13 ottobre 2006

La morte dell'Habeas Corpus

Il "Military Commission Act" del 2006, recentemente approvato dal congresso, contiene due provvedimenti che costituiscono una seria minaccia per i diritti dell'individuo: l'abolizione delle tutele che l'habeas corpus prevedeva nei confronti degli arresti e delle detenzioni arbitrarie, combinato con la ridefinizione del termine "combattente fuorilegge". Ecco la nuova definizione, di più aperta interpretazione, enunciata nella legge [*1] passata dal congresso:

"The term 'unlawful enemy combatant' means - (i) a person who has engaged in hostilities or who has purposefully and materially supported hostilities against the United States or its co-belligerents who is not a lawful enemy combatant (including a person who is part of the Taliban, al-Qaeda, or associated forces); or (ii) a person who, before, on, or after the date of the enactment of the Military Commissions Act of 2006, has been determined to be an unlawful enemy combatant by a Combatant Status Review Tribunal or another competent tribunal established under the authority of the president or the secretary of defense."

Dal corpus legislativo inglese, l'Habeas corpus [*testo] è passato in tutte le costituzioni occidentali, fino ad approdare alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, che all'Articolo 9 recita: Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato. Ecco un estratto della trasmissione "Countdown" andata in onda sulla rete Statunitense MSNBC il 10 Ottobre, in cui il conduttore Keith Olbermann ha fatto un'eccellente analisi, tagliente ed ironica, delle implicazioni del Military Commission's Act [*link - forumRai] di recente approvazione al Congresso.



"Tutto ciò che viene privato della sua libertà perde sostanza e si spegne rapidamente", Edouard Manet

2 commenti:

Beppone ha detto...

Da brividi caro Nicolò.. da brividi e tutto passa nell'indifferenza generale..

Nicolo' ha detto...

Purtroppo hai ragione...

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