Visualizzazione post con etichetta mercenari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mercenari. Mostra tutti i post

18 dicembre 2007

Uccidi e nascondi

[Cadaveri non identificati vengono portati a Najaf per la sepoltura]

[*newsweek] Il lavoro di Jabber Sowadi la dice lunga sull'abisso in cui l'Iraq sta sprofondando. É un mutahid al juthath, ovvero un "mercenario di corpi", che riceve tra i 300 e i 500 dollari per trovare i parenti dispersi, o più spesso per recuperare i loro cadaveri. Negli ultimi due anni ha tessuto una ragnatela informativa tra prigioni, ospedali, cimiteri e obitori. Il suo lavoro ultimamente procede a rilento, per ammissione stessa di Jabber gli squadroni della morte hanno infatti iniziato a nascondere i corpi delle loro vittime, abbandonando la vecchia usanza di lasciarli all'aria aperta. In sostanza il rapimento e l'assassinio degli irakeni è diventata una pratica molto più segreta. Le statistiche del novembre scorso mostrano che c'è stato un crollo degli omicidi (600) rispetto al dicembre dell'anno scorso (3000), ma questi numeri non riportano gli occultamenti messi in atto dai mercenari stessi, per stessa ammissione di Robert Lamburne, direttore del servizio di medicina legale dell'Ambasciata Britannica in Iraq. Negli scorsi due mesi più di una mezza dozzina di fosse comuni (aspetto che ricorda molto il vecchio regime di Saddam Hussein) sono state trovate in Iraq, la metà delle quali a Baghdad. Hicham Hassan, portavoce della Croce Rossa, ha affermato che molte milizie private agiscono facendo sparire le vittime dalla faccia della terra.

28 settembre 2007

Mercenari Azzurri/2

Rinvio a giudizio per Salvatore Stefio e Giampiero Spinelli [*1] accusati di «arruolamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero»: ovvero, mercenari. I due avrebbero arruolato alcuni degli ex ostaggi italiani sequestrati assieme a Stefio in Iraq nell’aprile 2004 e liberati dopo 56 giorni: Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi – l’ostaggio che poi venne ucciso – sarebbero stati assoldati dalla società Presidium, intestata a Stefio e Spinelli, per svolgere attività di intelligence e di supporto all’antiterrorismo a servizio di uno stato straniero [...].

Invito a leggere un vecchio articolo di Svolte Epocali: *Mercenari Azzurri.

25 settembre 2007

Brevi dall'Iraq

L'Iraq ha annunciato oggi che non verrà intrapresa alcuna azione nei confronti della società privata di sicurezza statunitense Blackwater [*1] sulla sparatoria costata la vita a 11 persone sino a quando non sarà conclusa l'inchiesta congiunta con ufficiali Usa.

Il primo ministro Nuri al-Maliki aveva minacciato di congelare l'attività della Blackwater, che si occupa della vigilanza all'ambasciata Usa a Baghdad, e perseguire il suo personale su quello che aveva definito "*una lampante aggressione" otto giorni fa, ma l'Iraq sembra aver ammorbidito da allora la propria posizione.


Contrabbando d'armi: e' la nuova accusa contro la società di security statunitense Blackwater. La procura di Raleigh nel North Carolina dove ha sede la società sta indagando sul un presunto traffico illecito in Iraq di materiale militare, finito probabilmente nelle mani di un gruppi terroristici. Due dipendenti della Blackwater avrebbero ammesso la propria colpevolezza. "Addebiti senza fondamento" secondo la società incaricata dal Dipartimento di Stato di sorvegliare il corpo diplomatico statunitense in Iraq. La Blackwater è accusata dalle autorità irachene anche per la sparatoria di domenica scorsa a Baghdad costata la vita a undici persone. La società stava scortando un convoglio dell'ambasciata. Il premier iracheno Nuri al-Maliki ha suggerito agli Stati Uniti di smettere di fare ricorso alla Blackwater e avrebbe avviato un'inchiesta sul coinvolgimento della società in altri sei incidenti.

18 settembre 2007

Fuori dall'Iraq.


[VideoNation]
La Blackwater viene messa alla porta dal governo di Bagdad [*1]. La società di sicurezza privata americana opera in Iraq dall’inizio della guerra con migliaia di contractors, ossia “soldati privati” che godono di immunità, assoldati per difendere privati o personalità a rischio. La decisione è arrivata dal ministero dell’Interno iracheno dopo gli scontri di domenica nella capitale, che hanno provocato undici morti tra i civili. Nella nota ufficiale si legge che «il ministro ha ordinato di annullare il permesso di Blackwater e la società non può più operare in Iraq. Un'indagine penale è stata aperta contro coloro che hanno compiuto questo crimine».
Sui fatti di domenica era già intervenuto sia il premier iracheno Nouri al Maliki, parlando di «un'operazione criminale condotta da una società di sicurezza straniera». E sia il ministro dell'Interno Jawad Polani, che subito dopo l’accaduto aveva annunciato «l'apertura di un'inchiesta» per appurare eventuali responsabilità. Ad una televisione araba, ha insisitito il ministro, «questi casi sono avvenuti più di una volta e non possiamo più passarli sotto silenzio». Da parte la stessa Ambasciata Usa aveva ammesso che alcuni contractor del Dipartimento di Stato «sono rimasti coinvolti in un incidente a Baghdad», senza però fornire dettagli sulla vicenda [*qui è disponibile il rapporto dell'Ambasciata statunitense di Baghdad].



