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20 maggio 2008

Peak Food e Codex Alimentarius

Il Codex Alimentarius è un intricato insieme di regole e di normative elaborate dal una Commissione intergovernativa, costituita dai governi di 173 Paesi più la Comunità Europea, e istituita nel 1963 dalla FAO e dall'OMS (la presenza di questi ultimi dovrebbe già suggerirci che da qualche parte c'è l'inganno). Questa commissione si riunisce una volta all'anno per decidere e per codificare le procedure di produzione, i livelli di sostanze inquinanti "ammesse", gli additivi, l'etichettatura e in genere il modo di produrre e di trattare gli alimenti. Un organismo centralizzato che a parole dovrebbe facilitare gli scambi internazionali degli alimenti. A prima vista, non sembra esserci niente di male in un sistema che standardizzi gli alimenti. Il problema sorge quando la WTO (altro indizio che non lascia ben sperare), l'organizzazione mondiale del commercio, nella sua veste di arbitro del commercio internazionale, utilizza questo Codice per decidere se un determinato prodotto può circolare liberamente a livello internazionale, prevaricando gli interessi dei singoli. Identicamente Se un alimento corrisponde ai parametri fissati dal Codex, sarà impossibile rifiutarlo. Un esempio (piuttosto noto per "sentito dire", ma i cui attori sono spesso nell'ombra) è l'opportunità o meno di sostenere l'allattamento al seno da parte della madre, o di dare il via libera invece alle poltiglie sostitutive di Nestlé e simili [*1], che oltre ad essere costose in termini di valuta estera, non sembra siano il massimo per lo sviluppo del sistema immunitario dei bambini. Così interi continenti come l'Africa, o nazioni come India e Uguruay, si trovano ad affrontare un "muro di gomma" dei paesi industrializzati, che danno palesemente man forte a colossi al di sopra di qualsiasi confine nazionale. Risultato finale: le pappe sostitutive al latte materno continuano la loro marcia trionfale. Il commercio mondiale è salvaguardato, però a discapito del sistema immunitario dei nascituri del terzo mondo. Questo perchè si è rinunciato al libero mercato in nome di una falsa tutela dell'individuo, che al contrario si rivela una minaccia per i nuovi nascituri e una enorme fonte di guadagno per le grandi multinazionali. Allo stesso tempo, non potendo rifiutare un alimento approvato dal Codex, si rischia spesso di incorrere in sanzioni. Ad esempio: agli europei non piace la carne agli ormoni degli americani. Gli Usa si rivolgono all'Organizzazione mondiale del Commercio, che chiede agli scienziati del Codex se questa carne veramente sia dannosa. Il verdetto "non ci sono prove scientifiche sufficienti per affermare la dannosità degli estrogeni nella carne", si traduce in pesanti sanzioni, tariffe punitive introdotte dagli USA contro l'Europa che invece continua a proteggere, per ora, la salute dei suoi cittadini. Proprio come nel caso dell'Africa, l'interesse del singolo è totalmente assecondato a favore di quello di una ristretta cerchia di persone, grazie all'intervento di una commissione che tra i suoi scopi statutari ha anche quello di "proteggere la salute dei consumatori e garantire pratiche commerciali leali". Non colgo nessuna lealtà nel disincentivare l'allattamento al seno o nel proibire, a prescindere, cure terapeutiche a base di vitamine e erbe [*2 - *3]. Allo stesso tempo questo organismo incentiva l'uso di pesticidi, cibi irradiati e OGM (con somma gioia della Monsanto) [*4]. Il Codex Alimentarius è insomma a tutti gli effetti un tentativo riuscito di limitare la libertà dell'individuo, che si trova impossibilitato a scegliere determinati alimenti o farmaci di origine naturale, proibiti per legge. Una situazione destinata a peggiorare, dato che dal 2009 questo insieme di regole diverrà legge all'interno degli Stati Uniti, e con tutta probabilità una sua estensione all'Europa è solo questione di tempo. Ecco un interessante stralcio del documentario " Nutricide - Criminalizing Natural Health, Vitamins, and Herbs", della dottoressa Rima Laibow [*5]:

