13 marzo 2006

Legge ad "Armam"

(fonte: espressonline.it)

Pistole della nostra polizia. Rivendute all'Iraq. E trovate anche in mano alla guerriglia. E ora una legge rischia di bloccare l'inchiesta

Ci voleva un premier come Silvio Berlusconi per mettere in mano al tedoforo, al posto della fiaccola, una bella pistola fumante. Una Beretta calibro nove, per l'esattezza. È accaduto l'8 febbraio, quando nel decreto per le Olimpiadi, approvato dalla maggioranza a colpi di fiducia, è spuntato un articolo che non riguarda le gare di sci, quelle di bob o la sicurezza dei Giochi, ma la compravendita delle armi da guerra. Due righe in tutto con cui il governo permette ai fabbricanti di mitragliatrici e fucili anche "la riparazione delle armi prodotte" e "le attività commerciali connesse". Nove parole dietro le quali si nasconde l'ennesima legge ad personam, anzi ad armam. Una legge che salva le pistole di un caro amico e sostenitore del leader di Forza Italia, Ugo Gussalli Beretta, patron dell'omonima industria di Gardone Val Trompia, e soprattutto tenta di mettere la sordina a uno scandalo con pochi precedenti: la svendita da parte del Viminale di migliaia di pistole della Polizia che oggi sparano in Iraq non solo in mano alle forze dell'ordine locali, ma anche in quelle degli amici di Al Zarqawi.

Per leggere l'intera vicenda clicca qui.

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2 commenti:

vincenzo ha detto...

Leggere queste notizie da una parte mi fa incazzare perchè i media tralasciano quasi distrattamente queste brutte storie, ma dall'altro sono felice perche la potenza del blog è sempre più alla portata di tutti. La cosa più importante da fare resta quella di farci forza tra di noi che non vogliamo inginocchiarci davanti a questi stupidi giochetti.

Ciunciun ha detto...

E' un abominio di governo, di etica, di trasparenza...
Perchè non ne parla nessuno sui magnifici mass media è ormai una domanda che mi sono fatto troppe volte, ne sono quasi stufo (quasi però!).
Se "loro" non dicono queste cose, diciamole noi e continuiamo a ripeterle, indigniamoci... qualcuno ci ascolta, altri ci ascolteranno, le notizie si diffonderanno lo stesso!
Notizie del genere non possono essere imbavagliate!

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