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13 maggio 2008

Il "Movimento per l'estinzione volontaria dell'uomo"

Bisogna dare atto ai movimenti ambientalisti di non mancare di fantasia. Anche se poi in realtà vanno tutti a parare verso la stessa soluzione finale, seguendo la strada tracciata da Kissinger [*1 - *2]. É il caso del Voluntary Human Extinction Movement (VHEMT), un gruppo ambientalista che afferma che il proprio obiettivo è quello di reclutare volontari per convincere un numero sempre più crescente di persone che la razza umana deve estinguersi affinchè il pianeta possa sopravvivere. Gli umani devono smettere di procreare e perseguire volontariamente una lenta scomparsa dalla faccia della terra affinchè piante, animali e ecosistemi possano sopravvivere. Il motto del movimento è "May we live long and die out" e il loro sito internet spiega il loro impegno nell'obiettivo di lungo termine che consiste nel convincere ciascuno che la Terra non ha futuro [*3]:
It has been suggested that there are only two chances of everyone volunteering to stop breeding: slim and none. The odds may be against preserving life on Earth, but the decision to stop reproducing is still the morally correct one. Indeed, the likelihood of our failure to avoid the massive die off which humanity is engineering is a very good reason to not sentence another of us to life. The future isn't what it used to be. Even if our chances of succeeding were only one in a hundred, we would have to try. Giving up and allowing humanity to take its course is unconscionable. There is far too much at stake. The Movement may be considered a success each time one more of us volunteers to breed no more.
Il movimento si affanna a spiegare che non spinge al suicidio, all'aborto, agli omicidi di massa o ad ogni tipo di controllo forzato della popolazione, però sostiene una riduzione totale della popolazione fino alla sua scomparsa [*4]:
VHEMT Supporters favor this goal, while Volunteers see extinction as the only sure way to avoid breeding ourselves back to today's density.
Per quanto il movimento cerchi di dissociarsi da qualsiasi dottrina malthusiana o eugenica, la sostanza è la stessa; gli essere umani non devono più avere spazio sul pianeta terra perchè sono diventati dei parassiti:
The fossil record shows that each time Homo sapiens entered a continent, a spasm of extinctions followed. Exotic invaders typically disrupt ecosystems, and we are no exception. On some philosophical level there is no doubt some truth feeding the myth. However, by examining our daily lives, and asking ourselves, "What part of my normal day is a part of Nature?" the sad truth is revealed.
Un'ulteriore lettura del sito del VHEMT lascia l'amaro in bocca a chiunque non condivida questi mezzi a dir poco nazisti. L'aspetto più raccapricciante è che il VHEMT si considera un movimento liberale, definendo il proprio credo "libertà riproduttiva" piuttosto che "controllo della popolazione". Uno stupendo espediente neolinguistico che supera persino i romanzi di Orwell. Non si devono assolutamente sottovalutare questi movimenti, in quanto da diverso tempo è in atto il tentativo, da parte di pseudo-gruppi ecologisti, di associare il cambiamento climatico e i problemi ambientali alla sovrappopolazione, con la logica conclusione che la soluzione sia quella di avviare politiche di controllo della stessa [*5]. Gruppi che imperversano in ogni angolo del globo, visto che in Inghilterra, la "Optimum Population Trust", un think-tank che gode di grande considerazione in patria, ha recentemente redatto uno studio che è mirato a dimostrare che i bambini sono un danno per il pianeta e quindi avere famiglie numerose è una grave violazione ambientale [*6]:
The paper will say that if couples had two children instead of three they could cut their family's carbon dioxide output by the equivalent of 620 return flights a year between London and New York. John Guillebaud, co-chairman of OPT and emeritus professor of family planning at University College London, said: "The effect on the planet of having one child less is an order of magnitude greater than all these other things we might do, such as switching off lights.
L'aspetto raccapricciante è che chi segue questa scuola di pensiero, si sente legittimato a proporre i peggiori crimini senza che a nessun tutore della sicurezza pubblica e del cittadino venga in mente di etichettarlo come terrorista tout-court (sarà forse l'assenza di turbante). Paul Watson, fondatore e presidente della "Sea Shepherd Conservation Society", ha recentemente proposto in un editoriale [*7] che per salvare il pianeta terra sarà necessario ridurre la popolazione di un miliardo di unità. Una proposta di genocidio completamente passata inosservata. Lo stesso vale per l'idea del Dottor Eric R. Pianka, che lo scorso anno in un discorso alla Texas Academy of Science ha affermato che è necessario sterminare il 90% della popolazione, suggerendo di usare il virus dell'ebola [*8]. La scelta è caduta su questo virus perchè il più veloce nel "compiere il proprio dovere". A titolo informativo significherebbe morire di morte lenta e atroce, essendo l'ebola una febbre emorragica in grado di liquefare tutti gli organi interni. Cio che è sconvolgente è che Pianka ha avuto la possibilità di terminare il proprio intervento senza che nessuno si alzasse a prenderlo a calci in culo. Se qualcuno dovesse nutrire la convinzione che tali idee sono il frutto delle menti di squilibrati, è bene dare un'occhiata a questa lettera al Congresso del 2002 di Colin Powell [*9]:
"Regrettably, the PRC has in place a regime of severe penalties on women who have unapproved births. This regime plainly operates to coerce pregnant women to have abortions in order to avoid the penalties and therefore amounts to a ‘program of coercive abortion.’ Regardless of the modest size of UNFPA’s budget in China or any benefits its programs provide, UNFPA's support of, and involvement in, China's population-planning activities allows the Chinese government to implement more effectively its program of coercive abortion.”
In sostanza le Nazioni Unite supportano già politiche di controllo della popolazione in Cina (l'amministrazione Clinton finanziò per oltre 14 miliardi di dollari la UNFPA), e ne sono persino fieri, come riportato in una dichiarazione di Sven Burmester:
"China has had the most successful family planning policy in the history of mankind in terms of quantity and with that, China has done mankind a favour"
Ad oggi, con l'emendamento del repubblicano Joseph Crowley, vengono stanziati 100 milioni di dollari all'anno al Fondo [*10]. In Cina le politiche di controllo demografico proseguono, nonostante le famiglie più influenti, come riporta la BBC, abbiano da tempo smesso di rispettare il vincolo di procreare un solo figlio [*11]. Come al solito le politiche governative si rivelano essere controproducenti solo per i ceti sociali più bassi, quelli che a parole dovrebbero essere più tutelati.