I fili che controllano la mente del pubblico



"The conscious and intelligent manipulation of the organized habits and opinions of the masses is an important element in democratic society. ... In almost every act of our daily lives, whether in the sphere of politics or business, in our social conduct or our ethical thinking, we are dominated by the relatively small number of persons ... who understand the mental processes and social patterns of the masses. It is they who pull the wires which control the public mind." -- Edward Bernays, founder of the public relations industry.

5 maggio 2008

La crisi alimentare gonfia i profitti delle multinazionali

Per chi se lo fosse perso, consiglio la lettura di "Peak Food: problema - reazione - soluzione". In quel post ipotizzavo che l'attuale crisi alimentare, enormemente acuita dai sussidi statali al biodiesel, andasse a vantaggio delle grandi multinazionali (in particolare i produttori di OGM). Un articolo [*1] di ieri dell'Indipendent testimonia che l'attuale crisi globale di cibo sta garantendo profitti record alle principali compagnie alimentari mondiali, che hanno raddoppiato i propri introiti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La redistribuzione dei soldi delle tasse del contribuente e la gestione statale della moneta [*2] si stanno rivelando sempre più controproducenti per l'individuo quasi fossero due strumenti al servizio di un apparato di coercizione e costrizione che ha ormai gettato la maschera e sta mostrando il suo vero volto.
Giant agribusinesses are enjoying soaring earnings and profits out of the world food crisis which is driving millions of people towards starvation, The Independent on Sunday can reveal. And speculation is helping to drive the prices of basic foodstuffs out of the reach of the hungry. The prices of wheat, corn and rice have soared over the past year driving the world’s poor – who already spend about 80 per cent of their income on food – into hunger and destitution. The World Bank says that 100 million more people are facing severe hunger. Yet some of the world’s richest food companies are making record profits. Monsanto last month reported that its net income for the three months up to the end of February this year had more than doubled over the same period in 2007, from $543m (£275m) to $1.12bn. Its profits increased from $1.44bn to $2.22bn. Cargill’s net earnings soared by 86 per cent from $553m to $1.030bn over the same three months. And Archer Daniels Midland, one of the world’s largest agricultural processors of soy, corn and wheat, increased its net earnings by 42 per cent in the first three months of this year from $363m to $517m. The operating profit of its grains merchandising and handling operations jumped 16-fold from $21m to $341m. Similarly, the Mosaic Company, one of the world’s largest fertiliser companies, saw its income for the three months ending 29 February rise more than 12-fold, from $42.2m to $520.8m, on the back of a shortage of fertiliser. The prices of some kinds of fertiliser have more than tripled over the past year as demand has outstripped supply. As a result, plans to increase harvests in developing countries have been hit hard. The Food and Agriculture Organisation reports that 37 developing countries are in urgent need of food. And food riots are breaking out across the globe from Bangladesh to Burkina Faso, from China to Cameroon, and from Uzbekistan to the United Arab Emirates.

