchezza hanno meno risorse reali a loro disposizione, questo ovviamente penalizza la produzione di ricchezza reale. Come risultato, la crescita economica reale viene messa sotto pressione. L'aumento generale dei prezzi, che segue l'aumento nell'offerta di denaro, porta solo a un'erosione della ricchezza reale. I prezzi che aumentano da soli comunque non causano questa erosione. Ugualmente è l'inflazione monetaria, e non l'aumento dei prezzi, che erode i guadagni reali dei pensionati e dei lavoratori a basso stipendio. Come da regola, essi sono gli ultimi a ricevere denaro, e spesso vengono chiamati "gruppo dallo stipendio fisso". Secondo Rothbard:
Chi soffre in particolare saranno quelli che dipendono da contratti con un salario fisso - contratti stipulati prima dell'aumento inflazionistico dei prezzi. I beneficiari di assicurazioni sulla vita e i beneficiari di rendite, i pensionati che vivono della loro pensione, i proprietari terrieri con prestiti a lungo termine, gli obbligazionisti e altri creditori, coloro che detengono i contanti, tutti dovranno pagare le conseguenze dell'inflazione. Essi saranno quelli che verranno "tassati".
L'inflazione può emergere mentre i prezzi rimangono invariati?

Ora, con tutte le altre cose rimangono che uguali, se con una data scorta di merce avviene un aumento nell'offerta di denaro, questo significa che una maggior quantità di denaro verrà scambiata con una data scorta di merce. Ovviamente, quindi, il potere d'acquisto del denaro crollerà, vale a dire, i prezzi dei beni stanno per aumentare (più denaro cartaceo per un'unità di merce). In questo caso l'aumento generale nei prezzi è associato all'inflazione, vale a dire con l'aumento di denaro cartaceo. 


Ma ora considerate il caso seguente: il tasso di crescita del denaro è in linea con quello dei beni. Conseguentemente, i prezzi dei beni in media non cambiano. Abbiamo inflazione oppure no? Per molti economisti, se un aumento dell'offerta di denaro è esattamente collegata all'aumento della produzione di beni, questo è bene, perché non c'è stato nessun aumento nei prezzi generali e quindi non è emersa alcuna inflazione. Noi affermiamo che questo modo di pensare è sbagliato: c'è stata inflazione, vale a dire, l'offerta di denaro è aumentata. Questo aumento non può essere slegato dal corrispondente aumento nella produzione di beni e servizi. Per esempio, una volta che un re ha creato più denaro diluito che maschera da monete di oro puro egli è in grado di cambiare niente per qualcosa indipendentemente dal tasso di crescita della produzione di beni. Senza riguardo verso come si comporta la produzione di beni, il re sta ora intraprendendo degli scambi di niente per qualcosa, vale a dire, trasferendo risorse verso di lui senza pagare niente in cambio. Il trasferimento è reso possibile per via dell'aumento del numero delle monete causata dalla diluizione delle monete d'oro, ovvero, l'inflazione del denaro. 


La stessa logica si può applicare all'inflazione da denaro cartaceo. Il cambio di niente per qualcosa che l'espansione del denaro dal nulla mette in moto non può essere slegato da un aumento nella produzione di beni. L'aumento nell'offerta di denaro, vale a dire, l'aumento nell'inflazione, mette in moto tutti gli effetti collaterali negativi causati dalla stampa di denaro, compresa la minaccia di un ciclo di espansione e contrazione, senza interesse verso la produzione di beni. Secondo Rothbard:
Il fatto che i prezzi generali fossero più o meno stabili durante gli anni Venti ha mostrato a molti economisti che non c'era alcuna minaccia inflazionistica, e quindi gli eventi della grande depressione li hanno presi completamente di sprovvista.
Un aumento nella moneta-merce causa l'inflazione?


Articolo di Frank Shostak per Mises.org.

É ora di investire in oro e argento?