12 maggio 2008

La tempesta "perfetta"

Nelle puntate precedenti: *Owning the weather e *Non fermare gli uragani, guidali. E’ risaputo che gli Stati Uniti hanno portato avanti esperimenti sugli uragani tra il 1962 e il 1983 con un progetto chiamato in codice Project Stormfury, dopo che fu calcolato che un singolo uragano sprigiona più energia di tutte le centrali elettriche del mondo messe assieme. Forse stanno finalmente raccogliendo i frutti di questi esperimenti?
[*AP] A cyclone with winds up to 120 mph. A low-lying, densely populated delta region, stripped of its protective trees. When Cyclone Nargis struck Myanmar's Irrawaddy delta and pushed a wall of water 25 miles inland, it had all the makings of a massive disaster. "When we saw the (storm) track, I said, 'Uh oh, this is not going to be good,'" said Mark Lander, a meteorology professor at the University of Guam. "It would create a big storm surge. It was like Katrina going into New Orleans [*1]." Forecasters began tracking the cyclone April 28 as it first headed toward India. As projected, it took a sharp turn eastward but didn't follow the typical cyclone track in that area leading to Bangladesh or Myanmar's mountainous northwest. Instead, it swept into the low-lying Irrawaddy delta in central Myanmar. The result was the worst disaster in the impoverished country. It was the first time such an intense storm hit the delta, said Jeff Masters, co-founder and director of meteorology at the San Francisco-based Weather Underground. He called it "one of those once-in-every-500-years kind of things." "The easterly component of the path is unusual," Masters said. "It tracked right over the most vulnerable part of the country, where most of the people live". When the storm made landfall early May 3 at the mouth of the Irrawaddy River, its battering winds pushed a wall of water as high as 12 feet some 25 miles inland, laying waste to villages and killing tens of thousands.