22 aprile 2008

Peak Food: problema - reazione - soluzione

Esistono tecniche di manipolazione delle masse che bisogna conoscere per cominciare a capire i meccanismi che stanno dietro a mutamenti indotti delle dinamiche sociali, legislative e geopolitiche. Una delle principali può essere definita dall'espressione "problema-reazione-soluzione". Funziona così: proporre apertamente di eliminare le libertà fonda­mentali, di iniziare una guerra, di centralizzare il potere o di tassare ulteriormente il contribuente, è controproducente, e senza delle motivazioni valide (almeno apparentemente) l'opinione pubblica si opporrà. É necessario, per poter perseguire i propri scopi, evitare di proporre apertamente e palesemente quelle cose, ricorrendo quindi al gioco sporco, ovvero alla strategia P-R-S. La sua attuazione, soprattutto avendo media [*1 - *2] e personalità di spicco dalla propria parte, è piuttosto semplice. La fase uno prevede la creazione di un problema. Potrebbe trattarsi di un "attacco terroristico", di una crisi economica [*3], di un'imminente e ipotetica catastrofe ambientale [*4]. Va bene qualsiasi cosa che faccia sentire insicuro e spaventato l'individuo e che quindi agli occhi dell'opinione pubblica ri­chieda una "soluzione". Nella fase due entrano in gioco i mezzi di comunicazione, che portano a conoscenza dell'opinione pubblica quei "problemi" che sono stati creati ad arte, presentando­glieli in un'ottica completamente distorta e del tutto finalizzata a rendere "indolore", o quantomeno sopportabile, l'applicazione della terza fase. È essenziale trovare un "capro espiatorio", dal riscaldamento globale di origine esclusivamente antropica [*5] al saudita che vive nelle grotte afghane e mette in ginocchio la potenza militare più grande al mondo, contro cui scagliare i cittadini. Una specie di Emmanuel Goldstein portato dal romanzo alla realtà. Creata la situazione di emergenza, in modo tale che ciascuno percepisca come reale un problema creato artificialmente, la gente pretenderà che "si faccia qualcosa". A questo punto è sufficiente proporre apertamente le soluzioni ai problemi creati, che a fronte di un pericolo verranno accettate senza opposizione. Tra queste soluzioni, ovviamente, figurano la centra­lizzazione del potere, il licenziamento dei funzionari o dei politici che met­tono i bastoni tra le ruote [*6], l'abolizione delle libertà fondamentali e un controllo (anche fiscale) più asfissiante sui cittadini. Grazie a questa tecnica, che sfrutta soprattutto l'emotività del singolo [*7], è facile manipolare la mente dell'opinione pub­blica al punto che essa pretenderà, o comunque permetterà, che si introducano misure che, in circostanze normali, rifiuterebbe categoricamente. In questo periodo sta emergendo sempre più su scala globale la crisi del cibo [*8 - *9], soprattutto a causa dei sussidi che i governi concedono a chi passa da terreni agricoli per scopo alimentare a quelli per il biodiesel. Un problema che quindi garantisce un notevole spostamento di risorse finanziarie (sotto forma di denaro pubblico, forzatamente preso dalle tasche del contribuente) ai grossi gruppi come Exxon e Chevron, e dall'altra parte crea un problema alimentare che diventa una grande occasione per altri colossi, i produttori di OGM:
[*IHT] Soaring food prices and global grain shortages are bringing new pressures on governments, food companies and consumers to relax their longstanding resistance to genetically engineered crops. In Japan and South Korea, some manufacturers for the first time have begun buying genetically engineered corn for use in soft drinks, snacks and other foods. Until now, to avoid consumer backlash, the companies have paid extra to buy conventionally grown corn. But with prices having tripled in two years, it has become too expensive to be so finicky. “We cannot afford it,” said a corn buyer at Kato Kagaku, a Japanese maker of corn starch and corn syrup. In the United States, wheat growers and marketers, once hesitant about adopting biotechnology because they feared losing export sales, are now warming to it as a way to bolster supplies. Genetically modified crops contain genes from other organisms to make the plants resistance to insects, herbicides or disease. Opponents continue to worry that such crops have not been studied enough and that they might pose risks to health and the environment. “I think it’s pretty clear that price and supply concerns have people thinking a little bit differently today,” said Steve Mercer, a spokesman for U.S. Wheat Associates, a federally supported cooperative that promotes American wheat abroad. The group, which once cautioned farmers about growing biotech wheat, is working to get seed companies to restart development of genetically modified wheat and to get foreign buyers to accept it. Even in Europe, where opposition to what the Europeans call Frankenfoods has been fiercest, some prominent government officials and business executives are calling for faster approvals of imports of genetically modified crops. They are responding in part to complaints from livestock producers, who say they might suffer a critical shortage of feed if imports are not accelerated. In Britain, the National Beef Association, which represents cattle farmers, issued a statement this month demanding that “all resistance” to such crops “be abandoned immediately in response to shifts in world demand for food, the growing danger of global food shortages and the prospect of declining domestic animal production.” The chairman of the European Parliament’s agriculture committee, Neil Parish, said that as prices rise, Europeans “may be more realistic” about genetically modified crops: “Their hearts may be on the left, but their pockets are on the right.” With food riots in some countries focusing attention on how the world will feed itself, biotechnology proponents see their chance. They argue that while genetic engineering might have been deemed unnecessary when food was abundant, it will be essential for helping the world cope with the demand for food and biofuels in the decades ahead.