Il bilancio della carneficina di domenica è stato di 11 morti (tra cui un poliziotto) e 18 feriti. Protagonisti un gruppo di contractors in servizio per il Dipartimento di Stato Usa, che hanno aperto il fuoco «indistintamente» nella zona occidentale di Baghdad mentre erano a bordo di un convoglio di sei Suv. Secondo la ricostruzione della polizia i veicoli erano di passaggio sulla piazza Nisoor, nel quartiere a maggioranza sunnita di Mansour, quando forse in seguito ad una esplosione hanno sparato raffiche di proiettili e si sono allontanati in fretta dal luogo [*ecco il video].

Le puntate precedenti:

8 novembre 2006

Iraq: Mercenari in azione

(fonte: permanent.nouvelobs.com - le nouvel observateur - link)

Lunedì 30 ottobre una Organizzazione Non Governativa ha denunciato l'utilizzo di mercenari da parte del governo britannico, i quali vengono accusati, video alla mano, di gravi violazioni dei diritti umani. L'associazione "War on Want" denuncia nel suo rapporto l'aumento "esponenziale" della presenza di Società Militari Private (SMP), la cui sottomissione alle regole del diritto internazionale risulta estremamente difficile. Al fine di illustrare le derive di queste società, "War on Want" ha messo a disposizione sul suo sito una serie di video che mostrano dei soldati presentati come degli stipendiati di tali società e resisi colpevoli di gravi estorsioni. Sparando ai civiliCosì, in uno di questi video, alcune persone gironzolano in auto sulle strade irachene, sparando senza distinzioni sui veicoli di civili e colpendoli a caso. Su un altro possiamo vedere un cecchino al lavoro. L'associazione chiede al governo britannico d'interdire a queste società di prendere parte direttamente ai combattimenti e di agire come forze di sostegno. Malgrado la pubblicazione nel 2002 di un libro bianco del ministero per gli Affari Esteri sul tema, non è stata presa nessuna misura in merito. Alcuni dei loro impiegati sarebbero poi stati implicati nello scandalo delle torture inflitte ai prigionieri nella prigione irachena di Abu Ghraib. "In un contesto di conflitto come l'Iraq, la distinzione tra combattimento e sostegno al combattimento non ha più senso", afferma "War on Want" all'interno del suo rapporto. "Spesso non vi è alcuna percettibile differenza tra soldati regolari e forze di sostegno private ingaggiate per proteggere i convogli o il materiale. Il rischio di abusi dei diritti umani in una tale situazione è sempre presente ed è quasi impossibile avvalersi di dipendenti di SMP che rendeno conto delle loro azioni". "War on want" stima che le SMP britanniche si sono considerevolmente arricchite grazie a questo conflitto. Hanno ricavato dai loro contratti iracheni 1,8 milliardi di pound nel 2004 (2,68 milliardi di euro) contro i 320 milioni di pound (47,7 millioni di euro) nel 2003. "Il governo non ha potuto legiferare (contro I mercenari britannici) al fine di punire i loro abusi ai diritti dell'Uomo, come ad esempio durante l'utilizzo di armi da fuoco contro i civili iracheni" ha dichiarato John Hilary, direttore della campagna di "War on Want". "Come può, Tony Blair, sperare di riportare la pace e la sicurezza in Iraq permettendo a intere armate di mercenari di operare completamente al di fuori dalla legge?", ha poi aggiunto. Secondo stime fornite dal Congresso Usa, circa 48.000 dipendenti di SMP sono attualmente in Iraq, la maggior parte dei quali lavorano per compagnie britanniche. Queste cifre rappresentano quasi sette volte il numero dei soldati britannici (7.000) presenti nel paese. Da waronwant.org [
*1] potete scaricare il rapporto completo in *PDF. Ed ecco i video in formato WMV, ripresi da *questa pagina.

Questo blog aveva già trattato argomenti relativi alla presenza di questa realtà in Iraq, in particolare con due discussioni, una che descrive dettagliatamente la presenza di *mercenari italiani e l'altra che forniva una piccola panoramica sulle *società statunitensi coinvolte. Invito chiunque volesse approfondire l'argomento a leggere il libro *Mercenari S.p.A., di Francesco Vignarca.

"Bellum quod res bella non sit ", Isidoro di Siviglia