Se credete che lo Stato risolverà tutti i nostri problemi, che l'applicazione delle teorie di Keynes è un toccasana per l'economia e che le attuali difficoltà economiche siano causate dal turbocapitalismo saltate a piedi pari questo articolo e dedicatevi alla lettura di quest'altro sito. Se invece pensate che il modello sociale europeo sia ormai fallito e che gli Stati stiano procrastinando il funerale solo per salvare il salvabile vi consiglio la lettura dell'articolo di Jeff Clarke per Casey Research. Il libero mercato in Italia è costantemente visto come un accessorio collaterale, che viene chiamato in causa solamente quando si tratta di privatizzare i guadagni o di trovare un capro espiatorio per i fallimenti delle politiche economiche. In un contesto in cui a breve quasi un quarto dei vostri guadagni, indipendentemente dal reddito e dalla posizione, vi verrà tolto dalle tasche è necessario attrezzarsi per evitare di trovarsi in braghe di tela. Buona lettura.


Possedete abbastanza oro e argento per quello che ci aspetta? Se il 10% del vostro patrimonio investito totale (ovvero, escludendo il patrimonio netto esclusa la residenza primaria) non sono in diverse forme di oro e argento, noi del Casey Research pensiamo che il vostro portafoglio sia a rischio. Dopo aver parlato alla conferenza di Cambridge House lo scorso mese e parlando con molti partecipanti, sono tornato convinto che molti investitori ricadono in una di queste due categorie: coloro che hanno un'abbondanza di oro e argento (che tendono ad essere in forma fisica) o coloro che non ne hanno o ne hanno poco. Mentre entrambi i gruppi necessitano di diversificare, sono un po' preoccupato riguardo il secondo gruppo. Ecco il motivo.


Indipendentemente da ciò che si pensa accadrà nel resto di questo decennio, una cosa sembra virtualmente certa: il valore del denaro cartaceo sarà influenzato, forse in modo drammatico. Anche se l'economia dovesse scivolare in una fase deflazionistica, questo non durerà a lungo. Una Fed nel panico comincerebbe a stampare a grande ritmo e causerebbe una selvaggia crescita dei prezzi. Questo è il motivo per cui siamo convinti che la diluizione della valuta non solo continuerà, ma accelererà. Diamo un'occhiata a ciò che è successo al valore della nostra moneta rispetto all'aro, dopo aver contabilizzato la perdita del potere d'acquisto.


Sia il dollaro statunitense che quello canadese, dopo aver aggiustato il rispettivo indice dei prezzi al consumo, hanno perso un quarto del loro potere d'acquisto solo dal 2000. Contemporaneamente il dollaro ha aumentato radicalmente il proprio potere d'acquisto, sorpassando di gran lunga gli effetti dell'inflazione. Questa è la ragione principale per cui sono convinto che dovremmo tenere i nostri risparmi in oro e argento piuttosto che in dollari. Diamo una breve occhiata a come l'oro e le riserve d'oro potrebbero comportarsi se l'economia dovesse volgersi al peggio.


E se entrassimo in recessione o in depressione?


Profezie di Mayan a parte, molti dei nostri relatori del mese scorso, compresa la maggior parte del personale dirigente Casey, crede che la pressione economica, monetaria e fiscale raggiungeranno il culmine quest'anno. La costruzione massiccia del debito globale, continuata da una spesa pubblica senza remore, e la mancanza
di una leadership politica non permette di cambiare nessuno di questi punti. Cosa accadrà ai nostri investimenti se dovessimo entrare in un'altra recessione oppure - gulp - in un'altra depressione? Ecco una fotografia aggiornata del prezzo dell'oro durante ogni recessione del 1955.