1 febbraio 2008

Engineering Evolution

Entro cinque anni la scienza potrebbe essere in grado di rendere superfluo il ruolo dei maschi nel processo riproduttivo. Scienziati britannici hanno infatti annunciato di aver messo a punto una tecnica per 'trasformare' le cellule del midollo osseo della donna in spermatozoi, con il risultato di 'tagliare fuori' l'uomo dal processo del concepimento [*1]. Si tratta di una tecnica, allo studio presso l’università di Newcastle upon Tyne, Gran Bretagna e il professor Karim Nayernia, secondo quanto riporta il settimanale New Scientist [*2], avrebbe già fatto richiesta alle autorità competenti e sarebbe in grado di iniziare gli esperimenti entro due mesi. Gli scienziati affermano che questa tecnica ha però una controindicazione: un eventuale utilizzo dello sperma prodotto da donne permetterebbe la nascita solo di femmine, poiché allo sperma femminile mancherebbe il cromosoma Y che è un “copyright” esclusivamente maschile. Oltre alle riserve a livello etico che questa scoperta può portare, sorge il dubbio che queste genere di ricerce scientifiche siano frutto di convinzioni eugenetiche che hanno origini lontane ma che sono rimaste ben radicate nei centri di potere nel corso degli anni. Un ulteriore tassello del puzzle (ne avevo già parlato qui e qui) della riduzione della popolazione e soprattutto del controllo delle nascite. Sebbene l'olocausto nazista, con Joseph Mengele (o forse -per i paraguaiani - dovrei dire Kurt Negele) sia stato un cattivo sponsor per i divulgatori delle teorie eugenetiche, il movimento si sta rafforzando e sta riemergendo sotto le mentite spoglie delle teorie del controllo della popolazione e dell'ambientalismo radicale. Webster Tarpley e Anton Chaitkin nel libro "George Bush: The Unauthorized Biography" documentano come sia avvenuta questa trasformazione [*3]:
“The population control or zero population growth movement, which grew rapidly in the late 1960s thanks to free media exposure and foundation grants for a stream of pseudoscientific propaganda about the alleged 'population bomb' and the 'limits to growth,' was a continuation of the old prewar, protofascist eugenics movement, which had been forced to go into temporary eclipse when the world recoiled in horror at the atrocities committed by the Nazis in the name of eugenics. By mid-1960s, the same old crackpot eugenicists had resurrected themselves as the population-control and environmentalist movement. Planned Parenthood was a perfect example of the transmogrification. Now, instead of demanding the sterilization of the inferior races, the newly packaged eugenicists talked about the population bomb, giving the poor 'equal access' to birth control, and 'freedom of choice'.” (Tarpley & Chaitkin, p. 203, 1992)