7 maggio 2008

Greggio e Gruppo Bilderberg

Il prezzo del greggio sta crescendo vertiginosamente proprio come il Gruppo Bilderberg aveva pianificato, ma i media continuano a sostenere che non abbia influenza sull'economia globale [*1]. Un rapporto della Goldman Sachs documenta che il prezzo del petrolio raggiungerà i 150-200$ entro i prossimi 2 anni (per la somma gioia di Beppe Grillo), previsione in sintonia con il piano di spremere la classe media e abbassare il tenore di vita degli occidentali (con un parallelo arricchimento dei grandi gruppi di potere [*2]). Come riporta bloomberg [*3], secondo un rapporto di Arjun N. Murti, analista della Goldman Sachs il prezzo del greggio potrebbe alzarsi fino ai 150 - 200 dollari al barile (nel 2005 il costo si aggirava attorno ai 57$ al barile), e la causa di questo aumento dovrebbe essere il peak oil. L'aspetto curioso è che proprio in questi giorni in Brasile è stato scoperto uno dei più grandi giacimenti petroliferi negli ultili 30 anni [*4], la cui fornitura di petrolio potrebbe sconvolgere gli scenari globali. Ne consegue che il prezzo del barile non segue esclusivamente la regola della domanda e dell'offerta, bensì anche inflazione e tasse, che anzi influiscono sul costo al consumatore in misura maggiore, come già spiegato tempo fa [*Il prezzo della benzina]. Se le previsioni di cui sopra possono sembrare catastrofiche, soprattutto per i ceti medio-bassi (fenomeno che dovrebbe far riflettere sull'utilità della tassazione indiretta e dell'inflazione causata dalle banche centrali, tutte attività gestite dallo Stato che ci tutela) è bene tornare un po' indietro nel tempo per rendersi conto che il Gruppo Bilderberg ci aveva già azzeccato. Nel meeting di Monaco di Baviera del maggio 2005 (quando il prezzo del greggio era di 40$ al barile) Henry Kissinger affermò che il prezzo sarebbe raddoppiato nell'arco di 12-24 mesi, ed è quello che è accaduto. Durante il meeting del 2006 a Ottawa, in Canada, la previsione si aggirava attorno ai 105 dollari al barile:
[...] Goldman Sachs oil report, [another full time member of the Bilderberger elite] published on March 30, 2005 increased the oil price range for the year 2005-6 from $55-$80 per barrel to $55-$105. During 2006 meeting, Bilderbergers have confirmed that their short range price estimate for oil for the 2007-08 continues to hover around US$105-150/barrel [...]
Previsione affidabile considerato che ad oggi il costo del barile è di 120 dollari. Oltre a disporre della sfera di cristallo, la Bilderberg influenza costantemente le politiche energetiche attraverso i propri membri collocati in ruoli chiavi, come Josè Barroso. Il Presidente della Commissione Europea ad inizio anno affrontando il tema dell'approvvigionamento energetico, ha parlato di una rivoluzione post-industriale [*5], che per noi comuni mortali si traduce in un collasso economico globale, un seguente periodo di depressione che porterà alla distruzione della classe media [*6].
[...] "We need new policies to face a new reality - policies which maintain Europe's competitiveness, protect our environment and make our energy supplies more secure," said Mr Barroso. "Europe must lead the world into a new, or maybe one should say post-industrial revolution - the development of a low-carbon economy." [...]
Crisi che ha i suoi principali vettori nel riscaldamento globale e nel peak oil. L'esaurimento del petrolio è un imbroglio venuto a galla nel lontano 1956, in uno studio seguito dal geologo
M. King Hubbert, che prevedeva che rimaneva poco più di un triliardi di barili di petrolio, stima che è stata ampiamente superata nel 2006 (secondo i calcoli originali l'ultima goccia di petrolio avrebbe dovuto essere stata consumata un anno fa). Calcolo che risulta comunque fallace vista la recente scoperta del giacimento brasiliano. Queste teorie, abbinate a quelle completamente distorte del riscaldamento globale [*7 - *8], hanno lo scopo di essere d'alibi alla continua crescita del prezzo del petrolio, fino ad arrivare a rendere impossibile mantenere uno stile di vita simile a quello dell'attuale classe media.