Chiaramente non si può dedurre che l'oro si comporterà male durante una recessione. Persino nel crollo del 2008, l'oro ha terminato l'anno con un guadagno del 5%. E con la svalutazione della moneta che abbiamo affrontato da quel giorno, sembra più probabile che l'oro crescerà in ogni contrazione economica piuttosto che il contrario. Quindi, se la risposta di un governo a una recessione consiste nello stampare un maggior numero di moneta, i metalli preziosi saranno una risorsa critica da possedere. Anche se il prezzo dell'oro dovesse rimanere costante o scendere quest'anno, il CPI non lo farà. Il potere d'acquisto invariato dell'oro è il motivo per cui noi possediamo questo metallo. Che ne dite delle riserve d'oro?




Nonostante i disastrosi anni 70, che hanno sofferto la stagflazione, il controllo dei prezzi, tre recessioni e la guerra del Vietnam, i produttori d'oro hanno guadagnato il 600%, mentre l'indice S&P è rimasto praticamente fermo. E questo comprende un 65% di svendita , come abbiamo visto nel 2008. Per essere chiari, le riserve di oro e argento non saranno immuni alle vendite se una recessione o peggio colpirà la nostra industria. Ma alla fine, siamo convinti che avranno ragione. Non perdete la pazienza o la fiducia nei vostri investimenti aurei. Ciò che accade in un breve periodo è solo un capitolo del libro del mercato, e pensiamo che sarete felici quando l'ultimo di questi capitoli sarà scritto.

13 marzo 2012

Deflazione: la migliore amica di uno studente

Nonostante gli isterici avvertimenti dei banchieri centrali riguardo i gravi mali della deflazione, degli economisti mainstream e degli esperti finanziari, ogni giorno gli insegnamenti austriaci ci ricordano che i prezzi in discesa sono un vantaggio per i consumatori e una manifestazione della crescente prosperità economica. Infatti, come ho sostenuto altrove, un declino secolare nei prezzi globali è un naturale e benigno risultato di un'economia capitalista dinamica e in crescita, che opera in un contesto genuino di gold standard. A differenza del corso legale regolato dalle banche centrali, un sistema con una moneta-merce governata dalle forze del mercato incoraggia l'accumulo di capitale necessaria a finanziare le innovazioni imprenditoriali che riducono i costi di produzione, espandono le scorte di prodotti e abbassano i prezzi. Ho anche discusso una recente ricerca empirica che ha mostrato che non ci sia correlazione tra deflazione e depressione. La linea conclusiva è, con tutte le altre cose uguali, i prezzi più bassi sono meglio per i consumatori rispetto a quelli più alti, e più basso è meglio è, perché lo scopo di un'economia è di servire i consumatori. Come ha espresso una volta Murray Rothbard durante una lezione, "voglio che tutti i prezzi scendano a un nichelino".


L'ultimo esempio delle conseguenze benigne della diminuzione dei prezzi per il benessere dei consumatori può leggere nel libro di testo di mercato, in cui Flat World Management ha introdotto una nuova pubblicazione e un modello di distribuzione per i testi universitari. L'azienda pubblica libri di testo in molti campi diversi e ha recentemente pubblicato un nuovo libro di management strategico scritto con i professori di economia Dave Ketchen dell'Università di Auburn e Jeremy Short dell'Università dell'Oklahoma. Il libro di testo, Mastering Strategic Management, è stato pubblicato alla fine del dicembre 2011 ed è disponibile gratis online. Può essere scaricato nella versione per iPad a 35 dollari, mentre la copia cartacea in bianco e nero è acquistabile allo stesso prezzo e a colori per 60 dollari. Nel frattempo, uno dei principali testi di strategic management, Crafting and Executing Strategy: The Quest for Competitive Advantage scritto da due professori dell'Università dell'Alabama, è disponibile a 175 dollari! Un altro vantaggio competitivo del testo di Ketchen/Short sono le tecniche di apprendimento visivo incluse dagli autori, che hanno precedentemente collaborato alla pubblicazione di libri di testo sullo stile delle graphic novel.


