15 febbraio 2006

Dopo la mucca, la follia del pollo

(fonti: http://it.health.yahoo.net)

Ormai non si parla d’altro; non solo i media ma anche le istituzioni non fanno altro che ripetere che l’attenzione nei confronti del problema è massima. Alcuni medici, tra cui Tom Jefferson del Cochrane Vaccines Field, sono critici di fronte a questo allarmismo imperante. “Ci sono già state epidemie di influenza aviaria in passato e sono state contenute dai veterinari. Questo gran baccano mi lascia molto perplesso, e puzza di montatura”, ha dichiarato Jefferson. Gli infettivologi sono sicuri nell’affermare che in Italia non c’è motivo di essere preoccupati. Le carni dei polli sono sane perché i veterinari stanno facendo un ottimo lavoro. In ogni caso il virus ha contagiato l’uomo solo nel sud est asiatico (meno di cento i casi segnalati negli ultimi tre anni); i contagiati sono stati quasi tutti allevatori i quali, però, lavoravano in condizioni igenico sanitarie assolutamente lontane dagli standard che vengono rispettati dagli allevatori italiani. Roberto Manfredi, della Sezione di Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi, ha dichiarato in un’intervista che “dal 1997 non si importano più né polli né uova da altri paesi. Se si dovesse verificare, come è successo in Turchia e in Romania, che si segnalino dei casi di polli infetti, in quel caso tutti gli animali saranno soppressi. Già queste misure ci devono rendere tranquilli. Se poi si dovessero verificare dei casi di uomini infettati dal virus H5N1, ma ricordiamo che ad oggi ci sono stati solo un centinaio di casi al mondo, le nostre strutture saprebbero far fronte all'emergenza”.

Riporto alcune domande relative all'argomento:
  • Il virus può trasmettersi all’uomo?
    Sì, ma è un evento raro. In genere si verifica quando c'è uno stretto contatto tra gli uomini e i volatili vivi infetti.
  • A oggi, ha senso per la popolazione italiana fare il vaccino contro l'influenza come misura precauzionale?
    A oggi, non ci sono dati sufficienti per consigliare il vaccino antinfluenzale a tutta la popolazione. Come per gli scorsi anni, resta consigliabile per i bambini con problemi di salute, gli anziani sopra i 65 anni e i malati cronici, e a chi è esposto a un elevato rischio professionale. L’unico vaccino sicuramente efficace è quello che verrà preparato con il virus che può trasmettersi da uomo a uomo. Al momento attuale non sono disponibili vaccini, per uso umano, contro il ceppo H5N1
  • Ci sono dei rischi a mangiare carne di uccelli malati?
    I virus dell'influenza aviaria si trasmettono per via respiratoria. Non sono mai stati registrati contagi per via alimentare. Il virus, comunque, è inattivato dal calore per cui non ci sono rischi a consumare carne di pollo cotta. E' stato stabilito che i virus dell'influenza sono uccisi da temperature intorno ai 70°C. In un pollo crudo l’eventuale virus non è più presente dopo circa 48 ore, anche se nelle feci può essere isolato per periodi fino a 4 settimane.

Un possibile e plausibile rischio di diffusione dell’infezione potrebbe derivare dall’uso come fertilizzanti delle feci di pollame non adeguatamente trattato. Da un estratto di un post dal blog di Beppe Grillo: "Il virus dell’influenza aviaria, l’H5N1 siamo noi, lo abbiamo creato noi, con l’industria della carne, con la parificazione della vita animale a merce, con miliardi di polli stipati e destinati a vivere per soli tre mesi, ingurgitando antibiotici per non ammalarsi, con il becco tagliato per non beccare gli altri polli. Animali impazziti."

Sito con tutte le informazioni sull’H5N1

1 commenti:

vincenzo ha detto...

Peccato che scopro il tuo blog solo ora...

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