5 maggio 2008

Non fermare gli uragani, guidali!

Avevo già ampiamente trattato [*Owning the weather] dell'intenzione dell'esercito statunitense di disporre di una sistematica capacità di effettuare modificazioni climatiche, a cui sono seguiti tutta una serie di progetti militari. Questa politica strategia è portata avanti da diverso tempo dal Ministero della Difesa, che gode di copiosi finanziamenti da parte del taxpayer. Ecco l'ultima conferma dell'intenzione di puntare su questo genere di progetti, uno studio che costerà 2.6 milioni di dollari con lo scopo di cambiare a piacimento la direzione degli uragani:
[*XiaodongPeople] Would-be hurricane fighters hoping to stop a future Katrina before it makes landfall should aim to wound, not kill. The goal should be to re-route hurricanes and ease their fury, rather than try to stop them forming in the first place. This is the latest advice from weather modification experts. The field has a colourful history. In the 1960s and early 1970s, scientists on "Project Stormfury" tried in vain to disrupt the inner structure of hurricanes by seeding them with silver iodide crystals. Various other far-fetched ideas to neutralise storms have been mooted since then, such as cooling the ocean surface. More recently, the US Department of Homeland Security (DHS) asked a Stormfury veteran called Joe Golden - now at the University of Colorado at Boulder - to gather experts to evaluate prospects for taming hurricanes. Last week, the panel reported their findings at an American Meteorological Society meeting on weather modification in Westminster, Colorado. The group says aiming to stop storms altogether needs careful consideration: "Hurricanes serve a useful purpose in the Earth's energy budget and... rainfall from tropical cyclones is a vital component of the regional water supply." Diverting storms and weakening them should be the aim. They have requested $2.6 million from the DHS over three years to study how this might be achieved. Golden told New Scientist that the DHS is receptive to the idea. "I'm very upbeat, amazed and encouraged," he says.

12 febbraio 2008

Kosovo: Mission Accomplished!

Possiamo finalmente gustare i frutti della pulizia etnica della popolazione Serba di religione cristiana in Kosovo (si legga il mio vecchio articolo "Istigazione al genocidio"):

[*reuters] Il premier del Kosovo Hashim Thaci ha annunciato oggi che circa 100 paesi sono pronti a riconoscere l'indipendenza della provincia serba non appena sarà dichiarata. "Circa 100 paesi ci hanno confermato che sono pronti a riconoscere l'indipendenza dal Kosovo non appena sarà sancita. Avremo un riconoscimento massiccio e potente", ha detto durante una conferenza stampa. Thaci ha parlato dopo il suo solito meeting settimanale con Joachim Ruecker, a capo della missione Onu in Kosovo che amministra il territorio da quando la Nato nel 1999 ha espulso le forze serbe. Thaci non ha nominato direttamente i paesi né specificato quando ha in progetto di dichiarare l'indipendenza. A Belgrado il ministro per il Kosovo Slobodan Samardzic ha detto che una dichiarazione potrebbe arrivare addirittura il prossimo weekend. "Il governo ha informazioni sempre più rilevanti secondo cui Thaci dichiarerà illegalmente l'indipendenza unilaterale domenica 17 febbraio", ha detto Samardzic. La data è la più chiacchierata in Kosovo ma non è stata confermata. Gli Usa e la maggior parte dei 27 membri Ue appoggiano l'autodeterminazione del Kosovo e della sua maggioranza albanese del 90%. Ma la Russia, alleata della Serbia contro la secessione, ha bloccato la risoluzione d'indipendenza al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

