2 gennaio 2007

La coscienza dell'occidente

In questi giorni sono stato lontano dall'Italia, ma i giornali acquistati sporadicamente mi hanno permesso di farmi un'idea che spero sia sufficientemente obiettiva sui recenti avventimenti di politica estera. Mi riferisco ovviamente all'esecuzione trasmessa a reti unificate del possessore di armi di distruzione di massa e dell'amico fraterno di Al-Qaeda, Saddam Hussein. Inutile far notare l'infondatezza delle motivazioni su cui si basava l'intero impianto propagandistico che sponsorizzava l'esportazione di democrazia nello stato mediorientale. Sarebbe stato forse più utile conservare i ritagli di giornali datati marzo 2003 per poterli confrontare con quelli degli ultimi giorni, sarebbe un interessante esperimento mediatico per pesare il livello di propaganda che i media hanno raggiunto. Gli stessi che infatti parlavano di WMD si trovano ora a ripetere costantemente una formula cucita su misura per la situazione: "Condanniamo i crimini commessi da Saddam, ma la pena di morte non è certo una soluzione ai problemi dell'Iraq". Tutto in nome del politically correct, per sottolineare che noi siamo meglio di loro, e che noi, essendo più civili, dobbiamo dare il buon esempio affinchè l'Iraq sia democratizzato. Salvo poi scoprire che alla vergogna di Saddam ad Abu Grahib abbiamo aggiunto la nostra. La messa giudizio di Saddam è stata parziale e lacunosa, con l'esecuzione si è infatti troncato un altro procedimento in corso (per l'uso di armi chimiche ad Al-Anfal) e si è impedita la tenuta di ulteriori processi per imputazioni ancora più gravi. Se si è scelto di procedere con un processo perchè poi questa decisione di chiudere la vicenda con un'esecuzione sommaria? Sia chiaro, non si sta ipotizzando una potenziale innocenza, Saddam i curdi li ha gasati, ma è altrettanto certo che le armi chimiche non le abbia raccolte dai palmeti di Bagdad. Saddam nell'80 ha portato alla morte un milione e mezzo di iraniani durante la sua invasione, ma Teheran non ha avuto la possibilità di processarlo e giudicarlo perchè altrimenti egli al banco degli imputati avrebbe mostrato la nostra colpevolezza. Chi aveva quindi paura delle possibili rivelazioni di Saddam in altri processi, più importanti di quello che si è chiuso con l'impiccagione? Ci troviamo quindi di fonte a un dittatore creato e poi distrutto dall'America, che non è stato fedele fino in fondo come il compianto Pinochet, il dittatore cileno che nei giorni dei suoi funerali i nostri opinionisti hanno anche riscoperto economista (salvo dimenticarsi che i suoi tagli pubblici facevano aumentare del 10% le epidemie di tifo ogni anno) . In un Iraq che è solamente un campo di battaglia, la logica della democrazia segue i numeri dei cittadini morti ammazzati per strada e delle autobomba esplose. La condanna a morte di Saddam, in un remake di Norimberga, è la conseguenza di una sentenza depositata a priori. Caso chiuso e Capodanno con il patibolo.

"Ci sono due tipi di dittatori: quelli che ostacolano il business, e quelli che non lo ostacolano. Noi ci occupiamo dei primi, e lasciamo stare i secondi0", Edward Luttwak - economista statunitense

2 commenti:

Alessandro ha detto...

Complimenti per il post, noto che ultimamente ci stati mettendo molto del tuo in quello che scrivi, cosa che può tornarci senz'altro utile nel progetto che stiamo intrapprendendo insieme. :-)

Ciao

Anonimo ha detto...

E bene hanno condannato a morte Saddam Hussein per crimini di guerra ed uso di armi di distrizione di massa!! Questo mi dispiace perchè avrei preferito che scontasse la sua pena a marcire in una cella 4x4. Però voglio fare una provocazione; se tanto mi da tanto allora anche il sig.Bush deve essere "ALMENO" processato per crimi contro l'umanita (vedi la vergona di Abu Grahib) e l'uso indiscriminato di armi di distruzione di massa (vedi uso in Iraq del fosforo bianco). E' un sogno lo so pero non è giusto che continuino a prenderci per i fondelli con queste guerre preventive, guerre giuste, esportazione di democrazia e quant'altro. Ma ci sono ancora giornalisti disposti a dire a tutti quali sono le realtà che muovono queste infamita chiamate guerre?

Posta un commento