Restando fedele alla sua disciplina, Ketchen esalta le virtù della competizione e della diminuzione dei prezzi per i consumatori:
I libri di testo sono ridicolmente troppo cari in molti casi... Noi volevamo creare un buon libro per gli studenti universitari che potesse essere letto gratis. Per me è l'Iron Bowl (la partita di football storica che oppone Auburn con Alabama) che entra nell'arena dei libri di testo e ho intenzione di prendermi i loro soldi del pranzo. 
Ora bisogna stare molto attenti a non dedurre da questo esempio che ogni nuove tecnologia è automaticamente conveniente dal punto di vista commerciale e che il suo utilizzo migliori sempre l'efficienza e porti un profitto. Infatti, scegliere tra una varietà di nuove e mai provate tecniche di produzione è una questione di scaltre valutazioni imprenditoriali sulle condizioni future del mercato e richiede un'attenta allocazione dello scarso capitale finanziario e delle risorse reali. Impiegare i media digitali in una tecnica di produzione innovativa non garantisce automaticamente successo rendendo improvvisamente le risorse gratuite e infinitamente riproducibili. Investire nei media digitali, volenti o nolenti, risulterà in risorse sprecate e sarà severamente punito dal mercato come ogni altra decisione impulsiva. Nell'esempio sopra, la Flat World Management sta speculando sul fatto che i libri di testo gratis online saranno largamente adottati e che gli studenti percepiranno il download su iPad e le copie cartacee del testo come complementi della versione gratuita, stimolando l'alto volume di domanda per le versioni che producono reddito. Se questo modello si dimostra di successo, prevedo la possibilità di una joint venture con Apple poiché l'iPad sarà un importante complemento la cui domanda crescerà.


Articolo di Joseph Salerno per The Circle Bastiat

12 marzo 2012

La Teoria Austriaca del Ciclo Economico

Nel video che segue Thomas Wood ci fornisce una breve panoramica della Teoria Austriaca del Ciclo Economico, o più semplicemente, degli aspetti che creano i boom economici e gli inevitabili seguenti crolli.




"Ciò che Hayek dimostra nel suo importante scritto del 1930, è che i tassi di interesse giocano effettivamente un ruolo nel sistema economico, non sono semplici numeri arbitrari. Essi hanno una funzione coordinante -- quando risparmiamo di più, e i tassi di interesse di conseguenza diminuiscono, è il momento perfetto in cui le imprese devono produrre beni e intraprendere progetti che porteranno i loro frutti nel futuro. Pensare semplicemente di creare più denaro e di buttarlo nel sistema bancario mantenendo i tassi di interesse bassi, non è una soluzione a una fase di depressione, bensì la causa stessa di questa depressione".


P.S.: il progetto dell'Istituto Von Mises Italia continua a gonfie vele, se non l'avete ancora fatto aggiungetelo ai vostri feed o a facebook. A questo link potete trovare l'ultimo articolo di Svolte Epocali sul Trading ad alta frequenza.

07 marzo 2012

Responsabilità e Proprietà Privata

Risulta sempre interessante spiegare quali siano i benefici della libertà, della proprietà privata e del libero mercato attraverso esempi tratti dalla vita quotidiana a coloro che pensano che lo Stato debba essere una balia pronta a risolvere qualsiasi genere di problema. L'articolo che segue, scritto da David Greenwald, la cui traduzione completa è disponibile su L.V. Mises Italia, è un valido contributo per perseguire questo obiettivo e risulta anche interessante dal punto di vista educativo.


In una recente conversazione riguardante il riscaldamento globale, il mio interlocutore, un vecchio amico che è professore di scienze Nord Americane presso una facoltà tedesca, ha opinato che i climatologi sarebbero degli "irresponsabili" se contraddicessero la versione ufficiale secondo cui il cambiamento climatico sarebbe un disastro per la razza umana se non venissero tirate le redini dell'industria capitalista. Questo mi ha fatto pensare al significato della parola "responsabilità" e come viene utilizzata nel linguaggio di tutti i giorni.