11 febbraio 2008

Il consiglio

In un'intervista a bloomberg, Barton Biggs, ex capo delle strategie globali della Morgan Stanley, ha dispensato un insolito consiglio appannaggio dei soli ascoltatori facoltosi. In sintesi li ha invitati ad assicurarsi nei confronti delle guerre e dei disastri futuri "acquistando una fattoria o un ranch e rifornendola di semi, fertilizzanti, cibo in scatola, medicine, vestiti e tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza (pistole comprese)". In realtà queste perle sono lautamente dispensate nell'ultimo libro di Biggs, intitolato "Wealth, War and Wisdom" [*1], in cui l'investitore di Wall Street traccia un parallelo tra la situazione economica durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale e quello che potrebbe accadere in un prossimo futuro. In sostanza il messaggio di Biggs è quello di ascoltare i mercati, analizzare la storia e prepararsi al peggio. Per quanto superficialmente possa risultare la previsione di un paranoico (che però ci ha già "azzeccato" con la bolla speculativa dell'Hi Tech), i fatti sembrano dar ragione a Biggs. Infatti ci sono sempre più persone ricche che si spingono fuori dalle città [*2], trasformando zone rurali in quartieri residenziali. In realtà la previsione di Biggs può meglio essere interpretata come un investimento alla luce della nuova crisi su scala globale che sta emergendo: quella del cibo. Come avevo riportato in un vecchio post intitolato "Peak Food" (in cui avevo anche ironicamente consigliato di coltivarsi un orto), i recenti aumenti dei generi di prima necessità non si fermeranno, ma al contrario saranno sempre maggiori, per via dell'aumento della domanda delle economie emergenti dei paesi asiatici e dell'industria dei bio-carburanti. Un allarme lanciato già da diversi esperti; sia economicsti come Donald Coxe che dagli agricoltori stessi, come riporta un'intervista [*3] a John Gossop, in cui si prevede una crisi alimentare attorno all'anno 2025. Già oggi, come riporta la Canada's National Farmers Union il mondo consuma più cibo di quanto ne viene prodotto [*4], tanto che le riserve di grano sono al livello più basso da 30 anni a questa parte. Fenomeno causato anche dai giganteschi investimenti nell'industria dei bio-carburanti [*5]. Un business tanto redditizio (grazie e soprattutto ai sussidi, che non sono altro che tasse del contribuente destinate a particolari investimenti) che nel 2006, le fattorie dedicate alle coltivazioni per bio-carburanti sono aumentate del 48% con la conversione di fatto delle aziende agricole USA in fabbriche di bio-carburanti. Evitando accuratamente il solito autodafè fatto di mea culpa, sarebbe forse ora di mettere in discussione l'operato di tutte quelle istituzioni a cui il cittadino ha delegato il compito di gestire le politiche agricole (partendo dai Ministeri e arrivando fino alla FAO), visto che alla luce dei fatti precedentemente elencati il quadro di queste scelte è a dir poco fallimentare (a partire dalle sovvenzioni pubbliche all'industria dell'etanolo) e l'invasiva pianificazione statale in materia agricola ed energetica ha prodotto solo disastri. Zimbabwe docet [*6].