L'araba fenice è quindi risorta dalle sue ceneri grazie a organizzazioni come Planned Parenthood, che portano il vessillo dell'eugenetica nell'era post-WWII. Un'associazione fondata da Margaret Sanger, un'attivista, sostenitrice di diverse politiche di intervento sociale, fra cui quella del controllo delle nascite, col fine di creare una "razza di purosangue". Il manifesto da lei scritto "The pivot of civilization" ("Il fulcro della civiltà"), descrive accuratamente la missione di Planned Parenthood e delle organizzazioni ad esso affiliate. In questo trattato vengono rivelate le vere motivazioni che sostengono il controllo delle nascite:
Birth Control, which has been criticized as negative and destructive, is really the greatest and most truly eugenic method, and its adoption as part of the program of Eugenics would immediately give a concrete and realistic power to that science… as the most constructive and necessary of the means to racial health.” (p. 189, 1922) [...] “The emergency problem of segregation and sterilization must be faced immediately. Every feeble-minded girl or woman of the hereditary type, especially of the moron class, should be segregated during the reproductive period.... we prefer the policy of immediate sterilization, of making sure that parenthood is absolutely prohibited to the feeble-minded.” (pp. 101 - 102, 1922)

E ancora, oltre a suggerire la segregazione e la sterilizzazione dello zoccolo "debole" (a suo dire) della popolazione, Margaret Sanger, in un numero di della Birth Control Rewiew, afferma che negli Stati Uniti è necessaria la costruzione di un sistema di Gulag per l'internamento dei ritardati mentali:
“To apply a stern and rigid policy of sterilization and segregation to that grade of population whose progeny is already tainted... to apportion farm lands and homesteads for these segregated persons where they would be taught to work under competent instructors for the period of their entire lives…. ” ("Plan of Peace," Birth Control Review, pp. 107-8, 1932)

Una proposta folle che però ricorda molto il programma nazista di eugenetica denominato "Aktion T4", che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche. A far compagnia alle posizioni di Margaret Sanger, all'interno di Planned Parenthood ci sono anche personalità di spicco come il dottor Lothrop Stoddard (fervido sostenitore del nazismo e della superiorità bianca) e la stessa rivista Birth Control ha spesso pubblicato articoli di esponenti del mondo nazista, come il Ernst Rudin, il responsabile della campagna di sterilizzazione hitleriana. Ma secondo i parametri di giudizio di Margaret Sanger, quanti "ritardati mentali" sarebbero stati segregati e sterilizzati? Dopo aver esaminato le statistiche dell'esercito la Sanger ha concluso che:
“...nearly half - 47.3 per cent - of the population had the mentality of twelve-year-old children or less - in other words that they are morons.” (Sanger, The Pivot of Civilization, p. 263, 1922)

Una percentuale altissima della popolazione sarebbe stata quindi coinvolta in questo piano e erano stati individuati solo 13,500,000 individui "intelligenti" e a cui sarebbe quindi stata concessa la possibilità di procreare. In sostanza l'olocausto della Sanger avrebbe fatto sembrare cosa da nulla la Soluzione Finale tedesca. Per quanto allarmanti tutte queste dichiarazioni finchè non godono di supporto politico rimangono esclusivamente elugubrazioni di una folle scritte su carta stampata. In realtà Planned Parenthood ha un ruolo importante e influisce attivamente nello scenario politico americano. Basti pensare che l'attuale presidente è Cecile Richards [*4], figlia della defunta governatrice del Texas, Ann Richards, ma soprattutto è un'organizzazione che influenza il pensiero conservatore. Lo stesso Presidente George Bush Sr. ha spesso affermato il suo pieno sostegno all'associazione:
“Although Planned Parenthood was forced, during the fascist era and immediately thereafter, to tone down Sanger's racist rhetoric from 'race betterment' to 'family planning' for the benefit of the poor and racial minorities, the organization's basic goal of curbing the population growth rate among 'undesirables' never really changed. Bush publicly asserted that he agreed '1,000 percent' with Planned Parenthood. (Tarpley & Chaitkin, p. 195, 1992)