Essendo io stesso un insegnante, per prima cosa ho pensato a come viene utilizzata dai docenti nei confronti degli studenti. Molto spesso essa acquisisce semplicemente il sinonimo di obbedienza: uno studente è irresponsabile se non segue le direttive dell'insegnante. Mi sembra lo stesso significato con cui il mio amico stava usando questa parola. Secondo il suo punto di vista, la posta in gioco per l'umanità è semplicemente troppo alta affinché la comunità scientifica possa tollerare qualsiasi genere di dissenso riguardo il cambiamento climatico. La questione è stata risolta da un plebiscito di scienziati governativi. Tutti i climatologi "responsabili" erano completamente d'accordo su ciò e coloro che hanno osato sfidare l'ortodossia erano colpevoli di una violazione dell'etica professionale. Webster definisce la responsabilità come la qualità o lo stato d'essere "soggetto ad essere chiamato in causa come la causa primaria, il motivo o l'agente" di una particolare azione o circostanza. Quando viene identificato con l'obbedienza o la sottomissione, il concetto diventa contraddittorio: uno non può essere la causa primaria, il motivo o l'agente di un'azione che uno è stato costretto a commettere dai propri superiori, come il cliché a discolpa degli ufficiali nazisti ("Stavo solo seguendo gli ordini!") suggerisce.


La responsabilità significa che si è responsabili delle proprie azioni, ma ciò è impossibile se l'autorità che prende le decisioni non coincide con l'agente stesso. Nel suo senso completo, la responsabilità significa l'accettazione da parte dell'agente del completo peso delle sue responsabilità, una consapevolezza che non può essere scaricata, per così dire, ma egli da solo deve sopportare il peso morale delle conseguenze della sua azione. Una società con dei cittadini responsabili, quindi, non è una in cui le masse giocano a seguire il leader; piuttosto, è una in cui, come regola, l'individuo non compie nessun tentativo di scaricare la responsabilità delle proprie decisioni a qualcun altro, e nemmeno afferma il diritto di altri nell'alleviarlo da ciò. La responsabilità è inoltre associata a qualità come la maturità, l'autocontrollo e l'autonomia intellettuale, mentre si scontra con la dipendenza, la sottomissione e la conformità sociale. Per questo motivo nella filosofia libertaria i concetti di libertà e responsabilità vanno necessariamente a braccetto, e perché Viktor Frankl ha affermato che la Statua della Libertà di New York dovrebbe essere compensata da una Statua della Responsabilità in California.


Questo solleva un'interessante questione: come fanno esattamente le persone ad imparare ad essere responsabili? La psicologia comportamentale offre una perspicace risposta. L'esempio paradigmatico, che ho incontrato per la prima volta durante la formazione degli insegnanti circa 20 anni fa, è il modo in cui i genitori effettivamente insegnano ai propri figli ad essere responsabili con la più vilipesa di tutte le risorse, il denaro. Questo esempio mi ha impressionato molto prima di sapere cosa fosse il libertarismo, e mi ha preparato alle teorie concettualmente più inebrianti dell'economia Misesiana e dell'anarchismo Rothbardiano.  Essendo semplice, universale e molto umana, in diverse occasioni mi ha aiutato a persuadere alcuni dei miei conoscenti più di sinistra nell'ammorbidire la loro posizione nei confronti del libero mercato.