"Come schiavi lavorarono gli animali per tutto quell'intero anno. Ma nel loro lavoro erano felici: non si lamentavano né di sforzi né di sacrifici, ben sapendo che quanto facevano era fatto a loro beneficio e a beneficio di quelli della loro specie che sarebbero venuti dopo di loro, e non per l'uomo infingardo e ladro. Durante la primavera e l'estate lavorarono sessanta ore la settimana, e in agosto Napoleon annunciò che ci sarebbe stato lavoro anche nel pomeriggio della domenica. Questo lavoro sarebbe stato assolutamente volontario; chi se ne fosse astenuto però avrebbe avuta ridotta di metà la sua razione. [...] Nel giorno stabilito per il banchetto un furgone da droghiere venne da Willingdon alla fattoria a consegnare una grande cassa. Quella notte si udirono fragorosi canti, seguiti da un frastuono come di violento litigio che terminò verso le undici con un tremendo frantumar di vetri. Nessuno si mosse nella casa colonica prima del mezzogiorno dell'indomani, e corse voce che, non si sa come, i porci avevano guadagnato danaro bastante all'acquisto di un'altra cassa di whiskey.", La fattoria degli animali - George Orwell

6 febbraio 2008

Owning the Weather


[*ADN] Almeno 26 persone sono morte per una serie di tornado che hanno colpito il sud degli Stati Uniti nel 'super tuesday', il giorno più importante per le primarie della corsa alle elezioni presidenziali. Tennessee, Arkansas, Kentucky e Mississippi sono stati maggiormente colpiti. Una valutazione più chiara delle vittime e dei danni sarà possibile soltanto nella mattinata (ora americana). In Tennessee dove un tornado ha colpito la città di Memphis e la contea di Nashville, le vittime sono state 12. Il bilancio si è aggravato anche in Arkansas con 11 morti, oltre alle tre persone che hanno perso la vita in una casa mobile in Kentucky. I due rivali democratici Hillary Clinton e Barack Obama hanno offerto le loro condoglianze alle vittime nei loro comizi rispettivamente a New York e Chicago.
Da diverso tempo è disponibile online un video ispirato ad un documento intitolato "Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025" [*pdf], un elaborato di alcuni alti ufficiali delle forze armate americane, che prova la volontà dell'esercito di disporre di una "globale, precisa, immediata, robusta, sistematica capacità di effettuare modificazioni climatiche, che darebbero modo ai comandanti in capo dell'aviazione di moltiplicare le forze per raggiungere gli obiettivi militari" (pag. 3). Si tratta di un ottimo punto di partenza per chi vuole approfondire l'argomento del "controllo climatico":




Caraibi, Africa Occidentale, Grenada, Haiti, Rapubblica Dominicana, Jamaica, Cuba, Florida, Alabama, Georgia, Mississippi. Tutte zone che negli ultimi anni sono state devastate da uragani e tempeste tropicali. Uno studio del 2003, della World Meteorological Organization (WMO) attribuisce le colpe di questi eventi catastrofici, senza allegare un'approfondita analisi, al global warming:

"These record extreme events [high temperatures, low temperatures and high rainfall amounts and droughts] all go into calculating the monthly and annual averages which, for temperatures, have been gradually increasing over the past 100 years", (CNN, July 3, 2003)

Senza entrare nel merito del dibattito sul global warming è bene cercare eventuali concause che hano portato a queste insolite e devastanti piaghe metereologiche.

La guerra metereologica

Nonostante Bush venga spesso messo sotto accusa dagli ambientalisi per non aver firmato il protocollo di Kyoto, la questione della guerra metereologica, ovvero di una possibile manipolazione del tempo per fini militari, non viene mai menzionata dagli stessi, anche se negli ultimi anni ingenti somme di denaro (ovviamente pubblico) sono state stanziate dal Ministero della Difesa per queste sperimentazioni:

Weather modification will become a part of domestic and international security and could be done unilaterally... It could have offensive and defensive applications and even be used for deterrence purposes. The ability to generate precipitation, fog, and storms on earth or to modify space weather, ... and the production of artificial weather all are a part of an integrated set of technologies which can provide substantial increase in US, or degraded capability in an adversary, to achieve global awareness, reach, and power. (US Air Force - Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report)