Una realtà che quindi non è autoreferenziale e isolata, bensì si confronta costantemente con una cospicua parte del mondo politico, influenzandone le scelte. Allo stesso modo altre associazioni come la World Transhumanist Association e la Center for Genetics and Society sono in contatto con le comunità scientifiche degli States e partecipano costantemente ai dibattiti universitari:
“Last June at Yale University, the World Transhumanist Association held its first national conference. The Transhumanists have chapters in more than 20 countries and advocate the breeding of 'genetically enriched' forms of 'post-human' beings. Other advocates of the new techno-eugenics, such as Princeton University professor Lee Silver, predict that by the end of this century, 'All aspects of the economy, the media, the entertainment industry, and the knowledge industry [will be] controlled by members of the GenRich class... Naturals [will] work as low-paid service providers or as laborers...'” (Hayes, 2004)

In definitiva, alla luce della presenza di diverse organizzazioni (una rapida ricerca mostrerà come in realtà sia molto più numerose rispetto a quelle di cui sopra) all'interno di tutti i rami della società, e soprattutto in contatto con le realtà esecutive e dedite alla ricerca scientifica del paese del paese, sorge il dubbio che molte delle scelte prese in nome del progresso scientifico, siano in realtà punti di un'agenda accuratamente programmata e finalizzata alla "costruzione" di un'elite, in un processo programmato a tavolino. In un passato, non poi così lontano, la classe dominante controllava gli individui attraverso le credenze religiose e la cieca fede in Dio. Nel nuovo secolo pare che la stessa operazione sia stata resa possibile dal rinnovamento del meccanismo di controllo, non più basato sul misticismo, ma su una dittatura "pseudo-scientifica". La realizzazione di una realtà molto simile a quella raccontata da Aldous Huxley (fratello del meno noto al pubblico Julian Huxley, presidente dell'Unesco e fondatore della British Eugenics Society) nel suo libro "Brave New World", ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico. Un mondo in cui i cittadini sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta, sotto il costante controllo di ingegneri genetici.

Nelle puntate precedenti:

13 gennaio 2008

Casus belli

É notizia recente che l'incidente del Golfo del Tonchino [*1] (seguito dalla Risoluzione approvata dal presidente Lyndon Johnson, che ha portato di fatto gli States nella guerra in Vietnam) sia una messinscena creata ad arte dagli stessi Stati Uniti per legittimare un intervento nell'area asiatica [*2]. Proprio come per l'affondamento dell'US Maine del 1898 [*3] (che consentì agli States di strappare Cuba e le Filippine a Madrid), per il Lusitania nella "grande guerra" [*4] e per Pearl Harbor [*5], pare che questa usanza secondo cui la superpotenza americana viene proditoriamente aggredita senza ragione da un avversario debole, che la costringe a devastarlo a tappeto e a renderlo democratico, sia sempre in voga [*6]:

North Vietnamese made hoax calls to get the US military to bomb its own units during the Vietnam War, according to declassified information that also confirmed US officials faked an incident to escalate the war. The report was released by the National Security Agency [*Nsa.gov], responsible for much of the United States' codebreaking and eavesdropping work, in response to a "mandatory declassification" request, the Federation of American Scientists (FAS) said Monday.[...] But he said that probably the "most historically significant feature" of the declassified report was the retelling of the 1964 Gulf of Tonkin incident. That was a reported North Vietnamese attack on American destroyers that helped lead to president Lyndon Johnson's sharp escalation of American forces in Vietnam. The author of the report "demonstrates that not only is it not true, as (then US) secretary of defense Robert McNamara told Congress, that the evidence of an attack was 'unimpeachable,' but that to the contrary, a review of the classified signals intelligence proves that 'no attack happened that night,'" FAS said in a statement."What this study demonstrated is that the available intelligence shows that there was no attack. It's a dramatic reversal of the historical record," Aftergood said."There were previous indications of this but this is the first time we have seen the complete study," he said.

