31 marzo 2006

Il Padre Fondatore

Questa sera vi voglio raccontare una storia, una bella storia:

Questa storia ha come protagonista un senatore della repubblica, colui che, mosso dai suoi profondi principi di giustizia e di uguaglianza, nel 1993 ha fondato Forza Italia per conto di Berlusconi. Una persona colta, soprattutto sul fatto, come disse Montanelli. Questa persona si chiama Marcello Dell'Utri. Ecco il suo curriculum vitae:

Nel 1967 a Palermo, opera come direttore sportivo, presso l'Athletic Club Bacigalupo; durante questa esperienza, per sua esplicita ammissione, conosce Vittorio Mangano (noto stalliere della villa di Arcore di Berlusconi) e Gaetano Cinà.

Il 7 Luglio 1974 porta nella Villa di Arcore Vittorio Mangano, un giovane mafioso, divenuto successivamente esponente di spicco del clan di Porta Nuova a Palermo. Vittorio Mangano ha in quel periodo già a suo carico 3 arresti e varie denunce e condanne, nonché una diffida risalente al 1967 come "persona pericolosa". Mangano diventa lo stalliere della villa, ma più che occuparsi dei cavalli si occupa del Cavaliere.

Nel 1977 si dimette da Edilnord e viene assunto alla Inim di Rapisarda, che ha relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana. Diventa poi amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, che ben presto va in bancarotta fraudolenta.

Nel 1980 la Criminalpol di Milano, nell'ambito di una indagine di droga, intercetta una telefonata tra Mangano e Dell'Utri. In questa telefonata, divenuta celebre, Mangano parla di un "cavallo" e propone a Dell'Utri di entrare nell'affare. Il defunto giudice Borsellino affermò a riguardo in un'intervista: "Si, tra l'altro questa tesi dei cavalli che vogliono dire droga, è una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo per traffico di droga".

Nel 1982 inizia come dirigente la sua attività in Publitalia '80, la società per la raccoltà pubblicitaria della Fininvest. Un anno dopo (1983), nell'ambito di un blitz di arresti compiuti a Milano contro la mafia dei casinò, viene trovato nella residenza del boss mafioso catanese Gaetano Corallo

Nel 1992 (Gennaio-Febbraio) Vincenzo Garraffa, ex sentatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss trapanese Francesco Virga (poi latitante e condannato per omicidio oggi in carcere): "Mi manda Dell'Utri", dice il boss venuto a riscuotere un presunto credito preteso da Dell'Utri in nero. L'episodio, denunciato da Garraffa, è stato accertato dal tribunale di Milano che nel maggio 2004 ha condannato Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione.

Nel 1995 viene arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia.

Nell'Aprile 1995, mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, Dell'Utri diventa deputato di Forza Italia in Parlamento.

Nel 1999 viene condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. Nello stesso anno viene eletto parlamentare europeo e nel 2001 Senatore della Repubblica.

È attualmente sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, reato per il quale ha subito una condanna non definitiva (in primo grado) a 9 anni di reclusione presso il tribunale di Palermo nel 2004. Nel testo che motiva la sentenza si legge: "la pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici".


Per saperne di più:

Consiglio inoltre vivamente di guardare l'intervista a Marco Travaglio su Dell'Utri, Berlusconi e la Mafia. Dura 1,30h ma è estremamente interessante e anche piacevole da guardare.

"Siamo tenuti a essere leali, corretti, fedeli, camerateschi soltanto con coloro che hanno il nostro stesso sangue: e con nessun altro.", Heinrich Himmler (1900 - 1945), ufficiale delle SS naziste

2 commenti:

vincenzo ha detto...

Col curriculum che si ritrova non potrebbe stare nemmeno dietro le quinte...

Anonimo ha detto...

E uno cosi siede in Parlamento? Dovrebbe stare in galera... Che vergogna l'Italia....

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