Allenamento di Responsabilità


Secondo la psicologia comportamentale, i genitori che impartiscono ai figli lezioni difficili e talvolta dolorose riguardo la responsabilità finanziaria sono coloro che spesso creano situazioni in cui prima i bambini prendono decisioni riguardo il denaro e poi ne subiscono le conseguenze. I genitori devono, in altre parole, iscrivere i loro piccoli tesori alla scuola dei duri. Per fare questo bisogna fissare tre condizioni e seguire rigidamente:




  1. I bambini devono ricevere una paghetta periodica, precisamente quantificata. (L'ammontare deve essere sufficiente a coprire tutte le spese regolari e ricorrenti, ad esempio i soldi per il pranzo scolastico, più forse uno o due modesti lussi appropriati per l'età, come un gioco nuovo o un viaggio alla gelateria)
  2. I bambini devono avere la libertà di spendere i soldi senza condizioni, interferenze da parte dei genitori o punizioni a fatto compiuto (stiamo supponendo che a un bambino di sei anni non venga data una somma sufficiente affinché compri cocaina, armi semiautomatiche, ecc.)
  3. Quando i soldi sono finiti, sono finiti - tutto il piagnucolare, il brontolare e i giocattoli lanciati devono essere trascurati.
Queste tre condizioni sono tutte essenziali per il successo del programma, come molti esasperati padri e madri hanno scoperto. Il motivo è semplice: imparare ad essere responsabili comporta sia il pieno controllo di una risorsa (possesso) che dei chiari e definiti limiti naturali (costo opportunità). Se il possesso è assente, il bambino non imparerà la responsabilità finanziaria perché le decisioni riguardo l'allocazione del denaro non saranno completamente sue; senza il costo opportunità le decisioni di spesa del bambino, sebbene forse completamente sue, non produrranno alcuna conseguenza da cui potrà imparare niente.


L'applicabilità di questo stratagemma pedagogico alla naturale evoluzione morale di una società diventa chiaro quando viene inserito in un contesto di un mercato funzionante senza ostacoli in un quadro chiaramente stabilito di diritti inviolabili (legalmente) di proprietà individuale. Se al figlio del nostro esempio viene data una paghetta appropriata al proprio stadio di sviluppo, in un mercato libero ogni cittadino riceve una remunerazione commisurata al suo contributo alla produzione economica. Come il bambino è libero di spendere il proprio denaro come preferisce, allo stesso modo il cittadino è libero di disporre dei propri guadagni in qualsiasi modo sceglie, che sia un imprenditore, un investitore o un consumatore. E infine, nello stesso modo in cui il bambino è stato costretto, non dall'intervento di una figura autoritaria, ma dalla limitatezza dei suoi guadagni e dal bisogno di considerare i risultati e fare scambi, allo stesso modo il membro adulto di una società libera deve imparare a fare calcoli simili e compromessi quando si trova di fronte ai limiti delle sue risorse e dai confini tra la sua proprietà e quella dei suoi vicini.


Questi, quindi, sono i pre-requisiti per poter inculcare il concetto di responsabilità ai giovani e in maniera più estesa, per la proliferazione della responsabilità all'interno della società. Come quei cespugli di rose la cui crescita richiede sia il suolo che l'impalcatura, la responsabilità ha poche possibilità di svilupparsi completamente senza la libertà di negoziare e prendere decisioni autonomamente all'interno di un contesto di vincoli benigni (non coercitivi).


