30 gennaio 2008

Le statistiche giocano contro le contrails

(fonte: sciechimiche-zret)



La storia dell'aviazione ci restituisce immagini di velivoli che attraversano i cieli del mondo, senza mostrare quasi mai scie di condensazione. Seppure i primi aerei fossero propulsi da motori a pistoni ed alimentati da carburanti molto più inquinanti di quelli impiegati oggi, le scie di condensazione erano un fenomeno assai raro. Abbiamo scorso decine di ore di filmati sulla storia dell'aviazione civile e militare e non abbiamo notato contrails, tranne che in rarissimi casi. Negli ultimi anni abbiamo, però, assistito ad una sospetta campagna disinformativa per mezzo della quale le scie di "condensazione" vengono descritte come un evento normale nonché frequentissimo. La N.A.S.A. guida da tempo questa campagna orwelliana allo scopo di abituare la popolazione allo squallido spettacolo di cieli sfregiati da decine di scie persistenti. I meteorologi amplificano i dettami dell'ente spaziale statunitense e gli stessi media, attraverso spots pubblicitari creati ad hoc, instillano nella mente delle persone l'idea di un cielo bianco spettrale solcato da scie velenose. Stanno riscrivendo la fisica dell'atmosfera e la stessa storia dell'aviazione. E' evidente che vogliono ingannarci per proseguire indisturbati con le operazioni clandestine di aerosol chimico-biologico. Non facciamoci quindi ingannare e chiediamo a gran voce l'interruzione di questa attività nei nostri cieli!

Busto Arsizio, 29/01/2008:

4 commenti:

freenfo ha detto...

Perdona l'OT, ma Zret e Straker me lo permetteranno, :D

Ho votato il tuo blog per le nomination dello Z-Blog Giornalistico

Buona fortuna!
Ciao

Nicolo' ha detto...

Grazie Free, sono lusingato :)
Appena posso faccio un giro anche io per dare un'occhiata, magari è l'occasione per trovare qualche nuovo blog da seguire.

Comunque... OT perdonato... ;)

Anonimo ha detto...

Grazie per aver pubblicato il video sul mito delle contrails.

Ciao!

zret

Nicolo' ha detto...

A buon rendere, zret. ;)

Un saluto,
Nicolò

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