Ne consegue che, se questo genere di tecnologie vengono sviluppate e comportino grandi investimenti del denaro versato dal taxpayer, sarebbe quantomeno dovuto pubblicare e rendere noti i risultati dei test e delle sperimentazioni, come avviene per qualsiasi arma convenzionale. Al contrario questo argomento è un tabù, anche per i più ferventi ambientalisti. Ironicamente il Pentagono ha da tempo sposato la causa del global warming, con tanto di studi dedicati alle conseguenze del fenomeno [*1], ma nemmeno una parola è riservata al programma di modificazione climatica denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program), che vede collaborare da tempo a Gokona (Alaska) la Marina e l'Esercito.

Il programma HAARP

Il 15 gennaio 2003, il sito della «Prava» ha ospitato un inquietante articolo, scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, in cui si esprime preoccupazione per gli esperimenti condotti dai tecnici americani in Alaska, dove dal 1994 si sta portando avanti il programma HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, cioè «programma di ricerca attiva aurorale con alta frequenza» sotto l'egida dell'SDI (US Strategic Defense Initiative). La Russia aveva dato l’allarme l’8 agosto 2002, quando ben 90 parlamentari della Duma di Mosca avevano firmato un appello indirizzato all’ONU in cui si chiedeva la messa al bando di questi esperimenti elettromagnetici. Un mese più tardi erano saliti a 220 i deputati russi a favore dell’appello. Semplificando si tratta di una selva di enormi antenne eretta nel bel mezzo della foresta boreale nordamericana. Ma qual'è lo scopo di queste installazioni? La risposta ce la fornisce il sito stesso del programma di ricerca:

"[HAARP will be used] to induce a small, localized change in ionospheric temperature so that resulting physical reactions can be studied by other instruments located either at or close to the HAARP site". (HAARP website)

Diversi esperti del settore, fra cui la dottoressa Rosalie Bertell e il fisico Richard Williams ritengono che le conseguenze di questi esperimenti potrebbero essere devastanti:

"HAARP constitutes "an irresponsible act of global vandalism." He and others fear a secret second stage where HAARP would "beam much more energy into the ionosphere. That could produce a severe disruption of the upper atmosphere at one location that may produce effects that spread rapidly around the Earth for years.", Scott Gilbert, Environmental Warfare and US Foreign Policy: The Ultimate Weapon of Mass Destruction

Lo scienziato Paul Schaefer del Kansas City attribuisce molti dei disastri naturali, degli ultimi anni proprio alle warfare elettroniche: "Si potrebbe comparare lo stato energetico anormale della Terra e della sua atmosfera ad una batteria di una macchina che è stata sovraccaricata.. come se l'energia tentasse di trovare un posto dove scaricarsi". Il progetto Haarp va avanti dai primi anni del '90, ed ha visto partecipare alla sua realizzazione diverse aziende, fra cui la APTI che aveva sviluppato brevetti per un sistema wireless per inviare potenza elettrica in grado di confondere e distruggere i sistemi sofisticati di guida dei missili e degli aerei e più in generale far cadere tutte le comunicazioni via mare, aria e terra [*2]. In seguito lo sviluppo di questi progetti fu affidato alla E-Systems [*3]:

"[E-Systems] is one of the biggest intelligence contractors in the world, doing work for the CIA, defense intelligence organizations, and others. US$1.8 billion of their annual sales are to these organizations, with $800 million for black projects-projects so secret that even the United States Congress isn't told how the money is being spent [*4]." - "The company has outfitted such military projects as the Doomsday Plan (the system that allows the President to manage a nuclear war) and Operation Desert Storm. [*5]"