06 marzo 2012

L'Irrazionale come Oggetto della Cognizione

"La caratteristica di questo periodo di guerre distruttive e di disintegrazione sociale è la rivolta contro l'economica". Così scrive Ludwig Von Mises nella sua più completa difesa del metodo e della portata della scienza economica, ovvero il testo "Epistemological Problems of Economics". La citazione risale agli anni Trenta ma, come tutti gli insegnamenti della Scuola Austriaca, è incredibilmente attuale. In questo trattato egli argomenta che il principale errore dello statalismo, del socialismo, del protezionismo, del razzismo può essere trovato nella rivolta contro la logica economica. Questa identificazione è valida anche oggi, tant'è che quotidianamente sentiamo banchieri, politici e intellettuali che continuano a sostenere che la realtà è qualcosa di cui non devono preoccuparsi e preferiscono motivare le loro scelte scellerate appellandosi al "bene comune" o ad altri feticci che a rotazione vengono utilizzati da ormai quasi un secolo. Al momento della stesura di questo trattato la visione classica dell'economia come una scienza deduttiva e basata sul libero mercato veniva progressivamente corrotta dal positivismo e dalla programmazione centralizzata, prendendo una strada verso l'autodistruzione dell'essere umano in quanto creatura razionale e individuale da cui oggi è sempre più difficile deviare. La grande maggioranza degli economisti e dei sociologi è completamente all'oscuro dei contributi di Mises all'epistemologia delle scienze e pensa di poter tranquillamente trascurare queste pietre miliari. É tranquillamente possibile ignorare un pensatore, sebbene della sua portata, ma i problemi sociali rimarranno invariati o addirittura saranno destinati a peggiorare. L'articolo che segue è un estratto del trattato ed è pubblicato anche su Ludwig Von Mises Italia. Buona lettura.


Tutti i tentativi della spiegazione scientifica possono al massimo avere successo nello spiegare i cambiamenti in qualcosa di dato. Ciò che è prestabilito è inspiegabile. É semplicemente così. Per questo rimane incompreso per noi. É l'irrazionale, ciò che il ragionamento non può esplicare, quello che i concetti non sono in grado di cogliere senza lasciare qualcosa di non ancora spiegato. Per la scienza dell'azione umana, le valutazioni e gli obiettivi dello scopo ultimo a cui gli uomini mirano costituiscono l'ultimo dato e non si è in grado di andare oltre. La scienza può registrare e classificare i valori, ma non può spiegare quello che li può definire come valori che devono essere riconosciuti come corretti o condannati come perversi. La comprensione intuitiva dei valori attraverso le facoltà intellettive non costituisce ancora una "spiegazione". Tutto ciò che cerca di fare è di vedere e stabilire quali siano i valori in un determinato caso e niente di più. Nei casi in cui lo storico cerca di andare oltre questo confine, diventa un apologeta o un giudice, un agitatore o un politico. Egli abbandona la sfera della riflessione, indagando la sfera teoretica e entra nell'arena dell'azione umana.


La scienza appartiene interamente al dominio della razionalità. Non può esistere una scienza dell'irrazionale tanto quanto non possa esserci una scienza irrazionale. L'irrazionale è al di fuori del campo del ragionamento umano e della scienza. Quando confrontati con l'irrazionale, il ragionamento e la scienza non possono che registrare e classificare. Essi non sono in grado di penetrare più "profondamente", nemmeno con l'aiuto della "comprensione". Infatti il criterio dell'irrazionale consiste nel non poter essere pienamente compreso dal ragionamento. Ciò che siamo in grado di dominare completamente con la ragione non appartiene più alla sfera irrazionale. L'esempio più puro dell'irrazionale come oggetto dell'attività scientifica si può trovare in ciò che viene chiamato Kunstwissenschaft [1]. La Scienza dell'Arte non potrai mai essere più che la storia dell'arte e degli artisti, delle tecniche, dei soggetti e dei temi trattati dall'arte e delle idee che la governano. Non c'è una teoria universalmente valida dell'artistico, dei valori estetici o del'individualità artistica. 