Alle operazioni militari "false flag" precedentemente elencate ce n'è da registrare almeno una nel XXI secolo, risalente all'11 settembre 2001 (che fa il paio con gli allarmi costantemente lanciati sulla presenza di WMD in Iraq). Un lungo elenco a cui potrebbero aggiungersi le recenti provocazioni all'Iran, nello stretto di Hormuz (golfo dove quotidianamente circola il 30% del petrolio mondiale). Sembra infatti che il video del Pentagono, recentemente diffuso dal mainstream, che mostrava lance iraniane minacciare navi statunitensi all’ingresso del Golfo Persico, sia solamente una grossolana contraffazione. Il documento, prima di essere diffuso, è infatti stato manomesso, per cercare di far sembrare una semplice operazione di "routine" (controllo del numero di registro delle unità statunitensi), un affronto in mare aperto. Come dimostra questo video di diffuso da Press TV, al video originale è infatti stata aggiunta una falsa riproduzione sonora mediante la sovrapposizione di una voce metallica, al minuto 3:50, che minaccia un'azione kamikaze (“Sto arrivando da voi. Esploderete dopo pochi minuti.”) [*7].

Una montatura finalizzata a guadagnare consensi fra l'opinione pubblica, per cercare di inasprire sempre maggiormente le sanzioni e le contromisure nei confronti dell'Iran. All'incidente è seguita una nota di protesta [*8], inviata direttamente a Teheran, preceduta da una conferenza stampa di Bush in quel di Washington, in cui ha gridato ai 4 venti che si è trattato di un "atto provocatorio", che ha creato "una situazione pericolosa" [*9]. Poco importa che nemmeno la Marina americana stessa abbia realmente chiaro quello che sia successo nello stretto [*10]:
"Non c'e' modo di sapere con esattezza da dove questa (minaccia trasmessa via radio) provenisse. Potrebbe essere venuta dalla spiaggia...o da un altro vascello nell'area", ha dichiarato il tenente John Gay del comando della flotta [...]

In questo contesto, dove ormai pare che si ricorra a qualsiasi mezzo pur di legittimare una presenza statunitense sempre più massiccia in Medio Oriente, le parole di quasi un anno fa del rappresentante del Texas e ora candidato alla presidenza [*11], Ron Paul, al Congresso risultano profetiche (il video è stato sottotitolato da Ashoka di Luogocomune.net).


5 dicembre 2007

WWII: Una regia unica?

Piu' di cinquanta piedi di lunghezza per otto di altezza, per un peso di circa cinque tonnellate. Non si può certo sostenere che il primo modello di calcolatore dell'Ibm potesse passare inosservato. Era il 1944 e al di là dell'oceano era agli sgoccioli una tremenda guerra contro le aberrazioni nazifasciste. Il colosso dell'ancora embrionale industria informatica statunitense esisteva ormai da più di un trentennio, e aveva fatto in tempo, dopo aver messo le proprie competenze a servizio del governo statunitense, a contribuire alla deportazione nazista. Come? "Informatizzando" le spedizioni nei campi di sterminio mediante schede perforate. L'ex presidente del congresso ebraico americano, Arthur Herzberg, ha da tempo accusato la multinazionale americana di aver contribuito alle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento: "L'Ibm, che aveva una filiale nella Germania nazista, fabbricò schede perforate che permisero un'efficace organizzazione dell'invio degli ebrei nei campi di concentramento, e la casa madre della società, negli Stati uniti, era al corrente dei fatti" [*1].

Questa accusa, a meno che non si voglia cimentarsi nell'ennesima stucchevole diatriba sugli effetti dello pseudo-capitalismo, non va tanto valutata singolarmente, quanto archiviata come pezzo del gigantesco puzzle che è la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto in relazione alle varie domande senza risposta della storiografia ufficiale. Domande che nascono da fatti militari veramente inspiegabili, o meglio, che potrebbero trovare una spiegazione solo ipotizzando che dietro alle fazioni in lotta ci fosse una regia unica. Vi chiederete di cosa stia parlando. Ecco un ottimo punto di partenza per cercare delle risposte: "Planning vs reverse engineering" da La Voce del Gongoro.