Altri contratti milionari (che superano i 50 milioni di dollari), durante l'amministrazione Bush (2003), sono stati siglati con aziende come la British Aerospace Systems (BAES), la DRS Technologies, Inc [*6] e la Phazar Corp [*7], incrementando la potenza dell'impianto grazie all'installazione di nuove antenne e di trasmettitori ad alta frequenza per una capacità totale di 3.6 mega-watt (Business Wire, 10 June 2004). Questo stadio avanzato di sviluppo corrisponde a quello che l'Air Force definisce "Owning the weather" nel documento di cui sopra:

"US aerospace forces [will] 'own the weather' by capitalizing on emerging technologies and focusing development of those technologies to war-fighting applications... From enhancing friendly operations or disrupting those of the enemy via small-scale tailoring of natural weather patterns to complete dominance of global communications and counterspace control, weather-modification offers the war fighter a wide-range of possible options to defeat or coerce an adversary... In the United States, weather-modification will likely become a part of national security policy with both domestic and international applications. Our government will pursue such a policy, depending on its interests, at various levels.", US Air Force, emphasis added. Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report

I disastri climatici occidentali vengono costantemente documentati, ma al contrario ciò che avviene nel resto del globo viene spesso minimizzato o addirittura non è nemmeno riportato nelle cronache. É il caso delle frequenti inondazioni che a partire dalla metà degli anni '90 hanno messo in ginocchio la Corea del Nord [*8], devastandone l'agricoltura, fenomeni del tutto opposti a quelli avvenuti anche a Cuba, colpita dalla siccità [*9]. Anche Iran, Siria e Afghanistan negli ultimi anni hanno sofferto una siccità senza precedenti (in particolare l'Afghanistan ha patito 4 anni di siccità prima dell'invasione statunitense del 2001 [*10 - *11 - *12]). Se le cause di questi fenomeni atmosferici sono ancora da accertare (non ci sono prove dell'utilizzo di queste tecnologie contro i cosiddetti "stati canaglia") quel che è certo è che questo progetto è pienamente operativo, come pianificato dalle Forze Armate ed è certamente un enorme buco nero in cui vengono investite grandi quantità di denaro pubblico.

Una spiegazione al contribuente è quantomeno dovuta.

25 gennaio 2008

La tassa antiobesità

Il simpatico globalista David Rockefeller [*1], l'ambientalista prezzemolino - propenso alla bancarotta - Maurice Strong [*2] e l'allegro circo dell'Earth Summit [*3] se ne sono usciti con l'ennesima brillante pensata per salvaguardare Gaia: introdurre una nuova tassa sulla televisione e sui videogiochi. Tutto è partito da un'idea del Sierra Club, una delle più importanti organizzazioni per la conservazione della natura negli Stati Uniti. La paternità di questa associazione va attribuita a John Muir (nella foto), un conservazionista della Sierra Nevada, noto per il suo enorme rispetto per ogni essere vivente ("In My First Summer in the Sierra (1911), a saga of his Sierra Nevada travels in 1868, Muir wrote disparagingly of the Indians he encountered there, equating Indians with unclean animals that did not belong in the wilderness." *4).

La proposta del Sierra Club è di tassare dell'1% [*5] televisioni e videogames del New Mexico per raccogliere 4 milioni di dollari all'anno che a detta dell'organizzazione dovrebbero tornare utili a far uscire i ragazzi di casa e avventurarsi sulle orme di John Muir. In altre parole genitori e figli sono troppo stupidi e pigri per risolvere i problemi dell'obesità, e quindi una tassa (dell'unpercento) dovrebbe motivarli. Se questo rimedio solleva dei dubbi, quel che è certo è che la tassa la pagheranno tutti e che quindi al Governo non interessa minimamente che i cittadini siano in peso forma, ma piuttosto cerca l'ennesima scusa per mettere l'ennesima tassa per pagare l'ennesima esportazione di democrazia. In definitiva l'unica cosa che certamente perderà peso sarà il portafoglio degli abitanti del New Mexico.