Ciò che gli scrittori d'arte scrivono a riguardo, che si tratti di una lode o di una condanna, esprime solo la loro personale esperienza relativa al lavoro artistico. Possiamo chiamarla "comprensione", ma, per quanto possa andare oltre l'accertamento dei fatti irrazionali del caso, in definitiva non si tratta di scienza. Colui che analizza un opera d'arte, la scompone nel senso stretto della parola. La precisa qualità estetica, comunque, è efficace solo nel lavoro completo, non nelle sue parti. Un'opera d'arte è un tentativo di sperimentare l'universo come un tutt'uno. Non si può analizzare e sezionare in parti e commentarle senza distruggere il suo significato intrinseco. La Kunstwissenschaft, quindi, non può fare altro che costeggiare i frammenti dell'arte e le opere d'arte. Non può mai afferrare il significato dell'arte in quanto tale. Questa disciplina tuttavia può sembrare indispensabile a molti perché fornisce un accesso al godimento delle opere d'arte. Negli occhi degli altri può essere vestita da una speciale dignità riflessa dallo splendore degli oggetti d'arte stessi. Altri ancora dicono che non potrà mai avvicinarsi al concetto specifico di arte. Anche questo è vero, sebbene non si sia giustificati a guardare dall'alto in basso la storia dell'arte e i suoi storici.


La posizione della scienza nei confronti dei valori che regolano l'azione umana non è diversa da quella da adottare nei confronti dei valori estetici. Anche in questo caso la scienza non può fare altro che registrarli e, al massimo, classificarli. Tutto ciò che può ottenere con l'aiuto del "pensiero"si riferisce a quei mezzi utili alla realizzazione di valori, brevemente, al comportamento razionale degli uomini che mirano ai loro fini. A riguardo di questo aspetto la storia e la sociologia fondamentalmente non sono diverse. La sola distinzione tra le due è che la sociologia, in quanto scienza teoretica, si sforza di trovare leggi universalmente valide per un comportamento razionale mentre la storia, impiegando queste leggi, presenta il corso temporale delle azioni umane. L'argomento della storia è il dato storico nella sua individualità. Essa deve trattarlo con i mezzi forniti dalla teoria, ma fintanto che non oltrepassa i suoi limiti e tenta di prescrivere valori, la storia non può esaurire l'individualità del dato persino con l'aiuto della "comprensione". 


La storia, se si insiste, può essere definite come la scienza dell'irrazionale, ma non bisogna dimenticarsi che è in grado di avere accesso all'irrazionale solo grazie ai mezzi della scienza razionale. Nel momento in cui questi mezzi falliscono, la storia non può riuscire che nell'accertamento di fatti irrazionali del caso attraverso la comprensione empatica. La comprensione non spiega l'individuo, la sua persona o i valori in una data esperienza, perché non coglie il loro significato quando vengono concepiti. Essa li scorge semplicemente. Quindi, per quanto riguarda la comprensione, non ci può essere alcun progresso nelle scienze storiche, nel senso in cui vi è progresso nelle scienze naturali o nella sociologia.


Ci sono progressi nelle scienze storiche solo nella misura in cui la comprensione è coinvolta, ad esempio per quanto riguarda il miglioramento nel trattamento delle fonti e in una più funzionale cognizione sociologica ora ci permettono di cogliere il significato degli eventi meglio di quanto non fosse possibile in precedenza. Oggi, per esempio, con l'aiuto della teoria economica siamo in grado di comprendere gli eventi della storia economica sotto una luce diversa da quella del passato. Comunque, la storia deve essere ripetutamente riscritta perché gli elementi soggettivi che emergono col passare del tempo e i cambiamenti continui nelle personalità aprono nuovi punti di vista nella comprensione. Questo elemento soggettivo, che viene sempre mischiato con la comprensione, è responsabile del fatto che la storia può essere riscritta in una varietà di punti di vista. C'è una storia della Riforma scritta dal punto di vista cattolico e una dal punto di vista protestante. Solo chi fallisce nel riconoscere le differenze fondamentali che esistono tra l'ideologia e la comprensione, tra la sociologia e la storia, sarà incline a supporre che queste differenze esistono anche nella sfera della sociologia e nel mettere in contrasto una sociologia tedesca con una inglese o una teoria economica proletaria con una borghese.

Note
[1] Il termine tedesco Kunstwissenschaft, che viene usato nella versione originale, sta ad indicare una disciplina che tratta sia la storia dell'arte che le valutazioni estetiche della stessa.